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Da 17 anni non possono accedere ai fondi per colpa del Comune

Niente di nuovo sull’annosa questione dei “fondi interclusi” al Comune di Bari, nonostante la corrispondenza risalente a quasi quindici anni fa (nota n.89947 del 16/07/2003) con la quale il P.R.I. faceva presente ai responsabili comunali che con provvedimento n.1331 del 2 novembre 2000 di Giunta Municipale fu approvato il progetto per l’accessibilità ai fondi interclusi a seguito della realizzazione dell’Asse Nord-Sud dal Porto alla Tangenziale – Tondo di Carbonara- Asse Est-Ovest della statale 371 alla Via Giulio Petroni, con impegno di spesa di 400 milioni di vecchie lire. Ebbene, ad oggi, i proprietari dei fondi occupati ormai dal lontano 1990, non possono accedere alle proprie terre per svolgere tutte le operazioni di carattere ordinario e straordinario come aratura, potatura, semina e raccolto dei frutti, con grave pregiudizio per moltissime economie familiari il cui reddito dipende esclusivamente dalla coltivazione della terra. <<La situazione risulta ancora più onerosa per i tanti proprietari che per motivi di carattere tecnico o peggio per problemi legati all’età avanzata e alle non buone condizioni di salute nello svolgimento delle attività agricole quotidiane, sono costretti a doversi avvalere della collaborazione di terzi, pressoché mai disponibili a recarsi nei terreni in questione perché appunto inaccessibili anche a mezzi agricoli come trattori ed altri mezzi meccanici di trasporto>>, incalza Peppino Calabrese, già assessore comunale e segretario pugliese del Partito Repubblicano. Ma torniamo a quando la Ripartizione Edilizia Pubblica – Settore Strade, con foglio n.6151 dell’8.9.2003, faceva presente che il programma denominato “Progetto per accessibilità ai fondi interclusi” era stato redatto proprio per garantire l’accesso a tutti i fondi rimasti interclusi per la realizzazione dell’Asse Nord-Sud, ma mai condotto a termine. Tanto che restano ancora ineseguiti i lavori necessari ad eliminare le interclusioni più volte segnalate e mai eliminate da parte della Civica Amministrazione, lasciando a metà opere già approvate e finanziate, senza rendere possibile il sostentamento delle numerose famiglie monoreddito che – da anni – lottano con i danni subiti e le ferite non ancora rimarginate prodotte dall’opera pubblica sopra specificata. Insomma, tornano a galla i problemi rivenienti dai lavori per l’apertura dell’asse nord-sud ai margini della Città, verso la periferia nord. E parliamo di una Delibera (numero 1331) risalente a diciassette anni or sono, di Giunta Municipale, che ha lasciato tuttora con un palmo di naso i proprietari dei fondi occupati ormai dal lontanissimo 1990. Ancora costretti, come sopra detto, a non poter accedere alle proprie terre per curare e raccogliere olive, mandorle, ortaggi ed altro. Con <<grave pregiudizio>>, ripete dopo tanto tempo Calabrese per moltissime economie famigliari, il cui reddito dipendeva esclusivamente dalla coltivazione della terra. La situazione risulta ancora più onerosa –si legge nella nota pervenuta all’epoca in Comune- per i tanti proprietari che per motivo di carattere tecnico, o peggio, per problemi legati all’età avanzata ed alle non buone condizioni di salute, nello svolgimento delle attività quotidiane, sono costretti a doversi avvalere della collaborazione di terzi, pressoché mai disponibili a recarsi nei terreni in questione perché, appunto, inaccessibili anche a mezzi agricoli come i trattori ed altri mezzi meccanici e di trasporto. Per questo, l’ex assessore Calabrese ha ripreso a cuore problemi mai affrontati e risolti concretamente al momento dell’avvio dei lavori per l’asse Nord/Sud, interessando daccapo Sindaco e Assessore ai Lavori Pubblici, <<…ognuno per la propria parte di propria competenza>>, come si legge infine nell’ultima missiva-esposto, per conoscere lo stato di pratiche e progetti già abbondantemente approvati, nonché i tempi di inizio lavori e realizzazione di questi ultimi, al fine di rendere possibile il sostentamento delle numerose famiglie monoreddito che <<…da anni lottano con i danni subiti e le ferite non ancora rimarginate, prodotte dall’opera pubblica suddetta>>. Il tutto anche ai sensi delle Leggi 241/1990 e 15/2005 e cioè in nome e nell’interesse di quei cittadini tanto cari a dirigenti e componenti della Giunta Municipale barese. Almeno a parole….

 

Antonio De Luigi

 

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