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Decaro modifica il modello “Maia 2.0” di Emiliano, ridotti i consiglieri personali del presidente

L'ex governatore segretamente già collabora con il suo successore, ma sulla sua presenza in giunta ancora non si sa nulla, ma di certo resta il mistero del veto decariano ad averlo come consigliere regionale

Il neo presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro (Pd), ha firmato un decreto con il quale ha modificato l’attuale modello organizzativo dell’apparato governativo dell’Ente, ossia il “Maia” voluto nel 2015 dall’ex governatore pugliese Michele Emiliano e poi confermato con alcune novità nel 2020. La decisione di Decaro di modificare il “Maia 2.0” è stata adottata in un’ottica di adeguamento e funzionalizzazione dell’intera macchina amministrativa agli obiettivi del suo programma di governo. La principale novità, rispetto a quanto introdotto in precedenza da Emiliano, riguarda il numero dei consiglieri del Presidente che, attraverso un processo di semplificazione e adeguamento agli indirizzi e orientamenti della giurisprudenza (anche contabile) in materia, introduce una riduzione dei consiglieri di fiducia di Decaro. Infatti, nel decreto firmato dal neo-governatore pugliese è stata stabilita la riduzione del numero dei consiglieri da 21 (11 con compenso e 10 con il solo rimborso spese) a 9. Per la cronaca ricordiamo che il modello “Maia” è l’assetto organizzativo voluto nel 2015 dall’ex governatore Emiliano, modificato nel 2020 con il “Maia 2.0”, pensato per modernizzare la macchina amministrativa regionale durante il suo mandato. Tra le figure previste dal quel modello organizzativo, vi erano le 21 unità di supporto alla struttura del presidente. Nel recente provvedimento firmato da Decaro si inserisce una progressione del compenso in relazione alle specifiche competenze previste da ogni singolo incarico e non si prevede alcuna variazione di stanziamento prevista dal Bilancio. Infatti, nel decreto presidenziale emanato ieri è previsto che siano fino a cinque i consiglieri che coadiuvano, assistono e supportano il Presidente della Regione nelle questioni di rilevante interesse politico-strategico per l’amministrazione, in specifiche materie collegate all’esercizio del mandato presidenziale. E sino a quattro i consiglieri giuridici esperti nelle materie del diritto costituzionale, amministrativo, dell’economia e finanze. Decaro, parlando con i giornalisti a margine del tavolo
sull’abusivismo edilizio, ha dichiarato che in questi primi giorni da governatore sta cercando di riallineare le deleghe dei singoli assessorati con le competenze dei dipartimenti. “Stiamo mettendo mano – ha chiarito il successore di Emiliano – anche alla riorganizzazione dei dipartimenti e, quindi, è necessario che le deleghe degli assessori
corrispondano poi alle competenze dei diversi dipartimenti, per
evitare dei disallineamenti che poi comportano dei problemi
nella gestione politico-amministrativa dei vari fascicoli”. “Sono pure impegnato quotidianamente su dossier anche di carattere nazionale – ha proseguito Decaro – perché indipendentemente poi dalla presenza dell’assessore, comunque me ne dovrò occupare”, dove è chiaro il riferimento soprattutto per la sanità. Infatti, Decaro ha poi aggiunto: “Ieri ho fatto una riunione lunga sulla sanità, perché oggi devo partecipare alla conferenza delle Regioni rispetto a una proposta che arriverà dal Ministero con l’introduzione dei cosiddetti ospedali di terzo livello, quindi volevo sentire i miei colleghi e la struttura regionale”. Per quanto riguarda la composizione del nuovo esecutivo regionale, Decaro ha affermato: “Ho un’idea già da diverso tempo. A breve, comunque, avremo la giunta”. I tempi (anche se non perentori) per la nomina degli assessori, come è noto, sono quelli dettati dallo Statuto regionale pugliese, ovvero dieci giorni dalla proclamazione a presidente. Quindi, al massimo entro lunedì prossimo Decaro dovrebbe rendere noti i nomi dei dieci assessori della sua giunta. Il neo-governatore pugliese, poi, a chi gli ha chiesto se avesse sciolto il nodo sulla nomina in giunta dell’ex governatore Emiliano, Decaro ha risposto dicendo che “non c’è alcun un nodo da sciogliere. Michele è un patrimonio per la nostra comunità, sarà anche la nostra bandiera nazionale nei prossimi mesi”. Per poi precisare: “Mi sta già aiutando, non lo sapete, ma in questi giorni abbiamo lavorato
sul dossier della crisi dell’Enel a Brindisi, sul tema dell’Ilva. Ci sentiamo quotidianamente”. A questo punto, però, prescindendo dalla presenza o meno nella futura giunta dell’ex governatore pugliese, Emiliano, resta un mistero il perché Decaro non ha voluto nella nuova Assemblea regionale la presenza del suo predecessore in veste di consigliere. Altro che…. “non c’è alcun nodo da sciogliere”. Infatti, in Puglia più che i “nodi” sulla “vicenda Emiliano-Decaro”, sarebbero forse da chiarire alcuni misteri!

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 15 Gennaio 2026

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