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Dalle elezioni dipenderà il futuro politico di Nichi e Michele

Alla Regione e al Comune di Bari nei prossimi trenta giorni non si pensa ad altro che alla consultazione delle politiche che si svolgerà tra un mese esatto. O meglio, a pensare alla campagna elettorale per le politiche sono i candidati che dalla Regione, o dal Comune, sperano di fare il salto in Parlamento, perché tutti gli altri esponenti regionali, o comunali, non interessati direttamente dall’esito di questa consultazione in Puglia, sono invece intenti a capire come devono muoversi ora, per intessere accordi e costruire alleanze, in vista delle successive consultazioni elettorali per Regione e Comune, nelle quali saranno impegnati per riconfermarsi, o per fare una scalata a livelli più alti, ma soprattutto come potersi prenotare per accaparrarsi, poi, qualche poltrona nell’esecutivo in caso di vittoria. Ma vediamo un po’ più da vicino in che acque naviga l’amministrazione del governatore regionale Nichi Vendola e quella comunale barese di Michele Emiliano. Da premettere che il minimo denominatore, che accomuna in questo momento i non candidati alle politiche dell’Aula di via Capruzzi con quelli dell’Aula “Dalfino” di corso Vittorio Emanuele in analoga condizione, è capire il tempo successivo alle politiche, in cui si terrà la consultazione a cui sono  interessati a concorrere. Ma per sapere con certezza se ci sarà lo scioglimento anticipato del consiglio regionale e, probabilmente, anche di quello comunale di Bari, se Emiliano dovesse concorrere alla corsa a successore di Vendola, è necessario vedere prima l’esito delle politiche,dal risultato delle quali dipenderanno poi, a cascata, tutte le altre decisioni per gli scenari politici successivi di Regione e Comune di Bari. E, secondo qualche bene informato, potrebbe non essere sufficiente neppure il solo esito del voto di febbraio a dipanare i nodi degli eventuali scioglimenti anticipati. Infatti, sempre secondo lo stesso bene informato, un’altra variabile potrebbe condizionare i tempi di un’eventuale scioglimento anticipato dell’Assemblea regionale pugliese. “Infatti, – spiega il bene informato – alla Regione tutto dipenderà non solo dall’esito delle elezioni politiche, ma anche dall’incarico istituzionale o di governo che ricoprirebbe Vendola, in caso di vittoria del centrosinistra e, quindi, dell’asse Pd-Sel.” E, continuando, chiarisce: “Se invece, per una qualsiasi ragione, Vendola si trovasse in Parlamento a fare semplicemente il deputato, allora è possibile pure che il governatore pugliese possa decidere di restare alla guida della Regione fino alle europee del 2014, per poi farsi eleggere con la preferenza al Parlamento di Strasburgo.” In quest’ultima ipotesi  Vendola, prima di optare per il seggio al Parlamento europeo, resterebbe in carica alla presidenza della Regione fino a sei mesi dopo la proclamazione E, quindi, fino alla fine del 2014, per cui la legislatura regionale arriverebbe quasi alla scadenza naturale ed il rinnovo si terrebbe nella primavera del 2015. Infatti, non sarebbe inverosimile che l’esito elettorale possa poi costringere il Pd, e quindi il suo candidato premier, Pierluigi Bersani, a costituire un governo di larghe intese con i centristi di Mario Monti, in cui Vendola ed il suo partito, per ovvie ragioni di incompatibilità politica, potrebbero non trovare spazi di manovra. La situazione che invece potrebbe interessare la sorte dell’Assemblea comunale barese dopo le politiche potrebbe essere sicuramente diversa da quella del consiglio regionale, sia perché non è scontato che il sindaco Emiliano possa essere nel centrosinistra l’unico candidato alla guida della Regione, per cui si renderanno necessarie le primarie tra coloro che vorranno proporsi nella successione a Vendola, sia perché Emiliano potrebbe pure, in caso di non candidatura alla Regione, decidere di correre per le europee e, quindi, portare a termine il suo secondo mandato da Primo cittadino, che scade appunto nella primavera del 2014, proprio in concomitanza con la consultazione per le europee. L’amministrazione Emiliano potrebbe giungere alla scadenza naturale del 2014 anche nel caso in cui, secondo l’ipotesi innanzi esposta, Vendola mantenga la guida della Regione fino all’ultimo minuto possibile per legge, determinando quindi i tempi per il rinnovo non prima della primavera del prossimo anno. In tal caso, a Bari, le regionali potrebbero coincidere con le comunali. E questa sarebbe, forse, la situazione più auspicata dal sindaco Emiliano, che potrebbe sperare in un accordo politico con il Sel, per scambiare nelle candidature la poltrona del governatore pugliese con quella di Primo cittadino di Bari che, in tal caso, potrebbe essere assegnata ad un “uomo di Vendola” se vincesse  nuovamente centrosinistra in Puglia e nel capoluogo. Al momento comunque, per gli scenari politici futuri, è tutto ancora da definire. Definizione che sarà certamente possibile capire con chiarezza dopo le politiche, dal cui esito dipenderà anche l’evoluzione dei futuri assetti all’interno delle coalizioni e dei partiti stessi che le compongono. Ora di certo ci sono solo le speranze di tutti coloro che alla Regione o al Comune di Bari sono candidati per un posto in Parlamento. E tutti, in un modo o nell’altro, sperano che la sera del 25 febbraio prossimo possano avere la fatidica notizia di essere stati promossi ad occupare un posto nella “camera” del Parlamento per la quale si sono candidati.  Anche se è verosimile che alcuni di loro continueranno, a Bari e in Puglia, soltanto a rimare nella propria “camera” da letto.                        

Giuseppe Palella

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