Decaro “silura”tutti i presidenti uscenti di centrosinistra
Ad ufficializzare per ultimo i nomi dei candidati a Presidente dei cinque Municipi di decentramento amministrativo comunale è stato il sindaco uscente, Antonio Decaro, che nel giorno in cui necessariamente si dovevano chiudere le liste (perché il termine di presentazione scade alle ore 12 di sabato) ha reso noto le candidature del centrosinistra barese per la guida dei cinque mini Consigli dei quartieri del Comune di Bari. Ecco i loro nomi e la sigla politica in quota alla quale sono stati assegnati. Al 1° Municipio, ossia quello che va dalla ex frazione di Torre a Mare fino al quartiere Libertà, il candidato presidente questa volta è Lorenzo Leonetti , che è già il vice del presidente uscente dello stesso Municipio, Michela Paparella, che invece si presenta candidata per il Consiglio comunale. Leonetti dovrebbe essere in quota Pd. Al 2° Municipio, vale a dire i quartieri Carrassi-San Pasquale, Picone e Poggiofranco, il nome indicato dal centrosinistra per la presidenza è Gianluigi Smaldone, consigliere comunale uscente del gruppo di “Sud al Centro”. Samaldone nel 2014 entrò nell’aula “Dalfino” con la lista civica del “Movimento politico Schittulli” e, quindi, nelle fila dell’allora opposizione di centrodestra e, come si ricorderà, appena alcuni mesi dopo passò in maggioranza insieme alla collega Anita Maurodinoia, al movimento civico della quale (“Sud al Centro” per l’appunto) Smaldone è in quota per la candidatura alla presidenza del 2° Municipio. Il nome scelto da Decaro per la candidatura a Presidente del 3° Municipio, cioè i quartieri San Paolo, Stanic, Fesca e San Girolamo, è Nicola Schingaro. Ossia quello del segretario cittadino della formazione vendoliana barese di ‘Sinistra Italiana’, che per il consiglio comunale non si presenta con la propria sigla ma con quella della civica “Bari, bene comune”, ispirata dal noto penalista barese Michele Laforgia. Per la candidatura a Presidente del 4° Municipio, vale a dire le ex frazioni di Carbonara, Ceglie del Campo e Loseto, il nome del centrosinistra è quello di Grazia Albergo, espressione delle liste civiche comunali che portano il nome di Decaro. Mentre per il 5° Municipio il candidato presidente è Vincenzo Brandi in quota, quest’ultimo, in teoria alla civica “Sud al Centro”, ma probabilmente indicazione imposta da Decaro stesso, visto che il nome di Brandi per la presidenza del 5° Municipio circolava già da tempo, come quello di Leonetti per il 1° Municipio. Quindi, entrambi questi due nomi sono verosimilmente più legati personalmente a Decaro che alle sigle politiche in quota alle quali hanno ottenuto la candidatura alla presidenza. Infatti, è stato lo stesso Decaro che, nella nota con la quale ha comunicato i nomi indicati per la guida dei cinque Municipi, ha affermato: “Due candidati presidenti li avevo scelti da tempo, gli altri più di recente”. Il Primo cittadino uscente, proseguendo, ha inoltre dichiarato: “Ho voluto che le forze politiche si sentissero coinvolte, sia nella fase in cui mi hanno sottoposto dei nomi, sia quando li ho scelti. Ho ricevuto molti messaggi di sostegno per i nomi scelti: per l’autorevolezza delle persone e per il legame che hanno con il territorio che rappresentano”. Parole, queste ultime, che però sono forse premature visto che trattasi di candidature che, in quanto tali, hanno necessariamente bisogno di riscontro nelle urne. Ciò che invece si può già eccepire è quanto già rilevato qualche giorno fa, in occasione della ufficializzazione dei cinque nomi dei candidati presidente ai Municipi della coalizione barese di centrodestra, che sostiene a sindaco il civico Pasquale Di Rella. Ossia la tempistica con cui entrambe le due principali contrapposte coalizioni politiche hanno reso noto i nomi per la guida dei cinque Organi di decentramento amministrativo del Comune di Bari, oltre che le modalità con cui entrambe le coalizioni hanno effettuato tali scelte. Infatti, sia il centrodestra con Di Rella che il centrosinistra Decaro non hanno minimamente ritenuto di coinvolgere i loro candidati ai rispettivi consigli municipali per individuare il nome più gradito alle realtà territoriali per le quali si doveva scegliere il candidato presidente. Modalità, questa, che avrebbe eventualmente potuto anche giustificare la tardiva tempistica con cui sia Di Rella che Decaro sono giunti a scegliere i rispettivi nomi da presentare per la guida dei Municipi di decentramento amministrativo. In realtà, sia il fatto di aver indicato tali nomi appena poche ore prima della scadenza del termine di presentazione delle candidature, sia quello di non aver tenuto conto in alcun modo le istanze ed indicazioni partite dalle rispettive basi politiche territoriali, denotano quanta effettiva “importanza” si attribuisce al decentramento amministrativo da parte sia di chi mira alla riconferma nella guida del Comune (Decaro) che di chi invece aspira a sostituirlo amministratori comunali baresi (Di Rella). E ciò chiaramente non lascia ben sperare sull’attuazione di un reale decentramento a Bari neppure per il futuro. Salvo, ovviamente, imprevedibili sorprese, che al momento, però, sembrerebbero anche al quanto improbabili. Ma anche in materia di pronostici elettorali, come in tutte le vicende di natura politica, è noto che “Mai dire mai!”
Giuseppe Palella
Pubblicato il 27 Aprile 2019



