Cronaca

Decisione sul filo di lana: “Incentivi per nuovi alberghi e b&b”

La giunta Decaro approva una delibera di indirizzo per il Consiglio, anche se il tempo stringe

So davvero tanti appartamenti e locali che potrebbero essere destinati a usi ricettivi e turistici e che, invece, a Bari versano in stato di abbandono e degrado. E allora la giunta comunale -seppure a poche settimane dal rompete le righe – ha approvato una delibera di indirizzo per il Consiglio (organo delegato all’approvazione dell’atto definitivo) che prevede misure incentivanti per il cambio di destinazione d’uso verso funzioni ricettive. Una destinazione diversa, dunque, per quegli immobili esistenti nelle zone individuate dal Documento Programmatico della Rigenerazione urbana in cui incentivare politiche pubbliche di “rigenerazione urbana. La misura incentiva interventi di ristrutturazione, ma anche recupero e riuso di quegli immobili dismessi o in via di dismissione, al fine di favorire decarbonizzazione, efficientamento energetico, messa in sicurezza sismica del patrimonio edilizio e contenimento del consumo di suolo. E in più, il Comune di Bari vorrebbe perseguire questi risultati anche attraverso una politica di riduzione del contributo di costruzione per interventi sul patrimonio edilizio esistente. Una politica che comporti cambio di destinazione d’uso verso funzioni alberghiere così da favorire recupero e riuso -come detto – di edifici inutilizzati o poco utilizzati. Come? Incoraggiandone la rifunzionalizzazione in chiave ricettiva, con ricadute di interesse collettivo, in chiave socio-economica ed anche per rispondere fattivamente alle critiche piovute sulla tassa di soggiorno decisa dalla giunta Decaro l’estate scorsa. Una decisione foriera di attacchi e critiche a non finire dalla Federalberghi di Francesco Caizzi. E in effetti questa scelta dell’amministrazione civica sembra proprio rispondere a imprese, addetti ai lavori e associazioni di categoria su  un paio di temi particolarmente sentiti: recupero e riuso di edifici abbandonati dai rispettivi proprietari, allo scopo di riqualificare il patrimonio edilizio esistente in una città dove, però, il Piano Regolatore risale al lontanissimo 1976, senza che le ultime giunte succedutesi al Palazzo di Città siano mai riuscite a metterci mano, approvando quel Piano Urbanistico Generale (PUG) adeguato ai grandi cambiamenti urbanisto-abitativi degli ultimi cinquant’anni, a Bari. Invece il notevole incremento della domanda turistica ha comportato la progressiva occupazione dell’edilizia residenziale da parte di strutture ricettive di ogni tipo, a discapito della residenza e dei servizi ai residenti. Questa condizione porta con sé il rischio concreto di impoverimento del tessuto sociale cittadino a svantaggio della collettività insediata e l’abbandono di parti di città, destinate a diventare spazi a servizio delle sole esigenze di ospitalità, il cui impiego resta condizionato alle oscillazioni della domanda turistica nei diversi periodi dell’anno. “Questa crescita eterogenea dell’offerta turistica, determinata dalla necessità di dare una risposta immediata alla domanda del settore, rischia di tradursi in un irrazionale impiego del territorio, che mette in competizione l’offerta turistica con le esigenze di residenzialità cittadina – ha spiegato il sindaco di Bari Antonio Decaro – oltre a creare nuove forme di disagio abitativo connesso alla presenza di spazi urbani sottoutilizzati o impiegati in usi legati alle sole esigenze turistiche. Per questo vogliamo provare a incentivare una razionalizzazione dell’offerta turistica che si orienti verso attività di impresa nel settore della ricettività, favorendo la realizzazione di strutture turistiche alberghiere. In questo senso crediamo che una politica di riduzione degli oneri economici correlati alle urbanizzazioni consentirebbe agli operatori del settore di avviare investimenti significativi, potendo contare su benefici indotti dalla minore onerosità degli interventi di riqualificazione e cambio di destinazione d’uso. D’altro canto auspichiamo che la città di Bari si doti, anche grazie a questi incentivi, di una platea di strutture turistiche adeguata alla crescente domanda turistica, nell’interesse delle variegate necessità della collettività, che vede nell’economia del turismo un’importante leva dello sviluppo per la città di Bari”. Ora, è chiaro che non farà in tempo l’esecutivo cittadino a realizzare questi propositi, a un paio di mesi dall’appuntamento elettorale per il rinnovo del Consiglio, ma il passaggio del testimone sui provvedimenti futuri in questo senso passa nelle mani di chi lo raccoglierà, a giugno prossimo…

Francesco De Martino


Pubblicato il 17 Febbraio 2024

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