“Da 70 anni accanto agli ultimi nel nome di Sant’Antonio”
Intervista al parroco e rettore del Santuario di Bari padre Giancarlo Li Quadri Cassini

Grande festa per la diocesi Bari-Bitonto. Il 13 giugno prossimo, giorno in cui si festeggia Sant’Antonio da Padova, la Parrocchia Santuario barese di Sant’Antonio, assieme al suo santo, celebra settanta anni di vita, essendo stata eretta tale settanta anni fa. Dunque, in un giorno solo, si celebrano compleanno e santo protettore. Ne parliamo in questa intervista con padre Giancarlo Li Quadri Cassini, parroco e rettore della Parrocchia Santuario di Sant’Antonio a Bari.
Parroco, come vivrete questa lieta ricorrenza?
“Con la semplicità e l’impegno di sempre, fedeli al carisma del nostro fondatore. Siamo felici che domenica prossima, 14 giugno, verrà da noi a celebrare le Cresime l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, e siamo altrettanto felici che la messa solenne del 13 giugno, alle 18.30, verrà presieduta da un nostro confratello diventato vescovo in Bosnia, monsignor Milo Relota”.
Assieme alla grande celebrazione per il santo, avrete da spegnere settanta candeline. Infatti, il 13 giugno la Parrocchia e Santuario di Sant’Antonio compie settanta anni di vita…
“Fu appunto il 13 giugno del 1956, anche se la chiesa in sé stessa già esisteva. In quella data venne ufficialmente eretta a parrocchia, un riconoscimento canonico; poi arrivò anche il titolo di santuario”.
Che cosa rappresenta Sant’Antonio per Bari e i baresi?
“Un’oasi di religiosità e di fede, punto di riferimento per tanti poveri, afflitti, persone in difficoltà materiale e spirituale che qui, assieme ai frati, trovano risposte sia spirituali sia corporali. Spesso i frati convivono a tavola con i poveri, ai quali cerchiamo di dare assistenza, come centro di viva carità. Poi Sant’Antonio è chiesa di passaggio, situata nei pressi della stazione ferroviaria, e tanti passeggeri spesso vengono a pregare da noi prima di partire. Insieme a San Nicola, la chiesa di Sant’Antonio è una delle più care alla sensibilità locale”.
Come vivrete questa festa?
“Dopo la tredicina e un pranzo offerto ai fratelli non abbienti, celebreremo la messa solenne il 13 giugno alle 18.30, poi, subito dopo, nelle vie del rione, la tradizionale processione, che questa volta sarà più lunga. E distribuiremo, quale segno di accoglienza, il pane di Sant’Antonio”.
Chi era Antonio?
“Un francescano diventato tale dopo essere stato in origine agostiniano. Egli era devoto all’Eucaristia, alla Parola e alla prossimità con i poveri e predicava in modo molto convincente contro le eresie del tempo, denunciando senza peli sulla lingua le immoralità della gente e la pratica dell’usura”.
Insomma, un uomo di temperamento…
“Tale fu Antonio, vero innamorato di Dio e del Vangelo, e per questo amatissimo dalla gente che vede in lui un esempio di carità e di prossimità”.
Sarà una bella festa?
“Certamente sì, giorno in cui, assieme al nostro Padre, ricorderemo i settanta anni della parrocchia, e non è poco”.
Bruno Volpe
Pubblicato il 11 Giugno 2026



