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Di Bari non ce n’è una sola

La leggenda fa risalire il nome del capoluogo pugliese al suo fondatore, l’eroe eponimo Barion, giunto al seguito degli Japigi, popolazione indoeuropea di probabile provenienza illirica che nel primo millennio avanti Cristo si stanziò in un territorio che a grandi linee corrisponde a quello della nostra regione, dove con ogni verosimiglianza si ibridarono con le preesistenti etnie italiche e greche dando origine a tre stirpi: i Dauni (Gargano e dintorni), i Peuceti (Terra di Bari e bassa Murgia) e i Messapi (Salento). Studi attendibili invece rimandano il nostro toponimo alla radice pre-greca ‘bar’, ovvero fiume o villaggio vicino l’acqua. E difatti una volta Bari era lambita a nord e a sud da due corsi d’acqua, poi ritiratisi e i cui alvei nella prima metà del Novecento furono tramutati in canali derivatori (il Valenzano e il Lamasinata). Così fosse, l’origine fluviale dovrebbe essere alla base delle varie Barisciano, Baricella, Bariano, Bari Sardo, Barletta, Barlassina, Barrafranca, Barbiate…(l’elenco dei comuni italiani che cominciano con ‘bar’ contempla cinquantasei località). Sappiamo che così non è. Per esempio, Baricella, corruzione popolare di Barigella, deriva dalla presenza, attestata già dal XIV secolo, della sede dei bargelli, ufficiali preposti a servizi di polizia e di controllo fiscale. Intanto facciamo osservare che fino al 1862 Bari Sardo si chiamava semplicemente Bari e che fino al 1931 il capoluogo pugliese era riconosciuto come ‘Bari delle Puglie’ ; nel primo caso si vollero evitare omonimie, nel secondo si volle snellire il toponimo, anche perché nel linguaggio amministrativo la dizione ‘le Puglie’ era venuta meno, sostituita dal solo ‘Puglia’. Sul piano lessicale ritroviamo l’odore della nostra città anche sull’opposta sponda adriatica : Bar, conosciuta in Italia come Antivari, è il maggior porto montenegrino, collegato settimanalmente alla nostra città da un servizio di traghetti. Per quanto piccolo (ventimila abitanti) Bar/Antivari è un vivace centro economico, apprezzato anche dai turisti per la presenza di grandi spiagge sabbiose, come quella di Spizza. Un particolare legame geografico lega le due città, ognuna delle quali rappresenta per l’altra il più vicino approdo sull’opposta sponda adriatica; la distanza in linea d’aria è di 214 km, che in mare salgono a 224 per esigenze nautiche. Le storie di Bari e Antivari si sono intersecate il 30 agosto 1904, giorno in cui Guglielmo Marconi inaugurò un collegamento radiotelegrafico fra le due città a scopo commerciale; la stazione radiotelegrafica sorgeva sulla penisola di San Cataldo, dove erano stati eretti due tralicci in legno più alti del faro e distanziati di una cinquantina di metri (la stazione entrò regolarmente in servizio l’anno successivo). – Nell’immagine, il porto di Bari in una stampa ottocentesca

 

Italo Interesse

 

 

 

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