Cultura e Spettacoli

Crazy, La poetica metamorfica di Nicola Amato

Esposte alcune delle sue meravigliose 'creature' presso lo spazio Misia Arte a Bari

“Di metamorfosi in metamorfosi andremo, inesauribilmente. Non perderemo nulla, perché noi siamo il tutto”, scriveva Alejandro Jodorowsky. Destrutturare, prendere in esame, per poi ricostruire, senza mai dimenticare il valore di quello che la natura rappresenta e che ci insegna ogni giorno, fondamentale anche per noi esseri umani modernizzati, attraversati da algoritmi, con mille teorie alle spalle che hanno decostruito e ricostruito l’arte e le espressioni artistiche nella storia e nei secoli. Questa sembra essere la ricerca del noto fotografo e artista pugliese Nicola Amato, che dopo trent’anni di silenzio pittorico, espone finalmente alcune delle sue meravigliose ‘creature’ presso lo spazio Misia Arte a Bari. Inaugurata lo scorso 13 giugno la sua mostra  “Crazy, tra pittura e fotografia”, con installazioni e design, a rappresentare il percorso artistico completo di un artista eclettico e visionario ma, nel contempo, sempre attento alle suggestioni e alla magia dei simboli della natura. Tra sperimentazioni inedite e raffigurazioni /mosaico, troviamo fotografie che si intrecciano fino a perdere e a ritrovare un’identità moderna, sculture sperimentali frutto di una riconsiderazione della fotografia, e variazioni policromatiche alla Wharol che simbolicamente investono di colore camaleonti simbolici, che sembrano quasi ricordarci quell’antico messaggio ultraterreno inviatoci dagli Dèi, di cui parlava il popolo Chewa:” Avevo iniziato con un lavoro di patchwork e sulle giacche, in alcuni miei ritratti mi ero vestito di fotografia, di arte, di pelli di animali e di simboli, ciò che aveva detto Warhol riguardo al colore in realtà appartiene intimamente alla meravigliosa varietà della natura, basta osservare quali sfumature può assumere un camaleonte che cambia colore, solo in base al suo umore. Parlando poi di alcune delle foto esposte, sono immagini intrecciate tra loro come se fossero un tessuto: l’idea mi è venuta guardando mia moglie mentre lavorava al telaio. Ho preso in esame soggetti simbolici della tradizione greca o religiosa, si tratta di carta fotografica intrecciata non più in maniera digitale, ma manuale fino a scomporre e ricomporre l’ identità del soggetto. Per altre opere invece mi ha ispirato il passaggio dalla fotografia tradizionale a quella digitale: ho preso alcune  immagini e ho provato a rottamarle, come se fossero delle vecchie auto, creandone un oggetto solido”, spiega Amato. Misia Arte nasce nel 1984 a Bari come galleria dedicata all’arte e al design. Una suggestiva location di espressione e di dialogo tra cultura, arti decorative e creatività in ogni sua declinazione.  L’identità inclusiva e sperimentale continua a essere anche oggi, da quarant’anni, la cifra stilistica della galleria, che collabora con artisti contemporanei e maker offrendo spazi e realizzazioni di eventi, come sottolinea Stefano Straziota, che ad oggi porta avanti l’ eredità di famiglia di questo spazio:” Da quarant’anni ci occupiamo di arte e design tentando di avvicinarle in un luogo che sia il più possibile vicino al quotidiano e al suo sentire. Pensando appunto che, ciò che esponiamo, possa trovare futura dimora e abitare artisticamente. Ciò si articola in un confronto costante anche con il mercato estero e le sue richieste, specialmente per quanto riguarda l’arredamento di un certo tipo.” Misia deputa a spazio espositivo anche un grazioso giardino interno, dove attualmente è proiettata un’opera video di Nicola Amato che mostra piccoli pesci rossi in movimento. Le suggestive immagini del pesce, non a caso  ‘senza memoria’, vengono riprese da piccoli cartellini appesi agli alberi, che il vento fa oscillare animandoli della stessa vitalità del video. La domanda quindi all’artista sul futuro dell’ambiente nasce spontanea. Fa riflettere la sua risposta:” Che dire, siamo tornati in pieno medioevo, mi sembra, con i suoi anni bui, con le guerre e tutto il resto, e nel momento in cui ci sono forti contrasti a livello planetario, chi ne risente è sempre l’ ambiente. Ci stiamo dimenticando, ancora una volta, ciclicamente, di salvaguardare il bene più prezioso, quello da cui proveniamo, proprio la natura.”

Rossella Cea


Pubblicato il 18 Giugno 2024

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