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Decentramento, anche tra i consiglieri c’è chi non nasconde la polvere sotto il tappeto

Gli amministratori di quartiere utili solo a produrre "sogni" e a incassare al massimo consentito gli emolumenti mensili

Ora anche tra i 76 consiglieri dei cinque “Municipi” baresi di finto decentramento c’è qualcuno che non è più disposto a nascondere la polvere sotto il tappeto e, pur usufruendo dei benefit economico di un ruolo che gli consente di guadagnare, quasi sempre, circa 1345 Euro lordi mensili, praticamente senza responsabilità alcuna (né politica, né erariale) non è più disposto a sottacere il disagio a cui è sottoposto a cospetto dei tanti cittadini-elettori che, quotidianamente, guardano all’istituzione comunale, soprattutto nelle periferie, come quella a loro più vicina per la risoluzione delle tante problematiche che interessano il territorio.

Un disagio che, il più delle volte, si tramuta in una vera e propria umiliazione da parte di taluni che, quando prendono coscienza dell’impotenza degli amministratori di Municipio a poter effettivamente risolvere finanche problemi di piccola portata finanziaria, come – ad esempio – la riparazione di un marciapiede o la sistemazione di un manto stradale, li deridono al punto da definirli non solo figure politiche inutili, ma anche degli “approfittatori” di popolo, poiché il numero mensile di sedute di commissione quasi sempre è quello utile a conseguire l’importo massimo di emolumenti percepibili mensilmente. Una spesa, questa, che come ha già confessa qualche consigliere di Municipio (vedi – ad esempio – intervento del consigliere Giuseppe Cassandra del “Municipio” di Palese e Santo Spirito) serve unicamente “all’inutilità di un ruolo di governo che di fatto si esplica nella sola produzione di innumerevoli verbali, che fotografano disagi ed ipotizzano soluzioni che però rimangono solo sulla carta”.

In passato – come si ricorderà – qualche altro eletto al Municipio ha avuto l’ardire di denunciare le contraddizioni e, soprattutto, l’inutilità di questo istituto politico di decentramento interno al Comunale di Bari, che – come è noto – non esiste più in alcun altro grande Comune della Puglia da oltre un decennio (vedi Taranto, Foggia, Lecce, etc.), a seguito di una normativa nazionale del 2010, che – come si ricorderà – ha reso “facoltativi” gli amministratori di quartiere, ossia gli istituti di decentramento comunale, unicamente per città con più di 300mila abitanti.

Norma, quest’ultima, che consente al Comune capoluogo della Puglia (320mila abitanti) di tenere ancora in vita i cinque “Carrozzoni” per un decentramento municipale che nei fatti non è mai esistito a Bari e non esiste ancora oggi, nonostante la loro esistenza non sia più obbligatoria come in passato, dal 1981 al 2010. Né è più obbligatoria, da aprile 2024, la corresponsione di emolumenti a presidenti e consiglieri di Municipio, tanto più se questi sono privi deleghe funzionali e di un’effettiva capacità autonoma di spesa sul territorio comunale di competenza, come nella Città di Bari.

Qui, infatti, a destare scandalo non è soltanto il numero di sedute che i consiglieri dei cinque Municipi di decentramento cittadino effettuano sistematicamente dal lunedì al venerdì, al sol fine chiaramente di raggiungere il massimo dei gettoni percepibili mensilmente, ma è anche il fatto che il solo costo annuale complessivo dei politici impegnati i questi cinque istituti di decentramento, è sei o sette volte superiore alla dotazione finanziaria ordinaria affidata a tali organi politici, ovvero 96mila euro l’anno per ciascun Municipio, a fronte di una spesa per il Comune, tra costi diretti ed indiretti dei politici, di circa 4milioni di euro l’anno.

In un passato relativamente recente, a dimettersi dalla carica di amministratore di quartiere a Bari, senza che ciò abbia suscitato alcun clamore, come si ricorderà, sono stati al “Municipio 5”, nel 2021, la consigliera Francesca Maiorano e Michele Matera (che gli sarebbe subentrato) del M5S ed al “Municipio 1” il consigliere Francesco Ferrieri di una delle civiche di Decaro, nel dicembre del 2023. In precedenza, nell’ottobre 2012, l’allora presidente di centrosinistra della Prima Circoscrizione (Palese- Santo Spirito), Erio Di Liso (Italia dei Valori), si dimise, facendo sciogliere la mini-Assemblea di cui era alla guida, ma anche in quel caso il risultato poi prodotto, ai fini della realizzazione di un effettivo decentramento, è stato praticamente inesistente. Nel frattempo le promesse di un reale decentramento si sono moltiplicate, ma a realizzarsi è stato solo l’aumento esponenziale dei costi degli inutili e finti istituti di decentramento barese. Ma nel contempo per i baresi ad aumentare sono state anche le imposte e tasse comunali.

Giuseppe Palella

 

Riflessioni e analisi di un consigliere del “V Municipio”

Cassandra (Fdi): “Noi amministratori di quartiere espletiamo un ruolo inutile”

 

Dal Consigliere Fdi del 5° Municipio, Giuseppe Cassandra riceviamo e pubblichiamo:  “Dopo circa un anno e mezzo dalla mia elezione ed insediamento a consigliere del “V Municipio”, credo sia giunto il tempo delle riflessioni e delle analisi.

Premetto che la mia elezione è avvenuta in una lista di un partito di opposizione alla coalizione vincitrice dele elezioni amministrative del 2024 e conseguentemente il mio ruolo nel Consiglio municipale è definito di “consigliere di minoranza”. Devo essere sincero, non avvero molto il peso di questa “diminutio”, poiché io, senza alcun timore di smentita, il ruolo di rappresentante municipale lo svolgo soprattutto tra la gente, in posizione di ascolto sui tanti problemi che mi vengono segnalati e di cui cerco di occuparmi senza mai preoccuparmi dell’appartenenza politica di chi me li sottopone, in quanto per me sono esclusivamente cittadini con dei diritti da soddisfare ed a cui dare perlomeno delle risposte.

E’ dalla parola “risposte” che intendo avviare la mia riflessione che è stata fortemente stimolata dalla notizia che in alcune città italiane hanno deciso di avviare una riforma del decentramento, per consentire ai Municipi di decentramento comunale  di disporre di fondi e poteri, per gestire direttamente molte problematiche di quartiere, che sono quelle che più interessano la cittadinanza locale.

A differenza del silenzio assordante dell’Amministrazione barese, i Sindaci di quelle città hanno recepito a pieno il disagio dei Municipi e dei rispettivi consiglieri che, come attualmente nei cinque Municipi baresi, possono solo sentire il peso dell’impotenza e, consentitemi, dell’inutilità di un ruolo di governo che di fatto si esplica nella sola produzione di innumerevoli verbali che fotografano disagi e ipotizzano soluzioni che però rimangono solo su carta

.Per essere più chiaro, partirò dai luoghi dove vivo ed ho sempre vissuto, Santo Spirito-Palese, quelli che per definizione erano conosciuti come “salotto buono di Bari”, territori che negli ultimi anni sono stati oggetto di importanti lavori sul lungomare e che a breve (si spera) mostrerà con il suo look rinnovato tutti i disagi che, tra un tramonto e l’altro, vedranno una promenade fatta di biciclette, motori, monopattini, automobili, ambulanti più o meno in regola.

Tutti fattori che, se ben collocati, fanno parte di un’attività di stimolo al turismo e che, se invece assemblati confusamente su una delle due sole arterie principali del paese, vanno solo a minare la vivibilità dei residenti, l’operatività dei commercianti e (perché no!) anche la sicurezza di tutti quelli che lì risiedono o sono presenti con le loro attività. Infatti, sicurezza, pulizia e manutenzione sono argomenti che richiedono una analisi puntuale e non solo una riflessione.

Quindi, mi chiedo: “A cosa serve avere propri organi consultivi e deliberativi che nulla possono fare al di fuori di riunioni su riunioni e produzione di verbali utili solo a poter dire un giorno “noi l’avevamo detto”?”.

Non una postazione fissa di riferimento con la presenza di agenti di Polizia locale, non un punto di contatto in loco per segnalare e porre rimedio ai tanti disagi derivanti dalla sporcizia che invade il territorio (seppur causata dall’inciviltà di molti, che però non sono opportunamente individuati e sanzionati), non un ufficio tecnico che si ponga in posizione d’ascolto, effettuando sopralluoghi e all’occorrenza procedendo concretamente alle risoluzioni dei problemi di piccole dimensioni anche, se necessario, con affidamenti urgenti di lavori in economia.

Nulla di tutto questo, perché noi amministratori di Municipio siamo considerati solo delle noiose figure che “disturbano” il lavoro di funzionari ed amministratori centrali. E’ inquietante quello che osservo e vivo da consigliere di Municipio e, mio malgrado, ho sorriso quando ho letto una nota stampa che annunciava la prima riunione dell’Osservatorio sul decentramento, istituito con decreto del sindaco di Bari, Vito Leccese.

Mi dispiace dover esporre questa brutta pagina di vita di un quartiere dove non vedo speranza di crescita culturale, di corretta espansione urbanistica, di buona manutenzione e azioni a tutela della sicurezza del cittadino.

Forse, se il nostro lungomare non ha più gli spazi giusti, si potrebbe almeno fare vita sociale nell’ex Ostello della Gioventù di Palese, inserito, come bene comunale disponibile, in un progetto di riqualificazione, o nella vecchia “Torre di Guardia” di Santo Spirito, conosciuta anche come “Torre della Finanza” che, come riportato su Facebook in un post del 2023, era pronta ad essere affidata al “V Municipio”, con l’obiettivo di farne un luogo aperto e fruibile da tutti i cittadini. Ma spiacente, anche questi piccoli bisogni il “V Municipio” non può attuarli, perché è solo frutto di “sogni” verbalizzati”.

 

 


Pubblicato il 11 Marzo 2026

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