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Dalla Torre del Semaforo si comunicava

ll Reale Opificio di Pietrarsa, fiore all’occhiello dell’industria metalmeccanica del Mezzogiorno, e la ferrovia Napoli-Portici non furono gli unici acuti tecnologici del regno dei Borbone. Oltre a disporre della più attrezzata flotta mercantile d’Italia, il Regno delle Due Sicilie fu anche il primo Stato della penisola a munirsi di una rete di telegrafi ottici, distribuiti in 320 stazioni. Inventato a fine Settecento dal francese Claude Chappe, il telefono ottico funzionava così : in cima ad una lunga asta era installato un braccio rotante. Tale braccio portava alle sue estremità due bracci minori che mediante l’azione di tiranti potevano assumere configurazioni diverse e standardizzate per un totale di 196 combinazioni (vedi immagine). A ciascuna combinazione corrispondeva una lettera, un numero, un segno d’interpunzione o un’abbreviazione. Con l’impiego di un cannocchiale il messaggio poteva essere letto dall’addetto di un’altra ‘stazione’ distante non più di 25 chilometri. La stazione che aveva ricevuto il messaggio doveva a questo punto ripeterlo alla stazione successiva e così via. La distribuzione era così capillare che – si calcola – un messaggio partito da Civitella del Tronto poteva arrivare a Marsala (le due stazioni erano le più lontane in assoluto) nel giro di sei ore, tempo incomparabilmente minore rispetto a quello impiegato da un portaordini a cavallo. Tale rapidità tuttavia era condizionata dalle condizioni metereologiche (nebbia o pioggia impedivano la comunicazione) e dall’efficienza degli addetti, i quali dovevano essere particolarmente vigili e rapidi sia nella lettura che nella trasmissione. Il sistema inoltre funzionava solo di giorno, poiché l’installazione di lampade montate sui bracci per le segnalazioni notturne non aveva dato risultati soddisfacenti. La rete telegrafica borbonica era ripartita in sei dipartimenti, suddivisi in circondari. In uno di questi circondari (il ventunesimo) ricadeva Bari, che era in collegamento a nord con la stazione del castello di Giovinazzo e a sud con quella di Torre Pelosa, come una volta era chiamata Torre a Mare. A Bari il telegrafo ottico era impiantato su una delle torri del castello, precisamente quella battezzata da quel momento ‘Del Semaforo’. Una curiosità : Questo sistema di comunicazione a distanza è citato ne ‘Il Conte di Montecristo, il celebre romanzo di Dumas. Nella storia il Conte corrompe l’addetto di un segnalatore perché trasmetta falsificato il messaggio ricevuto e che ha per oggetto quotazioni di borsa; in questa maniera potrà danneggiare pesantemente il suo nemico personale, il banchiere Danglars.

Italo Interesse

 

 

 

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