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Della Gatta, l’arte della ‘gouache’

Nell’immagine si può apprezzare un raffinato acquerello a ‘gouache’ su carta ; la guache era un tipo di colore a tempera reso più pesante e opaco dall’aggiunta di un pigmento bianco mescolato a gomma arabica. Il dipinto ritrae il golfo di Napoli nel 1785 visto dallo scoglio di Frisio, a Posillipo. L’opera, conservata presso il Museo di San Martino a Napoli, reca la firma di un pittore pugliese. Nato a Lecce l’8 settembre 1758, Saverio della Gatta si spense probabilmente a Napoli dopo il 1828. Firmandosi talvolta Xavier, Della Gatta si affermò nella capitale partenopea come esecutore di gouaches aventi per oggetto panorami e aspetti tipici della vita napoletana dell’epoca : ‘Venditrice con due bimbi e ciabattino’, ‘Donna con ragazzo e cane’, ‘Il venditore di cocomeri’, ‘Donna con ragazzo’, ‘Scene di vita popolare a Mergellina’ … (quest’ultima rappresentazione, eccezionalmente, ha per supporto un ventaglio di seta). Quando non si produceva in vedute o scene di genere, l’opera del Della Gatta ritraeva documenti di interesse storico. E’ il caso di tre gouaches firmate e datate 1800 e conservate ancora nel Museo nazionale di S. Martino, raffiguranti la ‘Battaglia tra la flotta inglese e la flotta della Repubblica partenopea nel canale di Procida’, ‘Il ritorno di Ferdinando dalla Sicilia’ e ‘Il ritorno di Maria Carolina dalla Sicilia a Napoli’. Il pittore pugliese ottenne anche un discreto successo presso committenti stranieri, stando al gran numero di gouaches firmate comparse di recente sul mercato inglese. Sono poche le notizie sulla vita di questo pittore. È documentato che fu allievo di Jacopo Cestaro nel 1777 presso l’Accademia del Disegno di Napoli. La sua prima opera documentata è una veduta del Vesuvio datata 1779. Nel dicembre del 1782 era stato incaricato di effettuare un viaggio nel Regno per effettuare ritratti dei costumi delle diverse province da riprodurre in un servizio in porcellana prodotto dalla Real Fabbrica di Napoli, ma poi l’incarico gli venne revocato a favore di Alfredo Berotti. Un acquerello (‘Paesani e animali vicino alla tomba di Cecilia Metella’) del 1794 documenta un suo soggiorno a Roma. La produzione del Della Gatta non mantenne il medesimo livello qualitativo, soprattutto per le crescenti richieste del mercato che inevitabilmente lo portarono ad una esecuzione più rapida e ripetitiva ; è probabile che per tale motivo il Nostro, verso la fine della carriera utilizzò spesso la tecnica del pouchoir, consistente nel colorare a mano cartoline postali ricavate da stampe fotografiche in bianco e nero. Non si ha notizia di opere di Saverio Della Gatta datate successivamente al 1828, il che fa collocare di lì a poco la morte dell’Autore. Lo stradario di Lecce non contempla alcuna via, corso, piazza o vico che rechino il nome di questo artista.

Italo Interesse

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