Primo Piano

“Dalla Natuzzi disponibilità a riavviare il dialogo”

L’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro della Puglia, Eugenio Di Sciascio

“Chiedo all’azienda di riconsiderare le recenti posizioni di chiusura e di valutare positivamente la possibilità di riaprire la discussione, partendo dall’ultima proposta avanzata dalla stessa azienda e successivamente emendata dalle organizzazioni sindacali. In questo senso, ritengo rilevante che, nelle interlocuzioni delle ultime ore, Pasquale Natuzzi abbia manifestato segnali di disponibilità che possono rappresentare una base utile per riavviare il dialogo”. Lo dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro della Puglia, Eugenio Di Sciascio, in relazione alla del Gruppo Natuzzi.

“Siamo vicini ai lavoratori Natuzzi che stanno affrontando una fase complessa” dice Di Sciascio che ritiene “necessario riprendere immediatamente il confronto tra le parti”. Alle organizzazioni sindacali Di Sciascio chiede “di confermare, al tavolo, la volontà di perseguire un’intesa, affrontando con priorità i temi dell’incentivo all’esodo e della piena tutela dei lavoratori”. L’obiettivo degli incontri convocati per domani dai ministri Urso e Calderone, spiega l’assessore “è individuare strumenti di politica industriale e del lavoro capaci di salvaguardare una realtà storica e strategica come Natuzzi, rendere sostenibile il percorso di reshoring e accompagnare un piano di rilancio condiviso anche attraverso l’utilizzo mirato degli ammortizzatori sociali.

Siamo anche pronti a promuovere, d’intesa col Ministero, un nuovo incontro che consenta di riportare tutte le parti al tavolo negoziale e riaprire un confronto costruttivo”. “Parallelamente, – fa sapere Di Sciascio – d’intesa con la Regione Basilicata e con il coinvolgimento dei sindaci dei territori interessati, delle organizzazioni datoriali e sindacali, abbiamo convocato per il 29 aprile una riunione interregionale dedicata al distretto del mobile imbottito e dell’arredo. Il rilancio di questo sistema produttivo rappresenta una leva fondamentale non solo per la crisi Natuzzi, ma anche per le circa 700 imprese e i quasi 9.000 addetti dell’indotto e della filiera”.

 


Pubblicato il 28 Aprile 2026

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