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Da Bari a Napoli pedalando con lentezza

 Le attrattive regionali non si chiamano solo mare pulito, architettura monumentale, alta gastronomia e artigianato. Esiste anche una Puglia fatta di ‘chicche’ e che si rivolge al turista doc, all’esteta del dettaglio, al curioso, all’amatore. Tra le chicche mettiamo le carrarecce incassate tra muretti a secco, gli sterrati che scorrono parallelamente alle condotte dell’Acquedotto e che furono spianate per consentire la manuntenzione del gigantesco impianto. Per gli amanti del trekking e della bici, questa rete di strade e stradine costituisce un risorsa di non poco momento poiché consente un modo di visitare assolutamente ‘altro’, un modo che riserva sorprese negate al turista mordi e fuggi. All’interno di questo labirinto di viuzze campestri sono stati individuati percorsi appassionanti. Lo sapevate, e qui ci rivolgiamo agli amanti del pedale, che è possibile arrivare da Bari a Napoli scansando quasi del tutto l’asfalto? La ‘Ciclovia dei Borboni ‘ è novità FIAB, la federazione dei ciclisti urbani e dei cicloescursionisti . Si tratta di un percorso che si snoda per un chilometraggio trilplo se non quadruplo di quello autostradale. Il perché ci pare lampante ; il ciclista non agonista pedala con lentezza perché non ha fretta di arrivare, non ha un avversario da battere, né un record personale da ritoccare. Vuole solo scoprire ciò che la banalità di viadotti, tunnel e superstrade snobbano, perciò è nella necessità di itinerari anche arzigogolati per godere di un universo di piccole meraviglie polverizzato nelle contrade più lontane dai centri abitati. Esistono – del tutto ignorate dalle guide turistiche – masserie, chiesette, edicole, ville patrizie, antichi ponticelli ed aree archeologiche che mozzano il fiato. E raggiungere simili meraviglie nel silenzio della pedalata tra gli odori dei campi dev’essere emozione assoluta per i palati raffinati. La Ciclovia dei Borboni non è per ciclisti domenicali. Si richiede un mezzo di qualità medio-alta, il necessario per le riparazioni e un allenamento più che buono. I saliscendi sono numerosi e taluni tratti di strada somigliano più a mulattiere che a carrarecce (ma è proprio lì il bello). E quanto tempo può essere necessario per percorrere questo itinerario ’borbonico’? Abbiamo provato a fare un calcolo : dai dieci ai quindici giorni. Sempre che non si sbagli strada. E già, perché lungo queste stradette le indicazioni latitano del tutto e anche se chi ha pianificato la Ciclovia dei Borboni è stato scrupolosissimo e prodigo di suggerimenti, crediamo che la possibilità di confondersi, anche per il costante mutare del paesaggio e per le ‘distrazioni’ che esso offre, siano molte alte. Poco male, però. L’errore può diventare motivo per scoperte ulteriori. Quando si dice che dal guasto viene l’aggiusto.
 
italointeresse@alice.it
 
 
 
 

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