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Di Paola: “I nostri veri avversari sono i problemi della città”

 

Domenico Di Paola, ex amministratore unico di Aeroporti di Puglia, oggi candidato sindaco di Impegno Civile, vorrebbe una città aperta ai forestieri, maggiormente accessibile e per questo più dinamica anche da un punto di vista commerciale.

 

Ingegner Di Paola, quali sono i punti significativi del suo programma elettorale?

 

Il punto più importante, di carattere oggettivo, riguarda la classifica delle città italiane dove si vive meglio. Intendo scalare questa graduatoria e credo che questo sia un punto significativo, perché include diversi aspetti: dalla sicurezza alla pulizia, ai servizi sociali. Un secondo aspetto molto importante è legato a quelle che sono le sensibilità della cittadinanza sui problemi maggiormente avvertiti, tra i quali il lavoro, la disoccupazione, la sicurezza e la bellezza. La nostra è una città molto bella, che ha delle potenzialità che andrebbero rivalorizzate, per renderla internazionale. Parto da una fotografia oggettiva, il rapporto “Bari 2014”, che raccoglie in maniera sistematica quelle che sono le preoccupazioni dei cittadini. Partiamo da questa fotografia per costruire le azioni di governo della prossima amministrazione, qualora sarò eletto sindaco di Bari. Compito di un sindaco non è solo quello di far fronte alle emergenze denunciate dalla cittadinanza, ma anche quello di affrontare le emergenze non percepite, prima fra queste, per quel che riguarda la nostra città, quella dell’impianto fognante, che causa problemi di bellezza e di igiene. L’assenza di un piano di adeguamento del sistema fognante è un’emergenza ed una priorità assoluta del programma.

 

Cosa pensa di avere in più rispetto agli altri candidati sindaci?

 

Non mi piace paragonarmi o ritenermi superiore agli altri candidati. I nostri veri avversari sono i problemi della città. Rispetto a questi ultimi la caratteristica che mi contraddistingue è quella di essere un imprenditore. Oggi Bari non ha bisogno solo di un sindaco competente, ma anche di un primo cittadino che abbia uno spirito imprenditoriale, che sia pronto a favorire l’economia del territorio. Personalmente ritengo che al primo punto tra le emergenze della nostra città, ci siano proprio il lavoro e la disoccupazione e solo attivando processi di sviluppo economico è possibile dare una risposta concreta a questa drammatica emergenza.

 

Cosa pensa dei due mandati dell’attuale sindaco Emiliano?

 

Il giudizio lo esprimeranno i cittadini alle urne. Dalla nostra indagine è emerso che, per quanto riguarda la cura delle periferie, i trasporti pubblici, la sicurezza, le iniziative culturali, la viabilità e i parcheggi, la cittadinanza ritiene che questi siano tutti punti migliorabili.

 

Bari di cosa avrebbe bisogno al momento?

 

Bari ha bisogno soprattutto di valori e di segnali, di comportamenti che premino il merito e la trasparenza, nel maggiore rispetto dei diritti fondamentali del cittadino. Bari ha bisogno di recuperare quella forza necessaria per risollevarsi da questa situazione di crisi; occorrono quindi azioni immediate che migliorino la situazione commerciale, industriale e turistica.

 

Un settore notevolmente in crisi è quello del commercio. Cosa propone in merito?

 

Il commercio è il settore che prima degli altri deve avvertire un segnale di cambiamento. Il commercio della nostra città non può vivere solo della domanda interna, più che altro perché è troppo piccola ed è troppo bassa, quindi non è sufficiente a far rifiorire questo settore. Quando parlo di commercio non mi riferisco solo ai negozi, ma alla tradizionale imprenditoria commerciale che deve essere ricreata dai giovani, che devono potersi confrontare con una domanda più ampia, proveniente anche dal resto del mondo. Grazie anche al mio operato, l’accessibilità della nostra città è migliorata in maniera eccezionale e questo ovviamente porta ad una maggiore apertura di Bari nei confronti del mondo.

 

Può indicarci un suo progetto concreto realizzabile nel breve periodo?

 

Il progetto che intendo realizzare, è quello di riempire le strade di Bari di forestieri, di gente che viene da fuori; creare un turismo destagionalizzato, ridando vita alla nostra città e quindi anche al commercio e alle professioni che possono portare alla rinascita di Bari.

 

In una precedente intervista, Desirèe Digeronimo ha affermato che lei, così come Antonio Decaro, non siete al momento utili per questa città, che si appresta a vivere un momento di grande cambiamento, poiché entrambi in un modo o nell’altro siete legati all’attuale amministrazione comunale. Cosa risponde a quest’affermazione?

 

Rispondo semplicemente dicendo che lancio nel passato la sonda del futuro.

 

Nicole Cascione


Pubblicato il 5 Febbraio 2014

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