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Dai libri allo statuto: il megaconsorzio ‘Centro-sud’ resta ancora sulla carta

Si torna a parlare di consorzi di bonifica pugliesi, croce e delizia dell’agricoltura in Puglia, antichi carrozzoni di stampo democristiano anche in vista dell’approvazione dei nuovi testi di legge per cercare di renderli, però, meno proni ai controlli della politica con la ‘p’ minuscola. Tentativo vano, difficile da realizzare, bloccato allo stato di conato da tempo, in Regione. “L’esperienza, pagata col sudore dei nostri agricoltori, insegna: la politica deve rimanere fuori dalla gestione dei Consorzi di Bonifica. Un principio su cui tutti dovrebbero convergere per non replicare un copione drammatico”, attacca Domenico Damascelli, vicepresidente della IV Commissione Agricoltura alla Regione Puglia, anche dopo l’esame dello statuto del futuro Consorzio unico Centro Sud Puglia. “Per questa ragione – rimarca Damascelli – ho presentato più emendamenti al testo. A partire dall’organo di governo, ovvero il consiglio di amministrazione: il testo dello statuto prevede la nomina di sette componenti da parte degli agricoltori, più i rappresentanti dei Comuni, delle Province e della Città Metropolitana rientranti nel comprensorio Consorzio. Ora, mi domando come il sindaco della Città Metropolitana possa avere contezza della situazione nelle campagne della provincia, notevolmente lontane non solo fisicamente ma anche per contesto socioeconomico. Perciò è bene che tutti i componenti del cda siano espressione degli agricoltori consorziati, anche per evitare che la politica ci metta ulteriormente lo zampino o che il consorzio diventi l’ennesimo poltronificio. E ancora: il testo dovrebbe prevedere cause di ineleggibilità ed incompatibilità più rigide, per questo ho proposto come ulteriore limite al ruolo di consiglieri di amministrazione qualsiasi incarico di natura politica, a tutti i livelli. Infine, non risulta ancora chiaro se sul nuovo consorzio sarà accollata la massa debitoria dei precedenti, oppure se gli agricoltori potranno partire senza le zavorre dovute alla gestione precedente. A mio parere, a risponderne dev’essere chi ha causato quei debiti per colpa della <<mala gestio>> dei consorzi, quindi la Regione. Il nuovo consorzio risponderà invece dell’amministrazione dal momento in cui sarà gestito in autogoverno. Su questo sollecitiamo il Governo regionale ad assumere formale impegno con il mondo agricolo”. “Mi auguro – conclude Damascelli – che le nostre osservazioni, utili a migliore il testo dello statuto, vengano recepite dalla Giunta”. Il problema è che il soggetto che avrebbe dovuto realizzare senza perdere tempo prezioso nel già martoriato pianeta agricoltura pugliese l’agognato pareggio di bilancio, ovvero il Consorzio Centro-Sud Puglia, come s’è capito non è stato ancora costituito. Tutto fermo a commissioni, convegni, promesse, impegni e parole nonostante sul piano burocratico i passaggi della gestione commissariale siano stati oramai tutti espletati. E infatti più d’un anno fa, precisamente a dicembre 2017, nella sede dell’Assessorato regionale all’Agricoltura veniva presentato da un assessore in gran spolvero il libro ‘Verso il Consorzio di bonifica Centro-Sud Puglia’. Pareva fatta, o quasi. “La pubblicazione è un compendio che racconta uno scenario importante per la nostra Regione, legato alla gestione della risorsa idrica in agricoltura. E’ una testimonianza di ciò che è stato fatto fino ad oggi dai quattro Consorzi commissariati e lo stato dei luoghi. Ma è anche un vademecum dei prossimi obiettivi che come Regione ci siamo assegnati, per una Puglia più moderna e capace di difendere le proprie bellezze, di superare le proprie fragilità, gestendo in efficienza ed efficacia la risorsa acqua. Siamo certi che senza Consorzi non andremmo molto lontano, soprattutto per sviluppare un’agricoltura quanto più evoluta e, soprattutto, sostenibile”, commentava gonfiando il petto l’assessore alle Risorse agroalimentari, Leonardo di Gioia. IL quale in quel momento riduceva su carta patinata i quattro Consorzi commissariati di Puglia, Arneo, Stornara e Tara, Ugento e li Foggi, Terre d’Apulia, che confluiranno, da legge regionale sulle ‘Norme straordinarie in materia di Consorzi di bonifica commissariati’, n.1 del 3 febbraio 2017, in un unico Consorzio di bonifica del Centro Sud. Tutto ancora sulla carta, appunto…

 

Francesco De Martino

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