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Delusione in chi sperava in Emiliano per “defenestrare” il segretario del Pd pugliese

Chi nel Pd pugliese sperava in una accelerata del governatore pugliese, Michele Emiliano, nonché leader della corrente “Fronte democratico” (maggioritaria in Puglia), per la celebrazione del congresso e, quindi, nella sostituzione del segretario regionale Marco Lacarra, formalmente esponente di una corrente, quella renziana, di minoranza nella nostra regione, è rimasto deluso. Infatti, il governatore Emiliano, rispondendo ad una domanda sulla situazione del suo partito, il Pd per l’appunto, ha affermato: “Abbiamo tante cose importanti da fare, figuriamoci se stiamo a pensare ai congressi dei partiti”, perché – a detta dello stesso Emiliano – “i partiti ormai sono una funzione molto sullo sfondo della vita degli italiani, quindi per recuperare mordente e importanza non devono fare solo congressi, ma devono darsi da fare nei quartieri, nelle strade, nelle parrocchie, nei luoghi dove la gente ha bisogno di essere assistita e guidata”. E, continuando, ha aggiunto: “I grandi partiti, anche quelli attualmente al Governo dicono una cosa in campagna elettorale, ‘bloccheremo la Tap’, poi dopodiché dicono ‘la Tap non si può bloccare’. E’ chiaro che poi la gente perde fiducia in questo modello e quando deve votare al Comune o alla Regione preferisce conoscere il candidato di una lista civica, perché lo ha visto nascere, lo segue, come è successo con me a Bari, sanno di chi si tratta e da dove viene, e le liste civiche danno questa maggiore affidabilità”. “Certo – ha esclamato infine Emiliano – quando una lista civica però vince le elezioni nazionali è più complicato, come è successo al Movimento 5 Stelle, che è una grande lista civica nazionale, dove però mettere insieme poi le varie idee diverse non è facile e le contraddizioni sono molto forti”. Però, le contraddizioni molto forti ci sono anche nella maggioranza di centrosinistra che sostiene il presidente Emiliano nell’Aula barese di via Capruzzi. Da non dimenticare, infatti, che il governatore pugliese tiene bloccate le nomine di ben due assessori, ossia quello all’Ambiente e quello alle Attività economiche, proprio per problemi interni alla sua maggioranza e forse, in particolare, al suo stesso partito. E che all’interno della coalizione di governo ci siano fibrillazioni e malpancisti è dimostrato ultimamente anche dalle bocciature in Commissione Bilancio sia del Rendiconto di esercizio dello scorso anno che, successivamente (mercoledì scorso), delle proposte governative di variazione relative all’anno in corso e, conseguentemente, al triennio 2018-2020. Bocciature che – come è noto  – sono attribuibili, in entrambi i casi, ad assenze in Commissione sia pur giustificate, ma quasi sicuramente volute, di esponenti della maggioranza. Infatti, dopo la bocciatura di quest’ultima settimana nella Commissione presieduta dal consigliere Fabiano Amati del Pd, quella al Bilancio per l’appunto, sono stati gli stessi gruppi consiliari regionali di maggioranza, in particolare quello del Pd, a criticare duramente i colleghi consiglieri Cosimo Borraccino di Sinistra italiana/Leu e Gianni Liviano (eletto alla Regione nel 2015 in una lista civica di Emiliano ed attualmente iscritto al gruppo Misto), poiché lo scorso mercoledì il primo si è astenuto, essendosi dal 24 marzo scorso dichiarato all’opposizione, mentre il secondo non si è presentato, né si è fatto sostituire volutamente per l’importante seduta in cui si doveva esprimere il parere alle variazioni di Bilancio presentate dall’esecutivo regionale. Critiche che evidentemente  hanno, poi, provocato ulteriori liti e polemiche all’interno della coalizione di centrosinistra ed a cui Emiliano sta cercando verosimilmente di metterci una “toppa”. Infatti, il governatore pugliese, commentando le fibrillazioni scaturite dopo la bocciatura in I Commissione del disegno di legge sull’assestamento di bilancio e le dichiarazioni da parte dei gruppi di maggioranza nei confronti di Borraccino e Liviano , accusati avere “tentato di mettere lo sgambetto alla maggioranza”, ha dichiarato: “Sono stati molto severi con Borraccino e Liviano. Io neanche sapevo quello che era accaduto perché ero a Taranto. E’ una maggioranza molto compatta che quindi non desidera essere disturbata e quindi si sono un po’ arrabbiati. Cercherò di mettere una buona parola”. Insomma, Emiliano minimizza gli episodi di sfilacciamento della sua maggioranza, perché non può certo negare i recenti fatti accaduti in I Commissione, poiché il governatore è evidentemente sicuro di avere ancora i “numeri”, in Aula, per fare approvare i provvedimento “bocciati” in Commissione. E questo perché verosimilmente anche gli stessi consiglieri di maggioranza in fibrillazione non ci pensano affatto ad “andare a casa” in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura regionale. Ed Emiliano questo lo sa bene, per cui sa pure che, nonostante i “mal di pancia” di molti dei consiglieri della sua maggioranza e, più in particolare, del suo stesso partito, il Pd, il quadro politico interno che lo riguarda è destinato ad assestarsi, prima che la “corda” possa spezzarsi. Però, anche se effettivamente non si romperà la maggioranza di Emiliano fino alla scadenza del 2020, è innegabile che essa è lacerata ed attraversa da furibonde lotte intestine che non consentiranno al governatore di “navigare” in mare aperto, perché sempre in tempesta.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 28 Luglio 2018

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