Decaro ancora alle prese con lo sfoglio della margherita per la sua candidatura
I tempi sono ormai ristretti e l'europarlamentare barese è stato già messo alle strette dalla Schlein per una risposta definitiva

“Mi candido, non mi candido…. Mi candido, non mi candido…” è il ritornello con cui Antonio Decaro, da almeno un anno, è alle prese con lo sfoglio dei petali di margherita, per decidere se dovrà, o no, presentarsi alla Regione come candidato presidente, con la certezza che sarebbe lui a succedere a Michele Emiliano per i prossimi due mandati. Però, la stagione delle margherite è terminata da un pezzo, ma Decaro evidentemente di petali da strappare ne ha ancora parecchi per arrivare alla fine dello sfoglio e conoscere così quale è l’esito dello strappo decisivo, considerato che ancora non risponde al pressing che da più fronti gli stanno facendo nel centrosinistra. Allora è anche possibile che l’ex Primo cittadino barese, dopo aver stranamente già preparato due liste civiche a sostegno della sua eventuale candidatura a governatore, possa essersi poi fermato con il predetto ritornello, per ricominciare con un altro e domandandosi: “Mi candido avendo in lista Emiliano e Vendola, o senza”. E sarà verosimilmente accaduto che lo sfoglio della margherita con questo secondo ritornello è terminato con il petalo “senza”, per cui dopo Decaro si è bloccato con la riserva a candidarsi. Una riserva che dovrà necessariamente sciogliere nelle prossime settimane, poiché i tempi per la campagna elettorale stringono e nel centrosinistra la scelta del nome a candidato governatore della Puglia è importante anche ai fini degli equilibri da concordare con le alte forze della coalizione per i nomi dei candidati presidenti delle altre regioni che andranno prossimamente al voto. Infatti, è di qualche giorno fa l’aut-aut a Decaro della segretaria dem, Elly Schlein, per bocca del suo plenipotenziario pugliese, Francesco Boccia, affinché sciolga rapidamente la riserva, per poter poi chiudere contestualmente anche con le candidature a governatore in tutte le restanti regioni prossime al voto. Molti sono convinti che Decaro alla fine accetterà di candidarsi senza più alcun veto e che, quindi, sia Emiliano che Vendola scenderanno in lista, rispettivamente per il Pd e per Avs. Infatti, l’europarlamentare barese sta provando a tirare la corda con il veto sul governatore uscente e sul predecessore, con l’obiettivo di poter poi porre altre condizioni alla Schlein ed al suo stesso partito, dicendo verosimilmente che si sacrifica per blindare la vittoria del centrosinistra in Puglia. Quindi, quale potrebbe essere la contropartita personale di Decaro per candidarsi a governatore facendo cadere la pregiudiziale posta su Emiliano e Vendola? Per gli addetti ai lavori della politica non è certo difficile da immaginare. A quel punto, però, la Schlein dovrà decidere se accettare le condizioni non confessabili di Decaro per la leadership pugliese del Pd, oppure lasciare che la corda si rompa e trovare rapidamente un nome alternativo da candidare prossimamente a governatore in Puglia. Un nome che comunque non farebbe rischiare sulla possibilità di vittoria del centrosinistra nella nostra regione (possibilità – tra l’altro – non difficile da avverarsi, vista la situazione del centrodestra a livello locale in questa regione!) e che possibilmente faciliti l’equilibrio nella suddivisione dei candidati da presentare a governatore nelle restanti regioni. In tal caso, i nomi alternativi a Decaro in Puglia non possono essere che due: Boccia del Pd o Vendola di Avs. Ma se accadesse ciò, allora significherebbe che Decaro potrebbe compromettere il suo rapporto politico all’interno del Pd non solo con Schlein, ma soprattutto a livello pugliese con Emiliano, che a quel punto agli occhi dell’Opinione Pubblica locale potrebbe essere considerato il vero responsabile della mancata accettazione di Decaro a candidarsi come governatore. Non è però da escludere che una rinuncia dell’eurodeputato dem barese potrebbe nascondere situazioni di altra natura che suggerirebbero a Decaro di rimanere a Bruxelles, per cui il veto da lui posto ultimamente su Emiliano e Vendola altro non sarebbe che alibi per uscire dalla scena locale senza far apparire la sua rinuncia alla candidatura a governatore come un “gran rifiuto”, considerato che da un anno fa è stato egli stesso a mettere in moto la macchina organizzativa per succedere ad Emiliano alla guida della Regione. Vediamo cosa accadrà nelle prossime settimane e, soprattutto, chi spunterà la partita ormai apertasi tra Decaro ed Emiliano per la leadership pugliese del centrosinistra e, più in particolare, del Pd.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 8 Agosto 2025



