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D’Alema lancia Emiliano, ma irrita Casini..

 

Il presidente del Caposir, Massimo D’Alema, nonché figura politica tra le più autorevoli del Pd in Puglia, ha sponsorizzato la candidatura del sindaco di Bari, Michele Emiliano, per la successione a Nichi Vendola  nella carica di governatore della Puglia. Infatti, il leader nazionale del Pd ha dichiarato che Emiliano è l’uomo giusto alla Regione, affermando inoltre che “Se il sindaco di Bari conferma la sua volontà di correre per il governo della Regione, lo fa da una posizione di grandissima forza.” E, poi, ha aggiunto: “Ad oggi alle primarie io lo voterei. Poi può darsi che venga fuori un candidato straordinario, ma per ora non saprei immaginarlo. Al momento la candidatura di Emiliano è la più autorevole e credibile.” Le affermazioni di D’Alema, però, devono aver irritato non poco il partito pugliese di Pierferdinando Casini, l’Udc, che da tempo sta pensando alla poltrona di Vendola per uno degli uomini politicamente più spendibili che l’Udc ha in Puglia, Massimo Ferrarese, che alle amministrative del 2009, a sorpresa, riuscì a strappare al centrodestra la guida della Provincia di Brindisi proprio grazie alla sperimentazione di un progetto di alleanza politica tra forze di centrosinistra e centristi. Alla candidatura di Ferrarese per la Regione, secondo alcuni bene informati, guarderebbero con favore anche alcune anime interne al Pd pugliese, che non vedono di buon occhio un candidato come Emiliano che, in caso di vittoria, si comporterebbe nello stesso modo in cui amministra Bari da otto anni, ovvero in maniera troppo personalistica ed accentratrice. Una gestione, quella di Emiliano, che al Comune di Bari, a detta di molti, non lascia spazio di manovra neppure alla dialettica democratica tra le forze di maggioranza, rendendo in tal modo interlocutore unico per le parti sociali ed economiche colui che guida l’amministrazione. Il progetto politico di Casini di candidare in Puglia Ferrarese alla guida della Regione è noto da tempo agli addetti ai lavori, che ritengono tale  candidatura una scelta praticabile e vincente, sia che fosse sostenuta dal centrosinistra , che dal centrodestra anche se, in effetti, a Brindisi nel 2009 è stato il centrosinistra a portare avanti la candidatura di Ferrarese alla Provincia ed a farlo vincere. Lo stesso Ferrarese, inoltre, ha pure dimostratori di saper ben guidare la gestione di un’amministrazione pubblica, come la Provincia, con equilibrio e moderazione. E, soprattutto, con la stessa managerialità e competenza con cui l’ex Presidente degli industriali di Brindisi aveva precedentemente guidato la locale federazione di Confindustria, oltre che le imprese di cui è titolare. Ad  avvicinare Ferrarese nel 2009 all’Udc pare sia stato il segretario regionale del partito, Angelo Sanza, che forse conosceva il noto industriale brindisino sin dai tempi della Dc. E potrebbe essere stato proprio Sanza a prospettare a Ferrarese una ipotesi di carriera politica in Puglia all’interno del partito di Casini. Una carriera che certamente non avrebbe come prospettiva quella di fare la semplice comparsa di un partito, bensì quella di assurgere a ruoli di responsabilità ai massimi livelli istituzionali locali. Sta di fatto che, se l’Udc ha pensato da tempo di lanciare Ferrarese per la presidenza della Regione, il presidente pugliese del Pd, Emiliano, a quella stessa poltrona sta pensando dal giorno dopo la sua riconferma a sindaco di Bari. Ed in particolare da quando, nell’autunno del 2009, Emiliano fallì nella riconferma alla segreteria regionale del Pd ed approfittando di qualche momento di difficoltà del governatore Vendola, tentò di fargli lo sgambetto per le regionali del 2010. Tentativo poi non riuscito, ma che comunque gli ha consentito di gettare le basi per la tornata successiva. Ora, infatti, Emiliano è ritornato alla carica nel Pd per avere il via libera nella candidatura alle prossime regionali, facendosi evidentemente garantire nel partito, a livello nazionale, per la candidatura da D’Alema, che a ben vedere potrebbe essere l’unico nel centrosinistra che potrebbe convincere Casini (e, quindi, anche Ferrarese) a rinunciare alla richiesta dell’Udc di portare un proprio esponente come candidato presidente alle regionali del dopo Vendola. Una richiesta che potrebbe forse essere anche accettata da Casini in cambio di qualche altra contropartita che difficilmente, però, potrebbe essere accolta da Ferrarese, in quanto lo stesso,  se volesse, avrebbe probabilmente già altre forze politiche pronte ad accoglierlo a braccia aperte per portarlo come candidato alla presidenza della Regione. Ma non è immaginabile che Casini, come sostengono in molti, possa lasciarsi sfuggire un esponente del calibro di Ferrarese, facendosi allettare da eventuali lusinghe che in Puglia potrebbero giungergli direttamente da Emiliano o, forse, da D’Alema per conto di quest’ultimo. Né è pensabile che D’Alema possa rischiare di compromettere l’attuale rapporto privilegiato con Casini e, quindi, del Pd con l’Udc per garantire il suo sostegno alla candidatura di Emiliano per la Regione. Se così sarà, allora, dicono alcuni, o la  richiesta di candidatura di Emiliano per la Regione è un bluff, oppure l’impegno di D’Alema con il sindaco di Bari è una bufala. Infatti, osservano i soliti malpensanti: “L’accordo tra Emiliano e D’Alema per le regionali potrebbe essere come il noto patto tra gli scambiatori d’argento, dove uno s’illudeva di piazzare merce avariata ad un compratore sprovveduto ed invece era quest’ultimo che aveva pagato la merce con soldi falsi, senza che il venditore se ne fosse accorto”. Se così fosse, però, per sapere chi in politica è, tra Emiliano e D’Alema,  “compratore” e chi “acquirente” bisognerà attendere le regionali. Salvo, ovviamente, sorprese che in politica non mancano mai.

Giuseppe Palella

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