Cultura e Spettacoli

De Napoli, l’autoritratto incompleto

La Pinacoteca De Napoli raccoglie 85 opere particolarmente significative della ricerca artistica condotta dal pittore terlizzese

Bari gli ha dedicato i cinquecento metri di un’anonima strada che collega via Lattanzio e via Re David. Terlizzi sua città natale gliene ha intitolata una ancora più breve, nel centro storico. Meritava di più Michele De Napoli, questo pittore pugliese nato il 25 aprile 1808 a Terlizzi, dove si sarebbe spento il 24 marzo 1892. Nel lascito testamentario l’artista legò al Comune gran parte delle sue sostanze per la costituzione di un asilo di mendicità e la sua casa, da destinare ad una pinacoteca intitolata al suo nome : “Lascio allo stesso Municipio di Terlizzi lo intero fabbricato del Palazzo ov’ebbi la culla ad oggetto che cessando dal servire di abitazione venga dalla morte in poi destinato a conservare gli oggetti d’Arte, gli scritti, le corrispondenze e quanto rimane della mia attività come elemento di storia agli studiosi delle cose nostre”. Promessa mantenuta ma con esiti inizialmente infausti. L’immobile infatti dovette subire intorno agli anni settanta avventate ristrutturazioni che pregiudicarono pesantemente gli ambienti e cancellarono del tutto, con la dispersione degli arredi e di altri cimeli, il contesto espositivo originario tracciato alla morte di De Napoli. Soltanto nel 2009, dopo anni di degrado e chiusura e al termine di lunghi e articolati lavori di restauro e rifunzionalizzazione volti ad adattarlo alle esigenze di una moderna pinacoteca, il Museo è stato restituito alla pubblica fruizione. Al momento la collezione raccoglie 85 opere particolarmente significative della ricerca artistica condotta da Michele de Napoli in quasi sessant’anni di attività tra Napoli, Roma e Terlizzi (orari di visita : da martedì a giovedì 10/13, venerdì 10/13 – 16/19, sabato 10/13). Le 85 opere in questione sono un po’ la punta dell’iceberg di quanto conservato nella pinacoteca terlizzese, il cui patrimonio – per più del 90% conservato nei magazzini – ammonta a  165 olii, 360 disegni, 9 acquerelli, 2 legni e paglia, 477 carboncini e gesso. Tale patrimonio costituisce il più importante e ricco insieme riconducibile ad un solo artista in Puglia. Tre le 85 opere in esposizione spiccano ‘Alessandro e il suo medico Filippo’ (1837), ‘San Benedetto resuscita una contadino’ (1859), alcuni ritratti, tra cui quelli della madre e del padre, e un bell’autoritratto inspiegabilmente incompleto (vedi immagine). A quest’ultimo proposito non è da escludere che tale abbandono sia conseguente al dolore per la scomparsa della moglie, che De Napoli aveva già ritratto in una tela di pari dimensioni ; evidentemente le due tele dovevano rappresentare un dittico. Ma può essere pure che il pittore terlizzese, affranto, abbia lasciato l’opera incompleta per dare corso ad una personale ed insolita manifestazione di lutto. Altre sue opere sono conservate a Napoli (museo di Capodimonte – ‘San Francesco d’Assisi mostra le stigmate ai suoi monaci’  e ‘Prometeo che plasma l’uomo con l’argilla’,1841), Capua (Cattedrale – ‘Immacolata in gloria con la Trinità, Santi e Angeli’, 1853), Catania (chiesa di San Placido – ‘San Benedetto resuscita un contadino’, 1859), Terlizzi (Concattedrale – ‘Invenzione della Madonna di Sovereto’, 1859) e Bari (sipario del teatro Piccinni raffigurante il torneo in onore di Re Manfredi).

 

Italo Interesse

 


Pubblicato il 16 Aprile 2024

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