Primo Piano

Di nuovo rapporti sindacali tesi, all’ex Getrag di Modugno

La denuncia dell'Usb affonda radici in tensioni e sentenze dinanzi al Giudice del Lavoro

Si riaccende il focolaio sui diritti sindacali messi a repentaglio all’ex Getrag di Modugno, realtà produttiva riconducibile da una decina d’anni a una multinazionale canadese dopo una vertenza assai lunga e difficile che pochi hanno dimenticato, in Puglia. E ora, dopo che l’Unione Sindacale di Base (Usb) denuncia il trattamento subito da un suo rappresentante aziendale, il grande stabilimento barese che produceva trasmissioni per motori diesel, torna in primo piano. Ma andiamo con ordine. <<Magna PT S.p.A.>> è uno stabilimento nato -come detto – dalla gemmazione <<Getrag>>, multinazionale tedesca che, da una decina d’anni  è stata acquisita da “Magna”, uno dei più grandi fornitori di componenti “Automotive” su scala globale. La sede di Modugno, dunque, conta ancora oggi circa ottocento dipendenti e, secondo quanto comunicato dalla segreteria provinciale del sindacato di base, il delegato Usb – nonché Rappresentante Sindacale Unitario Rsu- sarebbe stato continuamente oggetto di pressioni e richiami – sfociati addirittura in contestazione formale – ogniqualvolta svolgeva attività sindacale o interveniva a tutela dei lavoratori. «Viene controllato a vista», riferiscono senza tanti giri di parole fonti sindacali, calcando la mano su un clima che rischia di compromettere l’esercizio di quell’attività sindacale garantita a piene mani dallo ‘Statuto dei Lavoratori. Un documento che, come non perdono mai occasione di ricordare i sindacati, tutela da oltre mezzo secolo i rappresentanti sindacali da discriminazioni e ritorsioni legate al proprio mandato. Ma torniamo subito a bomba: la vicenda del sindacalista Usb della fabbrica di Modugno avrebbe dei precedenti, a livello di “muro vs muro” all’interno dell’azienda, nel senso che circa cinque anni fa -…e precisamente a luglio 2021 in piena emergenza/pandemia-  un altro rappresentante dell’Unione Sindacale di Base (Usb) era stato licenziato e ancora un paio d’anni dopo, allorquando nel 2023 il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Bari l’aveva reintegrato (con tanto di sentenza favorevole), al lavoratore stesso non sarebbe ancora consentito il rientro effettivo in azienda. Insomma, anche se dal più ampio fronte sindacale delle altre organizzazioni all’ex Getrag tutto tace -..almeno in apparenza – il caso dell’Usb <<…potrebbe incidere non solo sui singoli dipendenti, ma sull’intera popolazione dello stabilimento, aggravando un clima già definito teso sotto il profilo delle relazioni industriali>>, incalza Pierpaolo Corallo dell’Unione Sindacale di Base/Lavoro Privato. Che torna a chiedere ovviamente <<l’apertura immediata>> d’un tavolo di confronto a ‘Magna PT SpA’ <<…per ristabilire condizioni di equità e correttezza>> e garantire quella <<libertà sindacale e piena tutela della salute nei luoghi di lavoro>>. Ora resta da vedere quale sarà la posizione dell’azienda dopo la denuncia del sindacato autonomo, soprattutto se verrà avviato un percorso di chiarimento istituzionale, senza bisogno di incardinare altri procedimenti giudiziari o disciplinari.

 

Francesco De Martino

 


Pubblicato il 17 Febbraio 2026

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