Cultura e Spettacoli

Dietro le quinte Dio è in agguato

Quando all’opera, diventano insopportabili. In un modo o nell’altro i registi si somigliano tutti. La tentazione d’imitare Dio li porta al delirio, li affonda nel ridicolo. Ma essi non se ne accorgono e tirano dritto. Partita dal disegno di raccontare la fatica dell’essere attore, Emma Dante non voleva fare autogol, ma il suo pregevole ‘Bestie di scena’ suggerisce considerazioni di questo tipo. Un accostamento inevitabile, se – come accade in questo allestimento – è lecito immaginare dietro le quinte la presenza di un Regista intento a lanciare in palcoscenico oggetti-imput, gesto al quale conseguono reazioni da parte di una comunità-branco di attori. In questa imponente coproduzione (una cordata di forze tra cui spicca il Piccolo Teatro di Milano) il ‘bestiame’ in oggetto rappresenta la  comunità umana, costretta dal gesto creativo ad ‘esibirsi’ sull’unico palcoscenico disponibile, la Terra. Mica facile. Non c’è copione, si recita a soggetto, si fa quel che si può, per esempio esercizi di riscaldamento, a partire dal momento in cui pubblico comincia a fare ingresso. Ma scaldarsi vuol dire avere caldo. Meglio liberarsi di vesti intrise di sudore gettandole nella buca degli orchestrali. La nudità, ovviamente peccaminosa, coglie di sorpresa il Regista, il quale ora deve fare i conti con una realtà diversa. Forte si fa la tentazione dell’esperimento-gioco (ci si può annoiare nella solitudine dell’alto dei Cieli). Ecco allora piovere in scena taniche d’acqua, spade, petardi… E le sempre nude bestie da scena si comportano di conseguenza dando spettacolo. La Regia mostra fantasia : arrivano bambole parlanti (i mitomani vestiti da profeti?), scende una pioggia di patatine (la manna che scende dal Cielo?), di cui dopo il bestiame fa spreco al punto che in un secondo momento dall’alto devono essere calate scope con cui ripulire la scena…. Ma poi Dio dice basta. Capriccioso come un bimbo viziato e circondato da giocattoli, ha voglia di spostarsi su altre sintonie del divertimento, perciò fa piovere panni in scena : Che le bestie si rivestano e si tolgano dai piedi. E invece quelle lasciano i panni a terra. Vogliono restare ‘nude’ e, a differenza che per tutto il corso della performance, senza più coprirsi con le mani le ‘vergogne’… Con un rifiuto fiero, espresso attraverso una silenziosa parata di nudità in proscenio cala il sipario sul lavoro di Emma Dante. Più che freddo, l’applauso della platea del Petruzzelli suonava perplesso sabato, giorno del debutto barese. Emma Dante chiede molto al pubblico, peraltro osando e rischiando altrettanto. Meritatamente raccoglie parecchio. Se a ‘Bestie di scena’ si può rimproverare a tratti un lentezza meticolosa fino alla noia e una certa ostentazione del nudo, non si può non lodarne il coraggio, la ‘densità’, il rigore della disciplina, nonché la coerenza che sottende questi 60’ di performance. Forte il senso dello spettacolo, che tocca qualche vetta nei frequenti richiami alla danza contemporanea. Notevole il contributo di Cristian Zucaro, responsabile del disegno luci.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 6 Febbraio 2018

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