Decaro giura da presidente: “Chiedo impegno”. Matarelli eletto presidente dell’Assemblea
Il neo governatore invita maggioranza e opposizione a recuperare la fiducia degli elettori che non si recano più alle urne, ma nello stesso tempo apre, in maniera capziosa, ad una collaborazione istituzionale della minoranza

Nella prima seduta del rinnovato Consiglio regionale della Puglia è stato eletto presidente dell’Assemblea, con 36 voti su 51, il neo consigliere dem Tony Matarrelli di Mesagne (Brindisi). A sostenere l’elezione del neo presidente, oltre ai 29 consiglieri della maggioranza di centrosinistra, anche sette consiglieri di opposizione che non avevano annunciato, come da prassi, l’astensione. Tredici sono state le schede bianche e un voto a testa sono andati al presidente della Regione, Antonio Decaro, e al consigliere Tommaso Scatigna di Fdi. Matarrelli, nato a Krefeld in Germania il 4 febbraio 1975 è laureato in materie letterarie ed è stato sindaco della Città di Mesagne dal 13 giugno 2019 al 20 ottobre 2025 e presidente della Provincia di Brindisi dal 6 marzo 2022 al 20 ottobre 2025. Matarrelli è stato eletto consigliere regionale alle elezioni del novembre 2025 nelle fila del Pd della Circoscrizione di Brindisi con 24.534 voti. Per il neo presidente dell’Assemblea regionale si è trattata della sua seconda elezione a consigliere regionale dopo quella del 2010, per la lista di Sinistra Ecologia e Libertà, quando nel corso della IX legislatura regionale venne eletto alla Camera dei Deputati alle politiche del 2013, motivo per il quale si dimise dalla carica di consigliere e continuò a svolgere quella di parlamentare fino al 2018. Matarrelli ha ricoperto anche la carica di presidente dell’Autorità idrica pugliese dal 29 giugno 2020 al 20 ottobre 2025. La sua carriera politica ebbe inizio nel 2000 con l’elezione a consigliere comunale di Mesagne, ricoprendo la carica di assessore all’urbanistica e successivamente alle politiche sociali. Dal 2004 al 2009 è stato consigliere provinciale di Brindisi. Poi, fu rieletto consigliere comunale a Mesagne da giugno ad agosto 2007 e da maggio 2008 a novembre 2009. È stato anche segretario provinciale del Partito di Rifondazione Comunista a Brindisi da novembre 2008 a marzo 2009, membro del comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista da luglio 2008 a marzo 2009 e coordinatore provinciale di Sel da settembre 2009. Nel primo Consiglio regionale il neo presidente della Regione, Antonio Decaro (Pd), ha invitato sia la sua maggioranza di centrosinistra che l’opposizione ad avere rispetto delle istituzioni, tenendo fede al mandato ricevuto dai cittadini affinché questi ultimi possano tornare a credere nella politica solo se questa smetterà di “parlare ai propri fan e tornerà a parlare alle persone”. “Noi politici – ha dichiarato Decaro durante il suo lungo discorso accompagnato dalla proiezione di slide – dobbiamo smettere di parlare solo di noi stessi e a noi stessi. Anzi, dobbiamo parlare di meno e lavorare di più per risolvere i problemi”. A ricoprire la. La scelta è ricaduta su di lui nonostante le sollecitazioni della segretaria del Pd, Elly Schlein, che ai dem locali aveva chiesto di far valere il rispetto della parità di genere: “E’ un principio per me non negoziabile”, aveva detto nei giorni scorsi. Alla consigliera barese Elisabetta Vaccarella del Pd, è andata la poltrona della vicepresidenza dell’Assemblea in quota maggioranza (27 voti), mentre per quella in quota all’opposizione è stato scelto il consigliere ionico Renato Perrini di Fdi (22 voti). Completata l’elezione dei componenti dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con la nomina dei segretari d’Aula: Tommaso Gioia (lista “Decaro presidente”), che ha ricevuto 29 voti in rappresentanza della maggioranza, mentre Massimiliano Di Cuia (Forza Italia), per l’opposizione, ne ha ottenuti 22. In quest’ultima votazione tre voti sono stati espressi anche per Giannicola De Leonardis di Fratelli d’Italia. I risultati ottenuti evidenziano due aspetti: tre voti della maggioranza sono andati a uno dei due consiglieri di opposizione, e nella stessa minoranza il voto a De Leonardis evidenzia una piccola crepa interna all’opposizione di centrodestra. Prima dell’avvio dei lavori Decaro ha abbraccia il suo sfidante in campagna elettorale, Luigi Lobuono (che in qualità di consigliere “anziano” ha presieduto i lavori della prima seduta consigliare, fino all’elezione del nuovo presidente d’Aula), per poi assicurare leale collaborazione al centrodestra dichiarando: “Non mi vedrete mai in quest’Aula difendere una parte, ma sempre le ragioni di una scelta”, sottolineando che tale affermazione non è un “invito a confondere le carte: sia chiaro – ha precisato Decaro – l’opposizione deve fare l’opposizione ed è in questa dialettica costruttiva e leale che si fa il bene delle istituzioni, con l’obiettivo di riconquistare la fiducia dei cittadini, anche dei tanti che nell’ultima tornata elettorale hanno scelto di restare a casa”. In quest’ottica, il neo governatore pugliese ha lanciato una frecciatina, sulle risorse nazionali per la Sanità, al governo di centrodestra guidato dalla premier Giorgia Meloni (Fdi), che però, allo stesso tempo, ha ringraziato invitando le Regioni del Sud a fare fronte comune per modificare il criterio nazionale di riparto legato alla spesa sociale. “Sono pronto a dire grazie al governo per i 120 milioni di euro che ci ha dato – ha spiega Decaro – ma lo stesso il ministero ha detto che i costi dei servizi, del personale e dell’energia sono cresciuti del 4%, per un aumento di 370 milioni, quindi abbiamo 250 milioni in meno”. “Dobbiamo impegnarci con determinazione – ha esortato Decaro – a rivedere il modello di come vengono distribuite le risorse”. In particolare “l’indice di deprivazione”, perché “tutte le statistiche ci dicono che quando vivi in un luogo che ha un indice di deprivazione alto, come al Sud, ti ammali di più. Questo indice, però, incide per meno dell’1% (lo 0,75%) sulla distribuzione delle risorse nazionali. E le Regioni del Sud devono agire per spostare questa percentuale”. Entrando poi nel merito del suo programma, Decaro ha parlato di cinque sfide: da quella di guidare la transizione creando lavoro di qualità, fino alla tutela del territorio. E ha precisato che alcune risorse per lo sviluppo economico “stanno per terminare” e quindi, “in attesa della nuova programmazione europea, dovremo fare una rimodulazione utilizzando i fondi statali, l’Fsc (ndr – Fondi di sviluppo e coesione), in accordo con il Governo e con l’Unione europea”. Decaro, parlando a margine della seduta di insediamento, ha anche accennato alla necessità di una riforma della legge elettorale pugliese e del sospetto che la “legge Laricchia” per le nomine regionali, introdotta la scorsa legislatura, possa essere in qualche punto incostituzionale, per cui necessiterebbe eventualmente di essere modificata o, quantomeno, approfondita.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 3 Febbraio 2026



