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Cutolo: “Basta con le calunnie sul nostro conto”

Sono trascorsi pochi giorni da quando i giudici amministrativi di secondo (e definitivo) grado hanno accolto in pieno le richiesta dell’impresa Pizzarotti di Parma contro il Comune di Bari per costruire la Cittadella della Giustizia. Sono trascorsi cioè una ventina di giorni da quando di “…sentenza straordinaria e definitiva”, parlava l’ ingegner Michele Cutolo, il progettista per conto di Pizzarotti. Che adesso, dopo aver letto i giornali di ieri sui pericoli che corre il Palagiustizia penale di via H. Nazariantz, ha perso daccapo la pazienza. E  in un comunicato spedito perfino a Prefetto, Capo della Procura e del Tribunale, Ordine degli Avvocati e Associazione Nazionale dei Magistrati non nasconde più la sua rabbia e indignazione. “E’ da tempo che il sindaco di Bari continua impunemente a lanciare accuse false e diffamatorie nei confronti dei responsabili del progetto della sede unica della Giustizia di Bari. Falsità che negli ultimi tempi sono andate via via sempre crescendo, al punto che sia l’impresa Pizzarotti, sia il sottoscritto sono stati costretti a denunciare i comportamenti del sindaco all’Autorità Giudiziaria”, ha scritto l’ingegnere Mihele Cutolo a giudici, avvocati, magistrati e giornalisti baresi.  Mettendo il timbro sull’escalation delle accuse scagliate dal sindaco Emiliano, un’onda che non s’è fermata neanche ieri, quando in un’altra dichiarazione lo stesso Emiliano ha parlato di nuovo della ‘lobby che sta dietro al progetto della Cittadella”. Definendola ‘’…tanto forte da spingere tutti i media locali, giornali e televisioni a dire che un intasamento da pannetti igienici di un bagno ed uno scrostamento di intonaco del palazzo di giustizia corrisponde ad una emergenza nazionale”. Vergogna? Michele Cutolo più che arrabbiato è categorico, non ci sta alle mistificazioni che da anni piovono sul suo gruppo di lavoro da Palazzo di Città, che si tratti di costruire palagiustizia, o alloggi per le orze dell’ordine, a Bari. “Mai ci siamo permessi di formulare affermazioni o posto in essere comportamenti volti a spingere media locali, giornali o televisioni ad esprimere commenti sull’attuale sede degli uffici penali di via Nazariantz”, taglia corto il progettista. Che preferisce tornare ai fatti concreti. E cioè all’accoglimento da parte del Consiglio di Stato del ricorso presentato dai suoi legali per condurre in porto la ricerca di mercato pubblicata dal Comune di Bari sette anni fa per reperire i suoli dove costruire la sede unica della Giustizia nel capoluogo. “Al commissario ad acta che nominerà il prefetto non rimane che adottare la variante urbanistica e sottoscrivere il contratto con la società. Le motivazioni con cui si era cercato di giustificare il diniego dell’ autorizzazione sono state demolite dai giudici amministrativi: adesso non ci sono più scuse”. Cutolo spera che adesso sia il prefetto Schilardi in persona, nominato a sua volta commissario ad acta dal Consiglio di Stato, a gestire finalmente una pratica che si trascina da troppo tempo tra sentenze e ricorsi senza fine. L’ impresa Pizzarotti ha investito da tempo sulla costruzione della Cittadella della Giustizia nel capoluogo pugliese, un’operazione da 350 milioni di euro con un canone annuo per lo Stato, già determinato, di circa 3 milioni all’ anno. Ma il sindaco di Bari, dopo la sua elezione, ha giurato che l’operazione cittadella non andrà mai in porto, costi quel che costi. E intanto fioccano esposti e querele per giudici e avvocati che dovranno discuterne in un immobile percolante e pericoloso….
Francesco De Martino
 
 
 
Sede unica della giustizia a Bari: vent’anni e tante chiacchiere…
 
Stanno vivendo nel terrore dipendenti e operatori della Giustizia a Bari, costretti ogni giorno a frequentare un palagiustizia dove adesso si teme addirittura il crollo. E visto che, anche se denunce ed esposti sulla tenuta strutturale dell’immobile di via Nazariantz sono datate e all’improvviso e’ tornato di moda parlare e straparlare della costruzione del nuovo Palagiustizia, ripercorriamo brevemente le tappe salienti di un procedimento che parte dall’88 ed arriva fino a oggi. Senza un atto concreto che non fossero indagini e sentenze dei giudici. 
– 14 GIUGNO 1988: La Giunta Municipale, con deliberazione n.3968, affida ad un’equipe di progettisti l’incarico per il secondo Palazzo di Giustizia a Bari, da realizzarsi su un’area di Via della Carboneria.
– 31 LUGLIO 1991: Il Consiglio Comunale, con provvedimento n.254, delibera di “individuare nell’area di circa mq.35.000 di Corso della Carboneria, prolungamento di Corso Mazzini, angolo Via Brigata Regina, il sito dove realizzare il Palazzo per gli Uffici Giudiziari, che dovra’ ospitare il Tribunale e la Pretura penale con le rispettive procure, la Polizia Giudiziaria, gli archivi ed i parcheggi”.
– 25 NOVEMBRE 1996: Il Ministero di Grazia e Giustizia con nota n.5722 esprime in linea di massima parere favorevole sulla possibilita’ di finanziamento del secondo Palazzo di Giustzia a Bari.
– 23 DICEMBRE 1996: La Giunta Municipale, con delibera n.4685, oltre alla conferma dell’incarico nella progettazione del secondo Palazzo di Giustizia, precisa in via definitiva che lo stesso e’ destinato ad ospitare tutti gli uffici Penali della Corte di Appello, della Corte di Assise, del Tribunale, delle Procure  e del tribunale di Sorveglianza, nonche’ giudici di Pace, Polizia Giudiziaria, aule di udienza, gli archivi ed i parcheggi con annesso autosilo.
– 28 MAGGIO 1997: La Giunta Municipale, con deliberazione n. 1547, approva il progetto preliminare
– 15 DICEMBRE 1997:Viene consegnato all’Amministrazione Comunale il “progetto definitivo generale” del secondo Palazzo di Giustizia approvato da tutte le autorita’ competenti, tra cui anche gli organismi giudiziari, progetto trasmesso al Consiglio Superiore dei LLPP, che lo restituisce per l’approfondimento di problemi tecnici
– 21 DICEMBRE 1998: Viene consegnato all’Amministrazione Comunale il “progetto definitivo” dell’autosilo con annesso giardino, regolarmente approvato dalle autorita’ competenti.
– 21 FEBBRAIO 2000:Ricevuta la relazione “favorevole” dell’analisi costi-benefici dell’intervento progettato, richiesta dal Consiglio Superiore dei LLPP, viene consegnato al Comune il “progetto definitivo generale” del Palazzo di Giustizia di C.so della Carboneria, riveduto sulla base dei suggerimenti indicati dallo stesso organo superiore e delle proposte formulate dagli organismi giudiziari in conseguenza delle riforme nel frattempo intervenute.
– 2 MARZO 2000: La Commissione di Manutenzione della Corte di Appello approva il progetto definitivo generale consegnato all’amministrazione il mese precedente.
– 15 GIUGNO 2000: Con deliberazione della Giunta Municipale n. 748 viene stabilito di procedere con urgenza (d’intesa con il Ministero) alla stesura del “progetto definitivo” di uno stralcio dell’aula bunker per non perdere il finanziamento di 36 miliardi di vecchie lire promesso dal Ministero di Grazia e Giustizia.
– 23 GIUGNO 2000: Il progetto dell’aula bunker viene approvato dalla Giunta con delibera n.763.
– 28 GIUGNO 2000: il progetto viene trasmesso al Ministero, rispettando i tempi previsti per il finanziamento promesso.
– 18 GENNAIO 2001: Primo sollecito del Sindaco al Ministero di Grazia e Giustizia per ottenere il nulla osta sul progetto aula-bunker.
– 26 MARZO 2001: Secondo sollecito, ma il Ministero continua a tacere.
– 18 DICEMBR£E 2001: Il Sindaco comunica ai progettisti, ai gruppi politici ed ai maggiori rappresentanti della Giustizia locale che l’Amministrazione Comunale non ha assunto nessuna posizione rinunciataria per quanto concerne la realizzazione del secondo Palazzo di Giustzia con annesso autosilo in C.so della Carboneria.E quest’anno il progetto del secondo Palazzo di Giustizia nel capoluogo pugliese viene finalmente inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche approvato dal Ministero di Grazia e Giustizia. Poi arriva la ricerca di mercato pubblicata dalla giunta comunale di Simeone i Cagno Abbrescia e l’Impresa Paolo Pizzarotti da Parma. E comincia un altro discorso, anzi, un’altra bruttissima storia ancora senza epilogo….
 

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