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Decaro: “Presto un nuovo lungomare”. Ma monta la protesta dei residenti di Santo Spirito

“Presto Santo Spirito avrà un nuovo lungomare”. Ad annunciarlo qualche giorno fa, con un post sulla sua pagina di Facebook, è stato direttamente il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che a suo dire considera l’iniziativa “una sfida che cambierà il volto di quel tratto di costa ed il modo stesso di viverla”. E su quest’ultima affermazione nella ex frazione costiera all’estremo nord di Bari ne sono tutti convinti e d’accordo. Ciò che invece molti residenti ed operatori commerciali del posto non condividono, per cui da tempo sul restyling del loro lungomare chiedono un confronto con i vertici dell’Amministrazione barese, è la “bontà” del progetto predisposto dal Comune ai fini di una riqualificazione della costa all’estrema periferia a nord di Bari, che però – a detta di molti conoscitori indigeni della storia e, soprattutto, dei luoghi su cui si intende intervenire con idee del tutto innovative – sarebbe “un vero disastro” per il futuro economico e la vivibilità ambientale della ex “Marina di Bitonto”, quale era fino al 1928 (e forse ancora tuttora) considerata la realtà cittadina di Santo Spirito. Infatti, a sentire alcuni residenti e titolari di attività commerciali locali “Santo Spirito e Palese sono realtà spesso dimenticate dall’Amministrazione comunale barese”, basti vedere la situazione di alcuni importanti servizi comunali soppressi (vedi presidi di Polizia locale) o ridimensionati, se non più esistenti (vedi uffici anagrafici e di stato civile, ufficio relazioni con il pubblico, ecc.), l’annosa questione tuttora irrisolta dei passaggi a livello e del mancato interramento dei binari, o dei numerosi ruderi demaniali che da anni deturpano il paesaggio costiero cittadino. “Però, – hanno esclamato, con evidente ironia, gli stessi cittadini – ogni qualvolta da Bari pensano a qualche significativo intervento per il nostro territorio, i benefici che intendono apportare sono quasi sempre di gran lunga minori dei danni che poi determinano!”. E’ accaduto in passato, circa 20 anni or sono, con un progetto di presunta riqualificazione dell’unica area libera allora esistente nel centro di Palese, la ex-piazza Mercato, dove il Comune ha realizzato un edificio pubblico che avrebbe dovuto essere costruito altrove, come chiedevano i residenti, ed invece si è finiti solo per intasare ulteriormente di traffico e sottare di posti auto e di un luogo utilizzato per la socializzazione nella parte più antica e popolosa della ex frazione. Con la conseguenza che solo ora ci si accorge che a Palese c’è troppo cemento rispetto alla conformazione urbanistica locale e che in centro non ci sono più i posti auto a sufficienza per le necessità dei residenti e commerciali del posto. “Eppure – hanno esclamato sempre gli stessi cittadini – all’epoca contro la soppressione di quella storica piazza di Palese si sollevarono numerose voci contrarie ed i disagi di cui ora ci si lamenta erano stati abbondantemente previsti e denunciati nero su bianco al Comune!” Ma non ci fu nulla da fare. L’Amministrazione barese, prescindendo dal colore politico, procedette comunque con lo “scempio” urbanistico. Tanto da non tener non solo della volontà dei residenti del quartiere che protestavano, ma neppure dei diversi deliberati del locale Consiglio circoscrizionale dell’epoca che – come è noto – è un organo politico-consultivo interno del Comune stesso. Ora, infatti, sta per andare in scena a Santo Spirito un “film” identico, se non peggio, a quello di vent’anni fa a Palese per piazza Mercato. Un primo spezzone di questo nuovo “film” dell’Amministrazione barese a Santo Spirito i residenti e commercianti lo hanno vissuto la scorsa estate con le sconsiderate modifiche apportate alla viabilità del tratto di lungomare antistante il porto ed a quella interna al centro storico adiacente l’area. Infatti, le conseguenze di ciò che è accaduto negli scorsi mesi di luglio, agosto e settembre, ma anche tuttora a Santo Spirito è ben noto dalle cronache: traffico e smog alle stelle sulla principale arteria cittadina, via Napoli, ma anche sulla angusta via Udine e su molte altre traverse del lungomare. Ed oltre a questi disagi anche ripercussioni economiche negative per molte attività commerciali del posto, con contrazioni di incassi del 35-40% in media per gli esercenti che hanno perso il tradizionale afflusso di clientela a seguito degli improvvisi ed irragionevoli stravolgimenti apportanti nella viabilità cittadina dal Comune a metà luglio. E come se non bastasse l’esperienza sperimentata negativa la scorsa estate, il Primo cittadino barese, Decaro, ora insiste con un progetto di riqualificazione forse bellissimo dal punto di vista dell’estetica ambientale, “ma – insistono molti santospiritesi – del tutto sbagliato per il contesto in cui lo si vuole attare”. Infatti, hanno spiegato: “Chi ha elaborato il progetto di totale pedonalizzazione permanente del lungomare Cristoforo Colombo di Santo Spirito verosimilmente non conosce né la storia, né tantomeno le peculiarità urbanistiche del luogo”. E concludono: “Attuare a Santo Spirito ciò che annunciato nei giorni scorsi il sindaco Decaro sui social è una vera e propria follia!”. E, a prescindere da tali critiche, sicuramente sarebbe una follia effettuare il “look” di un’area che da decenni presenta un problema che ad ogni minimo acquazzone (e non soltanto in tali occasioni) si allaga di liquami che fuoriescono dai tombini, per l’ormai inadeguatezza della rete fognaria cittadina, senza che prima si sia proceduto a risolvere detto inconveniente con il rifacimento delle condotte interne ed esterne a quell’abitato, sostituendole con quelle di diametro maggiore. Infatti, l’intervento sul lungomare annunciato da Decaro per Santo Spirito sarebbe – a detta di molti – “come voler far indossare un bel vestito ad uno che innanzitutto ha la necessità di indossare un’adeguata biancheria intima”. E poi è mai possibile che per un intervento di sime portata, le cui conseguenze – come dallo stesso sindaco dichiarato nel suo post – porterà ad un cambiamento nel modo di vivere dei residenti, non debba avvenire previo un effettivo confronto con coloro che saranno i “beneficiari” o, eventualmente, “danneggiati” finali di tale opera? Ed il locale consiglio di decentramento comunale che ha detto al riguardo? Ancora una volta i rappresentanti del mini-consiglio di zona si piegano supinamente al volere di Bari ed assistono passivamente a scelte che vanno contro il volere e gli interessi dei loro stessi elettori oppure, a differenza del passato, si faranno sentire per dar voce e forza a rilievi di chi vive il territorio e contesta argomentatamente quanto annunciato da Decaro per il lungomare di Santo Spirito. Di certo, ancora una volta, la sensazione di molti cittadini di Palese e Santo Spirito è che talune opere cosiddette importanti per questo territorio “servono” più a coloro che devono appaltare tali interventi che ai cittadini che invece ne dovrebbero beneficiare.

 

 

Giuseppe Palella

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