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‘Dieselgate’: automobilisti pugliesi in coda per il risarcimento

Automobilisti pugliesi con le antenne drizzate, più che col piede sull’acceleratore, specie se proprietari di automobili Volkswagen, la fabbrica tedesca coinvolta qualche anno fa in una vicenda di sanzioni causate da alcune manomissioni nelle auto a gasolio, sanzionata nuovamente dalla giustizia tedesca. E così anche in Italia da tempo fioccano le iniziative legali condotte dalle associazioni a tutela dei consumatori proprio sul fronte “Dieselgate”. Azioni legali intentate direttamente in Germania dove, come detto, ha sede la casa automobilistica e alle quali ora possono aderire gli automobilisti residenti in Puglia. Ad aprire la strada ai risarcimenti è stata appunto la Corte Federale che ha emesso una sentenza storica, condannando Volkswagen al risarcimento del danno nei confronti del proprietario dell’auto truccata: decisione che ha sostanzialmente affermato il diritto del consumatore alla restituzione dell’automobile dalla casa automobilistica e al rimborso del prezzo pagato, detratti unicamente i km percorsi. Ergo, proprio in considerazione dell’importante principio affermato dalla Corte Federale, il Codacons – che ha già ricevuto mandato da oltre 7mila automobilisti italiani per agire nei confronti della casa automobilistica – ha deciso di avviare azioni risarcitorie di natura collettiva (class/action) in Germania nei confronti della casa madre tedesca che controlla “”Volkswagen Italia””, “”Volkswagen AG””. Contenziosi a cui da oggi possono aderire tutti gli automobilisti della Puglia coinvolti nel caso. In sostanza l’iniziativa è volta a richiedere in via stragiudiziale in Germania il risarcimento del danno subito da tutti i consumatori aderenti, per aver acquistato un’automobile Volkswagen con motore 1.2, 1.6 e 2.0 TDI, EA189 diesel. La maggiore società tedesca si dibatte, quindi, in brutte acque da un bel po’ di tempo e sta pagando cifre iperboliche (circa 750 milioni di risarcimenti finora) ai clienti per colpa dello scandalo ‘Dieselegate’. L’azienda, proprio per evitare maggiori spese, ha anche reso noto che i pagamenti in compensazione sono in fase di completamento, tanto da aver convinto i vertici aziendali ad aprire siti funzionali ad evitare azioni risarcitorie, creati dal colosso automobilistico, evitando come detto ulteriori spese di giustizia. Siti web che rimarranno in funzione ancora per qualche giorno e precisamente fino al 6 luglio, dopodiché i clienti potranno presentare i loro documenti, come ad esempio le fatture degli avvocati, solo per posta. Insomma, ancora molti i casi tuttora in fase di esame o estinzione: offerti importi compresi tra 1.350 e 6.257 euro a seconda delle auto possedute, con la centralina truccata. Tornando alle azioni legali condotte dall’Italia, il Codacons, con uno studio legale/partner in Germania, procederà a chiedere il danno extracontrattuale per pratica commerciale scorretta, secondo la recente giurisprudenza tedesca: il 15% del prezzo di acquisto. Il risarcimento dipenderà pertanto dal modello acquistato, con un range indicativamente tra 1500 euro e 6500 euro ad automobilista. Qualora Volkswagen formuli una proposta risarcitoria, il Codacons provvederà a informare gli aderenti all’azione per raccogliere l’eventuale volontà di accettare l’accordo transattivo, seguendo tutta la fase di perfezionamento dello stesso. Tutta l’attività volta a giungere ad un accordo stragiudiziale non comporterà per gli aderenti alcun anticipo di spesa. In ogni caso l’associazione ha invitato i proprietari di auto Volkswagen residenti in Puglia a partecipare all’azione scaricando l’apposita modulistica alla pagina https://codacons.it/scandalo-dieselgate-agisci-adesso/ o rivolgendosi direttamente al numero 89349966.

Francesco De Martino

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