Cronaca

Di nuovo riflettori spenti su gettoni e presenze in commissione?

Non sono più sotto osservazione gettoni e presenze dei consiglieri municipali a Bari nelle fin troppo affollate sedute di Commissione. Eppure non molto tempo fa il Movimento 5 Stelle aveva segnalato in Comune la grave anomalia -…diciamo così- nella redazione dei verbali, cioè la modifica di orari di partecipazione in una Commissione da parte di alcuni consiglieri, che generò una specie di ‘tsunami” interno all’amministrazione. Un’ondata così tanto alta che ci sono volte tre-quattro settimane per trasformarla in ‘acqua cheta’ anche grazie all’impegno di chi vigila sulla legittimità degli atti. Che, dopo aver adeguatamente studiato, soppesato e approfondito il caso, ha messo su la sua bella nota scritta inviata con bollo e protocollo a tutti gli impiegati-segretari verbalizzanti e a tutto il Consiglio Comunale. Una missiva nero su bianco in cui si richiamavano tutte le norme di responsabilità diretta civile, amministrativa e contabile, ma anche penale, in caso di una non corretta redazione dei verbali delle Commissioni Consiliari, tanto per far capire che chi conosce leggi e pandette, alla fine sa cosa fare per evitare guai. E infatti, come detto, ogni rischio di sedute di commissioni fantasma e saccheggio di gettoni dovranno rimangiarselo in fretta maligni e malpensanti, a Palazzo di Città. Ma cosa raccontavano i ‘grillini’ baresi sull’argomento, andando su tutte le furie? <<Tutto ciò che è accaduto sulle commissioni consiliari a Bari forse non è bastato perché probabilmente si continua a non seguire quanto richiamato dal Segretario Generale e dal Direttore del Terzo Municipio di Bari>>, rimarcavano i portavoce del Movimento 5 Stelle. Decisi ad andare a quanto pare fino in fondo al caso delle presenze in commissione, dopo aver evidenziato che il caso delle commissioni e dei relativi verbali con presunti orari e presenze ballerine potrebbero percorrere strade più tortuose dei semplici armadi e cassetti comunali. Insomma, posizioni che potrebbero essere chiarite <<in una possibile azione della Autorità Giudiziaria>>. E così c’è ancora chi parla di ‘Casta partitica’ che ha di fatto allontanato la maggior parte dei cittadini dalla partecipazione attiva, a Bari. E in effetti al Comune, ma anche nelle ex circoscrizioni cittadine,  la cattiva abitudine di ‘storpiare’ presenze ed orari al tavolo delle commissioni consiliari dove si dovrebbe discutere dei problemi che attanagliano i cittadini baresi, sarebbe stata ‘attenzionata’ perfino dalla magistratura contabile, in passato. La Procura della Corte dei Conti all’inizio del 2016 decise di aprire un’inchiesta erariale sul numero di commissioni e consigli che mensilmente venivano svolti dai consiglieri circoscrizionali baresi, evidentemente impegnati allo spasimo, lavorando troppo. Fu allora che il segretario generale del Comune, Mario D’Amelio, chiese conto ai direttori amministrativi delle vecchie nove circoscrizioni a relazionare dettagliatamente sulla materia. Chiarendo, in particolare, tutto quanto risaltava dai verbali, soprattutto in tema di mandati di pagamento finali, visto che tutti i consiglieri arrivavano a percepire il massimo dello stipendio, con i vari gettoni: sempre presenti e sempre per il massimo del tempo consentito. E basta collegarsi col sito comunale per verificare le presenze nelle commissioni speciali e permanenti per farsi un’idea di come sono bravi i rappresentanti dei cittadini, salvo un paio di eccezioni con ‘zero’ presenze. Una vera pacchia, insomma, anche senza andare a vedere i vari argomenti trattati, talvolta di una vacuità abissale. A parte argomenti come lavori pubblici, decentramento amministrativo, urbanistica e servizi sociali, non è capitato raramente ai consiglieri di Comune e circoscrizione di occuparsi di sagre, kermesse e feste di piazza, con rispetto parlando di cultura, pizze, birra e divertimento.

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 27 Marzo 2018

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