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D’Errico è il leader che serviva, ma servono altri rinforzi

“Figli di Bari, fratelli d’Italia”, il motto che è uscito dalla presentazione delle nuove divise in casa Bari, ispiratesi all’orgoglio nazionale ed in particolare alla Nazionale di Calcio Italiana di Mancini che ha vinto l’Europeo, ma anche in parte alle tante medaglie olimpiche, specie quelle ottenute da pugliesi. Ma le nuove divise del Bari vogliono rappresentare letteralmente la fede (biancorossa), la passione (rossa), e la speranza con quella verde, poi a prescindere dai gusti e dalla bellezza intrinseca o estrinseca, si ispirano alle maglie del Bari di Catuzzi anni 80’ dove uscì una grande nidiata di baresi che poi hanno scritto pagine di storia sportiva importante; Grande assente alla presentazione per la prima volta in quattro stagioni sotto la guida del presidente LDL, impegni lavorativi in qualche modo ne hanno parzialmente giustificato l’assenza. Ma i temi e spunti di riflessione non sono mancati,  ed il presidente ha cercato di sopperire alla sua assenza essendo presente in video call-conference per tutta la durata dell’evento, rispondendo anche alla fine della presentazione alle domande dei giornalisti presenti, toccando vari temi dal calciomercato, campagna abbonamenti che non aprirà ma ci saranno ugualmente ‘scontistiche’ e la promessa che manterrà di a situazione pandemia migliorata, di portare avanti e concretizzare il ‘Museo del Bari all’interno dello stadio San Nicola, in modo tale che il San Nicola non sarà più solo la casa del Bari, ma anche un polo attrattivo per tifosi e turisti per poter appassionarsi ulteriormente alla storia del Galletto. Tre i calciatori, intanto che hanno posato in versione modelli, anche se qualcuno per fortuna in esubero ha mostrato con la tenuta di allenamento, una pancetta poco da atleta professionista. Antenucci, ha indossato la prima divisa quella bianca a punte di rosso, capitan Di Cesare quella tutta rossa e D’Errico quella verde, dove forse sarebbe stata più accattivante se ci avessero inserito un galletto stilizzato così il focus sarebbe caduto centralmente piuttosto sul verde che fa ricordare le divise dell’Avellino Calcio, lungi naturalmente da voler essere delle critiche ma soltanto delle impressioni, perché mai come in questa stagione più dell’estetica o del dress code, conterà la sostanza ed i fatti, quelli che passano dal rettangolo di gioco, ergo centrare la promozione, possibilmente diretta o nella peggiore dei casi vincendo a mani basse i playoff, ma il calcio non è una scienza esatta e serviranno tanti ingredienti.

Per il Bari la leadership di D’Errico ed altri rinforzi – E’ di ieri la notizia che il Bari ha girato in prestito a titolo temporaneo il portiere Luca Liso in serie D al Gravina e che tutti i tesserati che avevano contratto il Covid (ne era rimasto soltanto uno, due giorni fa) si sono negativizzati. Ma intanto il Bari, deve adesso trovare il rodaggio, un primo test lo ha effettuato contro la Berretti di mister Valeriano Loseto proprio subito dopo la presentazione delle divise giovedì, un altro, potrebbe effettuarlo domenica pomeriggio. Tuttavia a questo Bari ora servirà gente che ha capacità di leadership, ed a parte qualcuno della vecchia guardia che i biancorossi hanno deciso di puntarci forte, come Antenucci e Valerio Di Cesare, il giocatore che non a caso ha indossato la terza maglia, Andrea D’Errico è un leader, ex capitano del Monza rappresenta un valore aggiunto per il Bari di Mignani. Il diesse Polito lo ha strappato letteralmente alla concorrenza di club della serie cadetta, ha tolto una bandiera del Monza, lasciato partire dai lombardi. D’Errico dovrebbe giocare nel 4-3-1-2 di Mignani da mezzala, ma può adattarsi da trequartista, da centrale in mediana o anche da esterno d’attacco. Muscoli, ma tanta visione di gioco e quell’ultimo passaggio che nello scorso campionato è mancato. Nei sei anni in con il Monza, dalla D ha contribuito a far sfiorare ai lombardi la promozione in A, fermandosi ad un passo e perdendo ai playoff in semifinale contro il Cittadella. Ma ‘Derrick’ soprannominato così anche dalla tifoseria brianzola e dai suoi ex compagni di squadra potrà dare il suo grande contributo alla causa per salire un gradino alla volta, ed ha firmato un contratto triennale. Ma oltre a D’Errico al Bari di Mignani servono ancora: due centrali difensivi, possibilmente meno statici e molto rapidi ed abili in fase di impostazione, almeno due centrocampista, di cui uno incontrista e l’altro più di qualità ma entrambi col vizio del gol ed una punta di scorta, ma non deve essere una priorità. Consapevoli che il direttore sa benissimo ciò che serve, anche se la priorità resta quella di sfoltire i tanti esuberi, da Lollo e Semenzato in primis e Sabbione, con quest’ultimo che ha mercato ed è ricercato fortemente da Reggiana e Pescara. Sempre il Pescara è in pressing su De Risio, sul quale giocatore potrebbe essere passato in vantaggio da un paio di giorni il Cosenza mentre per Zaccaria Hamlili, sirene pugliesi ed il giocatore interessa al Monopoli ed alla Fidelis Andria. (Ph. Tess Lapedota).

M.I.     

 

 

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