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Crescono povertà e disperazione ma i fondi al Comune non ci sono

Mamma separata con due figli, a causa della morosità con l’ente erogatore dell’energia elettrica, è stata costretta a “festeggiare” il Santo Natale con la sola illuminazione delle candele. Questa è la triste storia che ha già occupato nei giorni scorsi queste colonne e sulla quale è tornato l’ex consigliere Cipriani per far capire bene la disperazione d’una famiglia formata da una donna, separata e senza alcuna fonte di reddito, e i suoi due figli. Prima delle festività Luisa (il nome non è il suo) aveva chiesto, invano, un aiuto alle istituzioni comunali e circoscrizionali preposte, ma ha trovato solo e soltanto porte chiuse in faccia “non ci sono fondi”! E Cipriani, con tutto il suo Movimento “Riprendiamoci il Futuro”, ha deciso di tornare a denunciare più forte di prima, ancora una volta, l’ennesimo caso di “povertà” che vede compromessa l’esistenza di una famiglia composta da mamma separata con 2 figli, tutti disoccupati, che stanno patendo lo spettro della disperazione in quanto non hanno alcuna fonte di reddito. Luisa, già prima delle festività natalizie, si era rivolta al Primo Municipio per chiedere un aiuto economico in quanto, a causa della morosità con l’Enel, gli è stata staccata da quasi un mese l’erogazione di energia elettrica e quindi vive con i propri figli senza luce. Una cosa raccapricciante, solo a pensarci, al giorno d’oggi. La risposta da parte dell’Assistente Sociale, come precisa Cipriani, è stata la seguente: “non si può fare alcun tipo di domanda per alcun contributo straordinario in quanto non ci sono fondi per affrontare tali emergenze”. E bisogna anche aggiungere che Luisa, cinquant’anni, è affetta, come da certificato rilasciato dal Pronto Soccorso del Policlinico Consorziale di Bari, da una bronchite asmatica e pertanto non può utilizzare, a causa della mancanza di fornitura di energia elettrica, né l’apparecchiatura per fare le inalazioni aerosol né la stufa elettrica. <<Caro Sindaco, caro Assessore al Welfare del Comune di Bari, una volta per sempre volete spiegare a chi spetta intervenire su queste emergenze di povertà?>> . Quale ente deve intervenire se un nucleo famigliare si trova al buio in casa, senza manco poter fare la spesa quotidiana? Un anno e mezzo fa la signora aveva presentato la domanda per il Reddito di dignità (Red) e soltanto dopo oltre un anno, ovvero a novembre 2017, dal Municipio gli comunicano la “buona” notizia di essere stata ammessa al supporto finanziario sociale. Appena ricevuta la notizia, Luisa s’è precipitata all’incontro programmato al Municipio, dove ha incontrato l’assistente sociale, che a sua volta le ha comunicato queste testuali parole: “cara signora, lei è stata ammessa al Reddito di dignità (Red) per una somma di seicento euro ogni due mesi e pertanto deve attendere un’altra chiamata per comunicarle dove andrà a lavorare per diciotto ore settimanali”. A questo punto, rivolgendosi all’assistente, Luisa ha domandato:  “allora, quando potrò avere la carta  per soddisfare almeno i pagamenti di “emergenza” (luce, gas eccetera?). La risposta?: “lei deve prima lavorare per tre mesi e solo dopo potrà avere la carta con i primi trecento euro”. Ah bene, e il sostentamento per alzarti alle sei di mattina e andare a faticare, chi te lo da…la Befana?

 

Francesco De Martino

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