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Di Cesare chiude in bellezza, anche se il suo futuro lo deve ancora decidere

Serata magica al Libero Liberati, per il capitano, i baresi presenti e per quelli che hanno sofferto e visto da lontano

Per la quarta volta nella storia il Bari sbanca il “Libero Liberati” ma a farlo ci ha pensato il capitano Valerio Di Cesare, nel giorno del suo compleanno (il 23 maggio) e forse del suo addio al calcio giocato. In una serata che ha visto 203 tifosi presenti nel settore ospite a causa del divieto che ha negato la gioia ai tifosi residenti in Puglia di stare al fainco della squadra, il numero 6 biancorosso ha aperto le danze al 47’ del primo tempo con uno dei suoi gol più belli con la maglia del Bari, se non il più pesante se sarà realmente l’ultima gara disputata. Poi sono seguite le reti di Ricci su assist di Nasti e quella di Sibilli ma quella che ha pesato come un macigno senza nulla togliere alle altre è stata la prima realizzata, Una Ternana andata sotto choc che non è stata capace di ripetere il primo tempo dell’andata, dove la pressione alta è stata vanificata dalla costante pressione dei quinti biancorossi, Ricci da una parte e Dorval dall’altra e dallo strepitoso lavoro di Benali e Maita, due motirini instancabili con il prof. Maiello nelle vesti di play a dettare i tempi dell’aggressione sul portatore di palla. Il Bari vince uno spareggio playout, cosa avezza nella storia dei biancorossi e lo fa negli ultimi 96 minuti della stagione senza risparmiarsi, in una gara che sarebbe potuta finire nel finale anche 4 a 0 se Puscas non avesse calciato alto sopra la traversa. Gli abbracci e le lacrime di tanti tesserati, sono una liberazione. Il futuro ora è tutto da scrivere ed urgono risposte societarie, in particolare da Luigi De Laurnetiis se il prossimo anno sarà quello per lottare seriamente al vertice oppure cedere il testimone, cosa molto difficile viste le dichiarazione del padre Aurelio, alla vigilia del match.

 

IL CAPITANO NON HA ANCORA DECISO SE RITIRARSI – Valerio Di Cesare, il monumento vivente dei biancorossi protagonista della cavalcata salvezza e dell’ultima gara intervistato nel post-gara da RadioBari ha dichiarato, partendo dalla possibilità di ritirarsi: “Non voglio farmi prendere da facili entusiasmi. Adesso la cosa più importante era la salvezza perché stavamo rischiando di buttare via sei anni di lavoro. Il futuro? Ci penserò bene e parlerò con la società, loro stesso possono ritenermi più adatto dentro o fuori dal campo. Ho 41 anni e un fuoco dentro che ancora non mi passa, quest’anno non mi sono potuto preparare e goduto nulla. Se dovessi smettere spero di farlo in modo degno”. Questo passaggio non molto chiaro, magari vorrebbe alludere ad un’amichevole col pubblico del San Nicola al completo o altro? Di sicuro il capitano ha proseguito la sua disamina; “E’ andata bene, ci tenevano tantissimo in un’annata maledetta. Adesso si deve mettere tutti un punto e ripartire chiudendo definitivamente quell’11 giugno. Ho sempre detto la mia con il cuore e chiedo di smetterla con le polemiche. Credo sia la prima volta che vengo in conferenza stampa sorridente. La serie C sarebbe stata qualcosa di tragico”. Ultima chiosa sul suo legame indissolubile con il Bari: “Ho comprato casa qui e dovrò fare a stretto giro il trasloco. Poi voglio staccare e buttare via il telefono per un paio di giorni, passarli con la mia famiglia perché sono stati mesi tragici. Nessuno può immaginare cosa abbiamo passato”.

 

GIAMPAOLO, DA TECNICO DELLA SALVEZZA COL SUO STAFF AL FUTURO DA STABILIRE – Alla guida del Bari, eppur coadiuvato dai collaboratori stretti Di Bari e Di Leo, mister Giampaolo ha conseguito 4 pari, 2 vittorie pesantissime e solo un Ko contro Cosenza, tuttavia di questi risultati una vittoria in trasferta fa parte dei playout insieme ad un pari. Giampaolo chiude da imbattuto al San Nicola ma soprattutto espugnano il campo della Ternana per la quarta volta nella storia del Galletto. Al termine della gara intervenuto a RadioBari ha detto la sua: “È stata la partita perfetta. Siamo stati aggressivi correndo in avanti, così tutte le squadre vanno in difficoltà. Abbiamo avuto cinque o sei occasioni per fare gol e ne abbiamo fatti tre. È una soddisfazione perché eravamo a un passo dalla retrocessione. All’andata loro ci avevano messo in difficoltà nel primo tempo e questa volta noi abbiamo lavorato nel semplificare il gioco ed il gol ci ha spianato la strada, ma gestita con la mentalità giusto sino al triplice fischio”. Il suo pensiero in generale, anche sul futuro: “Sono un dipendente della società che ci ha chiamato in un momento complesso. Per amore di questa città abbiamo accettato con entusiasmo consapevoli della situazione. Grande soddisfazione per il conseguimento dell’obiettivo e ringrazio sia Di Bari che Di Leo, insieme ci abbiamo messo anima e corpo. Il futuro? Voglio staccare. Questo mese per me è valso tre anni di vita. I ragazzi ci tenevano tantissimo e lo hanno dimostrato”. (Ph. Tess Lapedota).

T.L.

 

 


Pubblicato il 24 Maggio 2024

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