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Dai grandi propositi alla crisi infinita della “Città di Bari Hospital”

Sulla vertenza in atto ormai da circa sette anni, precisamente dal 1 novembre 2004, fra una settantina di medici e la societa’ “Citta’ di Bari Hospital” e’ pendente un vero e proprio romanzo d’appendice, firmato Fp-Cgil, vergato a piene mani per spiegare i motivi della mancata sottoscrizione dell’accordo per il contratto di solidarietà a seguito della procedura di riduzione del personale avviata anni fa, punto di partenza che ha portato alla minaccia di altri licenziamenti. A cominciare dalle presunte perdite di esercizio 2003 con cui CBH ha motivato i licenziamenti, quando nel Bilancio 2002 la stessa azienda aveva rilevato l’intero capitale sociale della “Nuova Sanità Srl” che gestisce le case di cura Madonnina e Villa dei Gerani. Una acquisizione che in effetti serve soltanto per radicarsi sul territorio locale, attuando un vero e proprio “monopolio” della sanità privata barese che ora “…si vuol far pagare ai lavoratori medici oggi, non medici domani”, denunciava già tempo fa Fp/Cgil provinciale. Che ora è pronta ad impugnare anche quel misero contratto di solidarietà, sia a livello collettivo, che individuale, e che ha già rifiutato di firmare ogni patto di “non belligeranza” con la societa’ romana anche per non avvallare l’intesa Cimop-Ares-Cbh del 18 ottobre 2004. “In realtà l’azienda è rimasta sorda alle nostre proposte –ripetono i sindacalisti maggiormente impegnati su questo fronte- per cui siamo a chiedere l’apertura di un altro tavolo di concertazione con C.B.H, coinvolgendo Prefetto, Presidente della Giunta e del Consiglio Regionale ed assessori. Ma siamo già pronti ad occupare daccapo le piazze con sit in e scioperi generali, se non avremo risposte”. Ma la società sanitaria romana sembra intenzionata a non recedere: la tempistica nelle contrattazioni e’ sempre stata quella del “….prendere o lasciare”, considerato che il rifiuto di mostrare documenti e pezze d’appoggio dei bilanci è perche’, assai probabilmente, non esistono tutte le garanzie sbandierate da altri sindacati per i lavoratori. Comportamenti che tornano utili soltanto alla Cbh per ricevere altri accreditamenti dalla regione Puglia, magari dopo le elezioni. Ma non e’ tutto. Dopo i tira e molla prima di un’intesa che all’azienda serviva forse solo come arma di ricatto, contenendo comunque 16 licenziamenti, la Cgil ha puntato l’indice nella vertenza a causa della flessibilita’ “selvaggia” contenuta nelle proposte avanzate al tavolo. “Abbiamo rifiutato di sottoscrivere un contratto di solidarieta’ brutto, poco chiaro, inaccettabile per i lavoratori”, la conclusione dei sindacalisti Cgil, che adesso rilanciano il guanto di sfida per spiegare ai lavoratori e medici della Cbh le ragioni del loro comportamento nelle varie assemblee con i dipendenti. Insomma, monta sempre piu’ la rabbia dei medici della sanita’ privata in una vertenza che si preannuncia sempre piu’ dura. Ed era cominciata male gia’ prima di che si avviassero concretamente le trattative, sette anni fa. “Il tavolo, cosi’ come costituito, con la esclusione di Cgil, Cisl e Uil, sindacati maggiormente rappresentativi in campo nazionale, regionale e provinciale e’ illegittimo”, si leggeva fin dai primi comunicati della Fp-Cgil riguardanti questa vertenza che pare infinita. Una vertenza che, purtroppo, non esclude a priori ipotesi di riduzione del personale medico e non, senza parlare di varie forme di “esternalizzazione” di attivita’ medica e sanitaria, come voluto invece da CBH e da Aiop. Il dubbio di sindacati e lavoratori onesti e’ che si stia preparando l’ennesimo “inciucio” pre-elettorale sulla pelle dei lavoratori, visto che solo la Cgil, sin dal primo momento, ha chiesto di revocare le procedure dei licenziamenti, senza nessuna apertura a decisioni diverse. Eliminare sprechi e privilegi, tagliare le spese e rivedere la pianta organica, i temi al tavolo di discussione. Ora come allora…

 

Antonio De Luigi

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