Cultura e Spettacoli

Dal sottosuolo quel sussurro di coscienza

Al Conservatorio di Santa Maria della Misericordia a Martina Franca Gianpaolo Roselli presenta Magma

«Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure», sussurrava Calvino dai meandri nascosti di quelle suggestioni che, in un certo senso, animano anche MAGMA. Vendetta e castigo dalle viscere dei Campi Flegrei, il romanzo di Gianpaolo Roselli protagonista della performance MAGMA. Narrazione e mistero. Sotto lo sguardo di Partenope riposano storie che chiedono di essere ascoltate.

Conversazioni con una Capuzzella, che ha preso vita sabato scorso sul terrazzo del Conservatorio di Santa Maria della Misericordia (ex Monacelle) di Martina Franca nell’ambito di Bibart Biennale d’Arte Contemporanea. Più che semplice scenario narrativo, Napoli diventa un organismo vivente, un luogo dove memoria e paura, mito e storia si intrecciano in un’unica, inquieta geografia dell’anima.

Nel romanzo, pubblicato da Diana Edizioni, Roselli costruisce una narrazione di intensa forza evocativa, nella quale il risveglio dei Campi Flegrei diventa metafora di tutto ciò che l’uomo tenta di seppellire ma che, come il magma, è destinato a riemergere. I fantasmi del Cimitero delle Fontanelle, il rione Sanità, gli antichi culti popolari e le figure sospese tra vita e morte non sono semplici elementi gotici, ma archetipi di una riflessione sulla colpa, sulla giustizia e sul rapporto tra coscienza individuale e memoria collettiva.

La dimensione fantastica si fonde così con quella reale in un equilibrio narrativo che richiama la grande tradizione del realismo magico e della letteratura simbolica contemporanea. «Le mie storie si sviluppano su visioni immaginarie che si sovrappongono a luoghi e contesti reali. È il mio modo di raccontare i contrasti e i traumi di luoghi e società celati sotto mentite spoglie, tutto ciò che è intorno a noi, o addirittura dentro di noi, ma che spesso risulta sconosciuto ai sensi.

Penso che oggi la spiritualità abbia cambiato le sue modalità espressive. Napoli, per me, con le sue contraddizioni e i suoi contrasti offre sempre spunti di ispirazione inimmaginabili», afferma Gianpaolo Roselli, sintetizzando la poetica che attraversa l’intero romanzo. La performance, interpretata dal direttore artistico della Biennale Miguel Gomez, insieme allo stesso autore, trasforma questa ricerca in esperienza teatrale, attraverso il dialogo con la Capuzzella, simbolo della tradizione napoletana e ponte ideale tra memoria e oblio, tra il mondo dei vivi e quello delle anime dimenticate.

Un incontro che conferma la vocazione di Bibart, quella di armonizzare linguaggi artistici differenti, facendo della letteratura uno strumento capace di restituire voce ai luoghi e alle loro stratificazioni culturali. A sottolinearne il significato è anche Viviana Fasano, responsabile della Fondazione Caracciolo: «Il nostro impegno è e sarà sempre quello di valorizzare questi luoghi attraverso l’arte ed eventi culturali che possano restituirne il senso e il respiro, affinché non muoia mai il rispetto verso la tradizione e l’eredità che vogliono trasmetterci». Una dichiarazione che interpreta pienamente lo spirito dell’iniziativa. La forza del racconto diventa occasione per custodire la memoria e restituire nuova vita a un patrimonio storico e culturale che continua a parlare al presente.

Rossella Cea


Pubblicato il 4 Agosto 2026

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