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Decaro: “Si è interrotta la collaborazione del Governo con i sindaci”

In Puglia la terza ondata della pandemia si sta diffondendo come mai si era verificato in precedenza, facendo registrare un numero giornaliero di contagi da record rispetto ai tamponi effettuati ed analizzati quotidianamente. Infatti, ieri, 1° Aprile, su un totale di 13.293 test effettuati per l’infezione da covid-19, sono stati riscontrati 2.369 casi di nuovi positivi al Coronavirus, pari al 18% circa dello screening eseguito. I positivi al virus erano così distribuiti: 860 in provincia di Bari, 150 nel Brindisino, 131 nella Bat, 562 in provincia di Foggia, 291 in provincia di Lecce, 374 nel Tarantino, 5 casi di residenti fuori regione. Infatti, ha affermato l’assessore pugliese alla Sanita, il prof. Pierluigi Lopalco: “Nonostante le norme limitino al minimo le possibilità di spostamento, è visibile a tutti che in giro c’è ancora troppa gente, in ogni luogo”. E “questo – ha sottolineato l’assessore – apre autostrade al virus, che vive di contatti”. Perciò, durante le imminenti festività pasquali “si dovrà – ha commentato ancora Lopalco – evitare di muoversi da casa, per non peggiorare la situazione” ed esortando ad evitare di affollare i luoghi pubblici, a fare la spesa in orari non di punta, a proteggere le persone non ancora immunizzate, ma anche ad evitare di farsi gli auguri di Pasqua di persona. In questa condizione di contagiosità ancora elevata – ha rilevato il responsabile della Sanità in Puglia – “una visita di cortesia per scambiarsi gli auguri può essere il preludio di una tragedia”, perché “il virus cammina su chi si incontra, si saluta o si abbraccia e si propaga ad altissima velocità”. Ad invitare i pugliesi a non andare in vacanza e, quindi, a restare a casa durante le prossime festività pasquali è stato anche il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che dai microfoni della trasmissione “Che giorno è” di Radio1 -Rai ha dichiarato: “credo in questo momento, con il numero di contagi che ci sono, non sia il caso di pensare alle vacanze di Pasqua”. Ed ha poi proseguito: “diciamo a tutti di stare a casa, in alcune regioni non è consentito neppure raggiungere le seconde case e – si è poi chiesto il Primo cittadino barese – si può andare in vacanza all’estero?” perché “così rischiamo di importare i contagi”. “Ho letto – ha aggiunto inoltre Decaro – che il Governo ha dato disposizioni più rigide per chi rientra, ma resto convinto che per questa Pasqua non sia proprio il caso di partire per andare in vacanza”. Ma, a parte i suggerimenti rilasciati dal sindaco Decaro, nel corso della stessa trasmissione il Primo cittadino barese ha riferito che, questa volta, “contrariamente a quanto sempre accaduto da un anno in qua, il Governo non ha ascoltato i sindaci prima di varare un provvedimento con misure restrittive per contenere il contagio”. Infatti, il presidente dell’Anci ha anche lamentato che “si è interrotta una collaborazione, finora stabile, garantita anche dalla disponibilità sempre pronta dei sindaci, e non mi spiego per quale ragione”. “Eppure, – ha esclamato Decaro – quelle decise con l’ultimo decreto, sono misure dure”, per poi aggiungere: “il prolungarsi delle chiusure deve essere spiegato e giustificato a cittadini comprensibilmente provati, anche perché i ristori del ‘dl sostegni’ non sono ancora arrivati”. “Nella mia città, a Bari, oggi c’è una protesta di ambulanti”, ha riferito il sindaco e presidente dell’Anci per poi far presente che “abitualmente siamo noi sindaci a far fronte a proteste come questa” e chiedersi: “Ma cosa posso dire a questi concittadini se le misure decise devo leggerle sui giornali?” Ed ancora: “Dovrei rispondere rivolgetevi al governo? E confessare: “Io oggi non so cosa dire”, perché “perfino della riapertura degli asili nido, che sono comunali, l’ho scoperto dalle agenzie di stampa”. Difatti, nella giornata di ieri oltre 200 manifestanti, con i loro camion, fermi all’altezza dello stadio San Nicola, hanno ostruito sulla Circonvallazione di Bari il passaggio delle automobili per protestare contro le disposizioni anti Covid imposte nella nostra regione dalla zona rossa. Al centro delle rivendicazioni, la differenza di trattamento delle varie categorie e l’insufficienza dei ristori previsti dal governo Draghi nel ‘dl sostegni’ approvato una settimana fa. “Vogliamo dire basta a queste continue chiusure. Non c’è continuità di lavoro né spiraglio per il futuro”, hanno commentato in una diretta social alcuni di coloro intervenuti al blocco stradale. La situazione si è poi normalizzata a partire dalle ore 11,00 con la ripartenza pacifica degli automezzi dei manifestanti che erano tati fermati su quel tratto di Statale 16 bis che funge da circonvallazione del capoluogo. Però, mentre nella nostra regione cominciano le prime proteste delle diverse categorie di operatori commerciali danneggiati dal lockdown ed il numero dei contagiati dal Covid continua a salire in percentuale quasi doppia della media nazionale, a rallentare in Puglia è l’arrivo delle dosi di vaccino. Ieri, infatti, sono state somministrate appena 20.706 dosi (di cui 4.300 nella sola provincia di Bari). Per fine aprile è previsto che arrivino nella nostra regione poco più di 600mila dosi. Ovvero una quantità quasi pari alle dosi somministrate finora (609.157 dosi su un totale complessivo consegnato di 700.105). I numeri, quindi, raccontano di una regione, la Puglia per l’appunto, in forte affanno per la carenza di vaccini, ma anche per la situazione degli ospedali pubblici, ormai quasi tutti pieni per pazienti ricoverati ed affetti da Covid, oltre che per i contagi che tendono ancora a salire. Insomma, una Puglia già in zona “rosso rafforzato” che più rosso non si può.

 

Giuseppe Palella

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