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Destino o superficialità dell’Amministrazione per i problemi della 167 di Palese?

Sarà per destino o forse, più semplicemente, per superficialità dell’Amministrazione barese che i residenti della zona 167 di Palese, dopo aver atteso fiduciosi per anni la risoluzione di qualcuno dei problemi che interessa il loro rione, scoprono che le iniziative adottate dal Comune sulla zona sistematicamente si rivelano peggiori del “male”, ossia del problema da risolvere. E’ capitato di recente che – come si ricorderà – si sono visti restringere la carreggiata del tratto, di circa una ottantina di metri di lunghezza, della strada che congiunge il viale centrale del rione (via Leonardo Del Turco) alla continua piazza Capitaneo sulla direttrice di una delle vie principali di Palese, corso Vittorio Emanuele,  quando invece attendevano dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso, e quindi da una trentina di anni, che quella sorta di imbuto stradale iniziale proprio all’ingesso della zona residenziale 167 fosse eliminato, sia perché il traffico sarebbe stato reso più scorrevole con fattori di maggior sicurezza, sia per motivazioni di ordine logico, oltre che tecnico. Ma probabilmente il buon senso non è di casa al Comune di Bari, per cui lo scorso mese di maggio – come abbiamo riferito in un nostro precedente servizio pubblicato il 13 giugno successivo – i palesini residente della zona 167 hanno improvvisamente scoperto che il tanto atteso ampliamento della carreggiata del prolungamento di Corso Vittorio Emanuele si era addirittura tramuta in una contrazione, nonostante la cessione gratuita al Comune della porzione di suolo necessaria all’ampliamento da parte dell’impresa dei nuovi edifici realizzati di recente sull’area privata aderente il tratto stradale in questione e che precedentemente, in parte ed in assenza di esproprio, ne aveva impedito l’allargamento. Infatti, il Comune anziché utilizzare quella fascia di suolo (ceduta gratuitamente dall’impresa per l’ottenimento delle autorizzazioni a costruire su quell’area privata) per eliminare l’imbuto stradale esistente ed ampliare la carreggiata in continuità a viale Del Turco, aveva “imposto”, nel Piano approvato di lottizzazione della maglia, la costruzione di un tratto di pista ciclabile a doppio senso di marcia e (come se non bastasse!) in aderenza a quest’ultima anche delle aiuole. Quindi, all’iniziale problema della strozzatura stradale tra viale Del Turco e piazza Capitaneo, ora i residenti della 167 di Palese (ma anche tutti gli altri utenti di quella strada!) si ritrovano con una soluzione – come suole dirsi –  peggiore del male, perché attualmente la carreggiata è ancor più ridotta e, quindi, chiaramente più pericolosa che in passato. Ma questo non è l’unico caso di superficialità gestionale nella zona 167 di Palese da parte dell’Amministrazione comunale barese, che anziché risolverli i pur semplici problemi di questo rione cittadino talvolta assurdamente li complica o li rende addirittura più gravi di quelli iniziali. Infatti, un altro caso di problema risolto dal Comune lo scorso inverno, dopo anni di trascuratezza, ed ora nuovamente presente in modo però ancor più grave, perché altamente pericoloso per l’incolumità pubblica, è quello dei rovi spontanei che fuoriescono dalla rete perimetrale di protezione che scorre lungo via Pier Paolo Pasolini (sempre in zona 167 di Palese), invadendo il marciapiede ad altezza uomo. Anche in questo caso, dopo anni di attesa dei residenti che l’Amministrazione barese provvedesse a far tagliare i rovi (in alcuni punti anche secchi) di spine ed i rami della vegetazione spontanea presenti lungo il costone del terrapieno di sostegno alla strada, dal Comune “qualcuno” lo scorso inverno si è finalmente ricordato che il marciapiede di via Pasolini a Palese bisognava renderlo fruibile da pedoni e, quindi, occorreva liberarlo dalla vegetazione erbacea ed arborea sorta sul terrapieno e nel tempo riversatasi come una rampicante sulla rete di protezione che divide il marciapiede dalla scarpata. Anche in questo caso, come in quello più recente della pista ciclabile, tante proteste dei residenti, accompagnate da foto, sui social e, alla fine, dal Comune di Bari qualcuno interviene per risolvere un banale problema di manutenzione, qual’era per l’appunto il taglio dei rovi che invadevano il marciapiede, rendendolo impraticabile ai pedoni. E, tralasciando ogni possibile polemica circa sia i tempi di intervento che gli “errori” degli Uffici comunali su chi era il soggetto realmente tenuto ad effettuare quell’intervento di pulizia (inizialmente il Comune aveva intimato al proprietario del suolo sottostante la scarpata di provvedere, ritenendo inspiegabilmente questo responsabile del mancato taglio dei rovi), alla fine l’Amministrazione barese finalmente risolse il problema, dando incarico alla Multiservizi ed Amiu di effettuare le necessarie pulizie su quel tratto di via Pasolini interessato dai rovi pendenti sull’area di passaggio pedonale. Ma anche qui, poi, l’intervento del Comune rischia di rendersi più pericoloso del problema iniziale per i passanti, in quanto i tagli dei rovi di spine non sono stati effettuati alla base del cespugliosa e, quindi, in corrispondenza delle radici, ovvero sul costone di terrapieno da cui sorgono, bensì sono stati recisi in modo superficiale  lungo il fronte strada. Fatto, questo, che non ha di certo eliminato i problemi, poiché con la nuova vegetazione i rovi che fuoriescono lungo il marciapiede di via Pasolini si sono riprodotti ancor più rigogliosi di prima, allungandosi e rendendosi in tal modo ancor più pericolosi di prima. Infatti, ora potrebbe accadere che qualcuno di quei rovi non ancora infoltiti possa inavvertitamente finire in faccia a qualche passante, soprattutto di sera, quando il problema è sicuramente meno evidenti per coloro che capitano a passare sul marciapiede di via Pasolini. “Ma – ha ricordato un residente – nella zona 167 di Palese c’è anche il problema della struttura fatiscente e mai utilizzata per il mercato settimanale del martedì”. “E – ha aggiunto lo stesso cittadino della 167 – speriamo che il Comune, quando si ricorderà di risolverlo, non lo affronti con la stessa superficialità con cui ha già trattato il taglio dei rovi su via Pasolini o dell’imbuto stradale di accesso alla 167 di Palese”.

 

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 18 Luglio 2018

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