Primo Piano

Decaro ed Emiliano convocati dalla commissione Antimafia

Ma la decisione di udire il Primo cittadino barese e il governatore pugliese sul "caso Bari" dovrebbe essere presa dopo Pasqua

Il “caso Bari” approderà nella commissione parlamentare Antimafia. La decisione è stata presa ieri dall’Ufficio di Presidenza, su proposta della presidente stessa della commissione Antimafia, Chiara Colosimo (Fdi), che però solo dopo Pasqua deciderà se e quando l’Ufficio di presidenza calendarizzare le audizioni del sindaco di Bari, Antonio Decaro (Pd), e del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Entrambi sono da giorni al centro di polemiche tra maggioranza di governo nazionale ed opposizioni, a seguito dell’aneddoto raccontato sabato scorso dal governatore pugliese a Bari, dal palco di piazza Ferrarese, durante la manifestazione politica di solidarietà a Decaro per l’ispezione ministeriale ordinata dal ministro degli Interni, prefetto Matteo Piantedosi, sugli atti amministrativi del Comune di Bari. Emiliano – come è ormai noto – aveva detto di avere portato l’allora suo assessore alla Mobilità, Decaro per l’appunto, a casa della sorella di un boss di Bari vecchia. Infatti, tale vicenda, che risalirebbe a 18 anni fa, raccontato durante la manifestazione di solidarietà al sindaco è stata al momento non contestata da Decaro (che sarà candidato alle Europee) e poi smentita 24 ore dopo dallo stesso Decaro, ma confermata con delle rettifiche dallo stesso Emiliano. Però, la stessa storia era stata narrata da Emiliano nel 2022 nel corso di una trasmissione televisiva (Il Graffio) della maggiore emittente locale (TeleNorba) a cui era presente il sindaco Decaro e che in quella circostanza, né successivamente, ebbe a smentire. A chiedere le audizioni del sindaco di Bari, che si già è detto “a disposizione della commissione”, e del governatore sono stati alcuni componenti della commissione. Primo tra tutti il vicepresidente della commissione Mauro D’Attis (Fi), che già domenica scorsa aveva giudicato le parole di Emiliano “degne di un approfondimento”. D’Attis aveva anche ipotizzato l’audizione di un ex presidente dell’Amtab, Antonio Di Matteo (all’epoca in quota a Rifondazione comunista), che in un’intervista aveva parlato di “concorsi truccati, denunce e, soprattutto omertà”. Mentre la parlamentare di Alleanza Verdi Sinistra e componente della commissione, Elisabetta Piccolotti, ha fatto sapere che su proposta della presidente Colosimo, si è deciso “di aspettare l’arrivo complessivo degli atti riguardanti l’inchiesta di Bari prima di avviare le audizioni”. Infatti, ha dichiarato Piccolotti: “E’ bene che il lavoro della commissione non sia sporcato dalle strumentalità politiche che, numerose, ci sono state in questi giorni contro un sindaco e una giunta che non risultato in alcun modo coinvolti in attività criminali”.  Dopo Pasqua la commissione valuterà anche la convocazione del procuratore antimafia di Bari, Roberto Rossi che, peraltro, proprio in occasione degli arresti aveva escluso qualsiasi coinvolgimento del sindaco, riconoscendo che “l’Amministrazione comunale è stata costante nell’aiutare gli inquirenti a liberare questa città”. Per Piccolotti, la commissione dovrebbe anche valutare di ascoltare il ministro Piantedosi per “la procedura irrituale con cui ha deciso per l’invio della commissione di accesso agli atti del Comune”. Il fulcro attorno a cui ruota tutto è la ex municipalizzata del trasporto cittadino, l’Amtab spa, ora partecipata al 100% del Comune, finita al centro dell’inchiesta ‘Codice interno’ che nelle scorse settimane ha portato ad oltre 130 arresti e ad un provvedimento di commissariamento giudiziale della predetta azienda interamente di proprietà comunale. L’inchiesta, tutt’ora in corso, ha disvelato anche scambi politico – mafiosi e la compra-vendita di voti di preferenza alle amministrative del 2019, con la capacità dei clan di pilotare assunzioni nell’Amtab. Però, la miccia che ha fatto esplodere lo scontro politico è stata soprattutto la decisione del ministro Piantedosi di inviare a Bari una commissione d’indagine amministrativa, per valutare eventuali infiltrazioni nelle attività del Comune e/o di altre partecipate, su sollecitazione di parlamentari pugliesi del centrodestra. Il sindaco Decaro – come è noto – ha reagito convocando una conferenza stampa, per mostrare i faldoni della sua attività antimafia cui è seguita la manifestazione di sabato scorso in piazza Ferrarese, all’insegna dello slogan ‘Giù le mani da Bari’. Nel frattempo i tre commissari inviati dal Viminale da lunedì scorso sono a Bari per mettere piede nel Comune e da martedì sono al lavoro nell’ufficio a loro disposizione in Prefettura, per esaminare le migliaia di carte dell’inchiesta e gli atti che riterranno eventualmente di chiedere all’Amministrazione cittadina e/o alle aziende partecipate, a cominciare da quella sottoposta ad amministrazione giudiziale, l’Amtab.  il sindaco di Bari, Decaro, dopo avere appreso la notizia di una possibile convocazione in audizione da parte della commissione parlamentare Antimafia, ha dichiarato: “Attendo la convocazione ufficiale e sarò a disposizione della commissione”. Decaro, inoltre, ha confermato la sua candidatura al Parlamento europeo, dopo che era stata anticipata in una trasmissione televisiva dalla segretaria del Pd, Elly Schlein. Mentre il portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi, intervenendo anch’egli ad una trasmissione televisiva, ha posto una prima domanda dichiarando: “Se fosse successo a un esponente istituzionale di centrodestra, cosa sarebbe accaduto in Italia?”, per poi commentare: “Ci sarebbe, penso, un girotondo intorno al palazzo della regione”. Invece, per Nevi, “il Pd ha la mancanza di pudore nel non riconoscere che è una cosa grave quella che è stata detta da Emiliano, che va condannata senza se e senza ma”. Infatti, ha aggiunto il portavoce di Fi, “qui c’è un affidamento del sindaco alla cosca mafiosa, è complicato giustificare tutto questo come una strumentalizzazione del centrodestra”. Per poi porre un secondo ed un terzo interrogativo al partito di Schlein: “Il Pd si distacca dalle dichiarazioni di Emiliano? O lo protegge, continuando a dire che il centrodestra sta strumentalizzando la vicenda?” Domande, queste, le cui risposte dovrebbero essere richieste effettivamente agli elettori alle prossime europee ed amministrative baresi, più che al partito. Ma questo è sicuramente tutto un altro discorso.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 28 Marzo 2024

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