Cronaca

D’Alema “smonta” l’accusa di Emiliano sulla mancata desistenza

L’ex premier Massimo D’Alema, esponente della neo-formazione politica di sinistra “Liberi e Uguali”, parlando a Bari in occasione di un incontro elettorale in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo, ha replicato in maniera secca e chiara a quanto dichiarato giovedì scorso dal presidente della Regione Puglia e leader della corrente interna al Pd, Michele Emiliano, sul tentativo non riuscito di realizzare almeno “un’alleanza tecnica nei collegi” uninominali, tra la coalizione di  centrosinistra guidata dal Pd e Leu, “per evitare di consegnarli tutti alla destra”. Infatti, D’Alema non ha avito alcuna difficoltà a smontare l’accusa mossa da Emiliano al leader di Leu, Pietro Grasso, sul mancato accordo di desistenza, spiegando tale diniego non solo politicamente ma anche tecnicamente, in virtù della  nuova legge elettorale, il cosiddetto “Rosatellum”, voluta proprio dal segretario del Pd, Matteo Renzi, e condivisa insieme alle forze di centrodestra rappresentate da Silvio Berlusconi (Forza Italia) e Matteo Salvini (Lega). “Un patto di desistenza tra LeU e Pd, simile a quello del 1996 (ndr – tra il centrosinistra di Romano Prodi ed il partito di Rifondazione comunista, guidato da Fausto Bertinotti), oggi non è possibile” – ha dichiarato difatti D’Alema, che ha poi spiegato: “Nel 1996 c’era il doppio voto ed uno poteva desistere nel collegio, perché poi poteva presentare la lista del suo partito nel proporzionale”. Inoltre, l’ex premier ha pure affermato che “durante la discussione sull’attuale legge elettorale lo abbiamo proposto”, ricordando che “l’onorevole Speranza ha fatto esattamente questa proposta, ma gli hanno sbattuto la porta in faccia”. “La desistenza quindi – ha nuovamente affermato D’Alema – con l’attuale legge elettorale non è possibile perché i voti che si prendono nei collegi maggioritari valgono anche per il proporzionale”. Per cui, “se non ti presenti non esisti” ha rilevato l’ex premier. Nel corso dello stesso incontro barese D’Alema ha detto anche che “Renzi, Berlusconi e Salvini hanno fatto una legge elettorale che porta alla ingovernabilità del Paese, nel senso che l’unica cosa sicura è che nessuno avrà la maggioranza per governare”. E, continuando, ha commentato: “possono quindi promettere qualsiasi cosa, perché tanto sono certi che non lo faranno”.  D’Alema, poi, sollecitato sulle ultime promesse elettorali di Berlusconi, ha spiegato che “non c’è limite alla demagogia e anche al cinismo”. Infatti, ha affermato ancora D’Alema, “quando uno promette le cose che non farà, secondo me commette un atto non serio nei  confronti dei cittadini e soprattutto di quelli che hanno bisogni reali”. Invece, passando dalle polemiche alle proposte, l’esponente pugliese di Leu (ndr – D’Alema, secondo indiscrezioni, dovrebbe essere candidato al Senato in Puglia, sia nel maggioritario che nel proporzionale) ha dichiarato: “Noi vogliamo difendere il sistema pensionistico italiano e naturalmente riteniamo che le pensioni degli italiani, soprattutto quelle più basse, debbano essere adeguate al costo della vita”. Ed ancora sullo stesso tema ha poi aggiunto: “Quanto é stato fatto per correggere la legge Fornero, aspetto che – ha spiegato D’Alema – riguarda quelli che devono andare in pensione, con particolare riguardo ai lavori usuranti, é un provvedimento molto limitato”. Infatti, per l’ex premier la correzione “andrebbe estesa anche ad altre categorie di lavoratori, perché i lavori usuranti non sono soltanto quelli contemplati dal provvedimento che è stato fatto”. Aggiungendo: “Con realismo dico che noi siamo una forza che vuole tutelare i pensionati italiani e che un tema di cui
vogliamo discutere, che angoscia le persone anziane, e l’accesso sempre più costoso al sistema sanitario. Infatti, ha sostenuto D’Alema, “molti anziani – rinunciano a curarsi per il peso di ticket e superticket e questo é uno scandalo”, per cui il suo nuovo partito, Leu, “vuole eliminare questi balzelli, perché il diritto alla salute deve – ha evidenziato D’Alema – essere garantito a tutti, in modo gratuito, perché questa è una grande conquista civile”. “Una conquista che lentamente viene erosa da una politica di tagli che ha portato la spesa sanitaria in Italia al 6% del Pil, quando nei grandi Paesi europei, come la Germania e la Francia è dell’8%. E’ questa la realtà”. “Poi ci saranno anche degli sprechi – ha concluso D’Alema – e li voglio combattere, ma complessivamente l’impegno per la tutela della salute dei cittadini è insufficiente”. Peccato, però, che l’ex premier alla fine di queste sue considerazioni si sia dimenticato di dire anche con chi e come pensa il suo partito di poter attuare in Parlamento tali proposte, considerato che è stato lui stesso ha pronosticare che la legge con cui si va al voto il 4 marzo prossimo dovrebbe portare l’Italia in una situazione di ingovernabilità, perché il risultato delle urne potrebbe non dare l’autosufficienza alle Camere ad alcuno degli schieramenti in pista per la conquista dei consensi.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 20 Gennaio 2018

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