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Da Torino a Bari, Tomà come Macchi

Tre giorni fa si è spento Sauro Tomà, ultimo superstite del Grande Torino ; aveva novantadue anni. Tomà non era a bordo di quell’aereo che il 4 maggio 1949, di ritorno da Lisbona dove la squadra torinese aveva disputato un’amichevole contro il Benfica, si schiantò contro la collina di Superga. Era rimasto a Torino perché infortunato. L’atleta spezzino disputò un altro torneo con la maglia granata prima di abbandonare Torino. Tormentato dai ricordi e in rotta con la dirigenza di cui non condivideva le scelte in fatto di rifondazione della squadra, cercò rifugio e rilancio scendendo di categoria, in B. Con la maglia del Brescia, nel campionato ’51-’52, disputò 24 partite, contribuendo al raggiungimento del secondo posto. Ma l’impresa non bastò al salto in serie A poiché quell’anno il regolamento prevedeva che la seconda del torneo cadetto affrontasse in uno spareggio la quart’ultima della classifica della Serie A, la Triestina. Lo spareggio venne giocato a Valdagno il 13 luglio 1952. Si impose la Triestina per  1-0. La sconfitta, bruciante, avvicinò Tomà all’abbandono dell’attività agonistica. Ma da Bari gli giunse un’offerta : il sodalizio biancorosso era precipitato dalla A in quarta serie in capo a tre stagioni (un record). Anche il Bari, forse più del Torino, ricominciava da zero. Perché Sauro Tomà non scendeva a sud a dare quel contributo che a Torino non avevano saputo apprezzare?… Lusingato, Tomà accettò. La scelta si rivelò felice. A Bari l’ex granata disputò le ultime due stagioni della sua carriera vestendo la casacca biancorossa ventiquattro volte. Fu un trionfo. Il Bari vinse sia il torneo di quarta serie che quello successivo di serie C. Tomà sarebbe rimasto a Bari a tentare l’impresa della terza promozione consecutiva, ma l’età e i postumi dell’infortuno al ginocchio che già gli aveva impedito di salire su quell’aereo sventurato gli suggerirono di appendere le scarpe al chiodo. La storia di Sauro Tommà ricorda alquanto quella di Lando Macchi, un altro calciatore del Torino sfuggito alla tragedia di Superga (Macchi non partì dall’Italia per il semplice motivo che il suo passaporto era scaduto). Anche Macchi, ossessionato dai ricordi, dovette cambiare casacca. Dopo Spezia e Pescara, si ritrovò così a Bari, dove come Tomà chiuse la carriera, con la differenza che le sue presenze in biancorosso furono ben 161 (nel corso delle quali realizzò anche quattro gol), distribuite in otto campionati. Come Tomà, anche Macchi vinse qualcosa a Bari : il campionato di serie C ’54-’55. Lando Macchi si è spento a Ponsacco il 9 agosto dello scorso anno, all’età di 87 anni. – Nell’immagine, Sauro Tomà in allenamento ; sullo sfondo le gradinate del mitico Stadio Filadelfia.

Italo Interesse

 

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