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Di Rella sconfessa Decaro sull’impianto della Newo

L’ex presidente del consiglio comunale di Bari, Pasquale Di Rella, eletto sia il 2009 che il 2014 nelle fila del Pd (ossia lo stesso partito del sindaco, Antonio Decaro) e  passato all’opposizione nel gruppo misto dopo le dimissioni dalla guida dell’aula “Dalfino”, sulla vicenda delle autorizzazioni amministrative rilasciate dall’Amministrazione barese alla società “Newo” per la realizzazione di un impianto ad ossi-combustione di rifiuti solidi urbani nella zona industriale di Bari, ha sconfessato il Primo cittadino barese sostenendo, durante una conferenza stampa appositamente convocata “per dare – come lo stesso Di Rella ci ha tenuto a precisare – un’informazione corretta e non per fare polemica politica”, che il Primo cittadino di Bari non può prendere le distanze dal su citato progetto, perché “non poteva non sapere”. Quindi, Di Rella ha sostanzialmente risposto all’interrogativo sollevato da molti di coloro che, sostenendo la pericolosità di detto impianto nella zona prescelta, non credono affatto che il sindaco Decaro, ora contrario alla sua realizzazione, precedentemente non fosse stato al corrente dell’iniziativa della Newo e, quindi, anche dell’iter procedurale in corso presso i competenti uffici comunali. Ma, soprattutto, del fatto che tale inceneritore dovesse servire a bruciare “in primis” i conferimenti dell’Amiu-Puglia, che di tale impianto avrebbe dovuto essere in definitiva il principale cliente. Infatti, ha sottolineato Di Rella a conferma di tale affermazione, vi sono due note a firma dal dirigente della Ripartizione Ambiente, l’ingegner Vincenzo Campanaro, che rappresentava il Comune in conferenza dei servizi, inviate per conoscenza al sindaco Decaro.  In dette note di ottobre e novembre scorsi, ha spiegato ancora l’ex presidente dell’aula “Dalfino”, si prevedevano ben quattro prescrizioni a carico della Newo, per dare il parere favorevole alla costruzione dell’impianto nella zona industriale di Bari. E tra le prescrizioni che il Comune di Bari aveva previsto per concedere le necessarie autorizzazioni alla Newo, ha poi evidenziato Di Rella, ci sarebbe stata addirittura la richiesta di una tariffa più vantaggiosa per lo smaltimento dei rifiuti conferiti dall’Amiu-Puglia e, quindi, da applicare al Comune capoluogo che approvava, dunque, la realizzazione del pericoloso impianto anche e, soprattutto, a livello di vertici politici dell’Ente. Prescrizione, quest’ultima, che dimostrerebbe inconfutabilmente ed indiscutibilmente che c’era una preventiva intesa tra Comune e Newo sul fatto che i rifiuti dell’Azienda barese di igiene e smaltimento (partecipata dal Comune) sarebbero stati conferiti proprio a quell’impianto da realizzare in via Corigliano, ubicata nell’area industriale di Bari. Decisione, quindi, che per la sua stessa importante e specifica natura non poteva essere stata presa di certo dai soli tecnici, all’insaputa dei vertici politico-amministrativi del Comune. Allora, se i fatti stessero realmente in questi termini, il Primo cittadino Decaro, che in apparenza contesta la realizzazione dell’inceneritore della Newo, prendendone abbondantemente le distanze sulla scorta delle proteste dei suoi omologhi Primi cittadini dei Comuni dell’hinterland, starebbe perciò mettendo in atto, sempre con la sua ormai nota tecnica del “far vedere”, una clamorosa e penosa messa in scena. Ed, in particolare, i comitati civici ed i sindaci che si stanno fermamente opponendo alla costruzione, e successiva messa in esercizio, di quell’impianto ad ossi-combustione, potenzialmente dannoso alla salute pubblica soprattutto per la zona prescelta. Codesta, infatti, è già fortemente a rischio per la presenza di altre fonti di inquinamento, ovverossia poli produttivi, strade statali ed aeroporto. Perciò, l’impianto della Newo risulterebbe chiaramente al centro di un quadrilatero fortemente urbanizzato, a distanza di appena qualche chilometro dagli insediamenti abitativi dei quartieri baresi del San Paolo, Stanic, Fesca-San Girolamo e Palese (in particolare il rione Macchie), oltre che a pochi chilometri da Modugno, Bitonto, Palo del Colle e Binetto. Comuni, questi ultimi, che – come è noto – in modo veemente hanno dato inizio alla protesta. In definitiva, stante alle rivelazioni dell’ex presidente del consiglio comunale Di Rella, il Primo cittadino barese nonché presidente dell’Anci, Decaro, sarebbe un abile simulatore ed un ottimo attore, salvo però ad essere poi smentito, quando vengono fuori dai competenti uffici comunali i “copioni” originali che rendono vana, oltre che penosa e deprimente, la recita. E ciò nella “migliore” tradizione italica, in particolare barese, del “teatrino della politica”.

Giuseppe Palella

 

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