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Decaro predica bene ma gestisce male l’emergenza nella “Fase 2”

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, – secondo alcuni cittadini baresi – “predica bene, ma continua a gestire male” la propria città per le misure di prevenzione e contrasto previste nella lotta al Covid 19. Infatti, il Primo cittadino barese in questo periodo di crisi sanitaria – a detta di costoro – sta dando la sensazione di essere più attento a promuovere la propria immagine sui media, esaltando le iniziative adottate dai sindaci ed il ruolo da essi svolto nel fronteggiare l’emergenza, piuttosto che occuparsi concretamente di verificare se i protocolli precauzionali adottati per evitare possibili situazioni di rischio nella propria città siano realmente rispettati dai suoi concittadini. E, dove ciò non avviene, di mettere in atto i necessari rimedi con le opportune misure del caso. Ed uno di questi casi è sicuramente quello del trasporto pubblico cittadino, gestito come è noto – dalla partecipata del Comune, l’Amtab Spa. Infatti, da quando lo scorso lunedì è iniziata la cosiddetta “Fase 2” con la riapertura al pubblico di gran parte delle attività commerciali, di ristorazione e bar, i bus dell’Amtab di alcune linee cittadine, quali ad esempio la “3” che collega il centro al quartier “San Paolo” o la “19” che serve a collegare i quartieri periferici di “San Pio” e “Torricella” nella parte più a nord di Bari, in determinate ore di punta risultano super affollati di utenti, al punto che la principale norma di sicurezza sanitaria, cioè la distanza di almeno un metro tra ciascun passeggero presente sul mezzo, non è affatto rispettata, poiché spesso gli autobus in servizio sulle predette linee di trasporto urbano (ma lo stesso problema è stato notato anche per diverse altre!) finisce per essere elusa, in quanto sul bus viaggia contemporaneamente un numero di utenti di gran lunga maggiora a quello previsto per viaggiare in condizioni di sicurezza anticoronavirus. E ciò spesso con buona pace del conducente del mezzo, che ovviamente non può fare contemporaneamente da autista e da controllore sullo stesso del rispetto delle regole di sicurezza sanitaria. Fenomeno, questo, che in qualche caso ha addirittura suscitato la protesta di qualche viaggiatore che ha chiesto che il bus su cui viaggiava si fermasse, pretendendo che scendessero gli ultimi passeggeri saliti imprudentemente a bordo.  Ma se accadono tali episodi, come riferitoci da alcuni cittadini che hanno telefonato alla nostra redazione per segnalare dette disfunzioni, allora vuol dire che qualcosa sicuramente non sta funzionando al meglio nella nostra città per quanto riguarda i controlli sul rispetto delle misure dettate dal governo per la “Fase 2” dell’emergenza sanitaria. Diverse lamentele sono giunte alla redazione di questa testata anche per i numerosi assembramenti che si creano in talune zone della città particolarmente affollate di gente che sovente non indossa la mascherina, né rispetta il mantenimento della distanza minima per la sicurezza reciproca. Di certo l’Amministrazione comunale non può garantire agenti di Polizia locale ad ogni angolo di strada. Invece, per quanto riguarda il servizio di trasporto pubblico urbano, di cui – come è noto – il Comune ha la gestione ed il controllo diretto, attraverso la propria partecipata, l’Amtab per l’appunto, la questione è del tutto diversa. Infatti, a detta di qualche dipendente stesso dell’Amtab, la verifica del numero di utenti presenti contemporaneamente sui bus urbani è un controllo che l’Amministrazione barese potrebbe effettuare senza particolari problemi, perché le linee da tenere sotto osservazione non sono tantissime. E, soprattutto, perché le fasce orarie in cui si verificano tali rischi sono ben note ai vertici aziendale della società di trasporto pubblico urbano, come pure note dovrebbero essere le corse più utilizzate dagli utenti baresi dei bus urbani. Quindi, probabilmente, basterebbe solo organizzare meglio il servizio da parte dell’Amtab, oltre che organizzare la presenza costante di un controllore a bordo di ciascun bus di quelli in viaggio sulle linee e nelle fasce orarie maggiormente a rischio. Ma la soluzione sarebbe forse ancor più semplice da risolvere se l’Amtab proprio si quelle linee di maggior utenza destinasse un numero maggiore di bus, in modo da ridurre i tempi di attesa e, quindi, anche il numero di viaggiatori per ciascuna corsa. Difatti sarebbe davvero paradossale per Decaro, che prima di essere eletto sindaco è stato per dieci anni responsabile della Mobilità urbana a Bari con l’amministrazione Emiliano, oltre che essere per professione un tecnico dei trasporti, se non riuscisse a far mettere appunto quanto prima un piano organizzativo del trasporto pubblico urbano in condizioni di sicurezza per i viaggiatori, per evitare ciò che è accaduto in questi primi tre giorni di ripartenza delle attività in città. Iniziativa, questa, che non dovrebbe tra l’altro risultare particolarmente difficile per l’Azienda del trasporto cittadino considerato che in questo periodo di crisi sanitaria è del tutto assente il flusso degli alunni, essendo – come è noto – ancora del tutto sospesa l’attività scolastica. Insomma, per alcuni baresi, se il sindaco Decaro  si dedicasse un po’ di più a far controllare i problemi che si verificano in città ed a risolverli  prima che siano i cittadini stessi a denunciarli (come è avvenuto in questo particolare caso) ed un po’ meno a fare il “paternalista” ai propri cittadini, su misure verosimilmente già ben note agli stessi, forse Bari riuscirebbe a funzionale un po’ meglio in questo periodo di “libertà vigilata”. Ed ancor meglio sarebbe, sicuramente, se il Primo cittadino barese, in periodo di ancor incombente rischio da coronavirus, si preoccupasse di più della città che gestisce che della gestione della propria immagine di politico ormai proiettato verso altre mete.

 

Giuseppe Palella

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