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Difensore Civico: un mese e 40 anni da quando se ne parla…

Non è ancora giunta l’ultima chiamata, in Puglia, per capire chi e come difende il difensore civico. L’istituzione di questa figura, infatti, prevista dallo Statuto della Regione Puglia all’art. 50 da oltre quarant’anni, è tuttora oggetto delle discussioni infinite in Commissione, poi le discussioni anch’esse infinite e incomprensibili con cui si torna -…ahinoi – a sollecitare la nomina di questa figura a garanzia dei cittadini che tutti vogliono in Puglia, ma solo e soltanto a parole, a quanto par. E’ difatti trascorso un mese da quando, durante la seduta di Commissione presieduta da Gianni De Blasi, s’era parlato dell’operato del difensore civico nelle altre realtà regionali –dove l’<<Ombusdman>> opera da anni – con l’audizione in video-collegamento del difensore civico della Valle d’Aosta e della Toscana. Pronti anch’essi a evidenziare l’importanza d’un Ufficio tra le autorità di garanzia, inteso come organo indipendente a tutela di diritti. Tutti, così, sono tornati a versare fiumi di parole e di inchiostro sui compiti di difesa della legge e garanzia nell’azione amministrativa, di tutela libertà e principi fondamentali dei cittadini -…ma sempre e solo a parole – in veste di consumatori. Alla fine i consiglieri componenti pugliesi della Commissione Affari Istituzionali hanno espresso la volontà di procedere quanto prima all’istituzione del difensore civico. Ma dopo un mese non c’è traccia evidente dui passi concreti per il Difensore Civico all’interno della Regione Puglia. “Sono a favore della petizione presentata in Consiglio regionale dall’Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani per istituire anche in Puglia il difensore civico. Decideremo – ha spiegato il consigliere Galante all’inizio di marzo – il percorso migliore per arrivare a un provvedimento da portare in Aula, ma già nella scorsa legislatura c’eravamo battuti per l’istituzione di questa figura, invece dell’ufficio della difesa civica previsto dalla legge regionale del 2004 e mai diventato realtà a causa delle elevate spese connesse al funzionamento di questo organo”. Il difensore civico – ha spiegato ancora il consigliere Cinquestelle – fa da mediatore in tutti i settori: dalla sanità ai trasporti fino ad arrivare ai contenziosi per le bollette per i servizi essenziali come luce, gas e acqua, ricevendo migliaia di istanze ogni anno. Basti pensare che il Difensore Civico della Toscana ne ha ricevute lo scorso anno 2500, di cui 400 sulla sanità. Parliamo di una figura che supporta la Regione partendo dal singolo reclamo per risalire al problema generale, analizzando documenti e provvedimenti e cercando di risolvere le criticità. Per questo riteniamo necessaria anche in Puglia la sua istituzione”. Ecco, altre parole e belle intenzioni manifestate anche trenta giorni or sono. E dire che dal 2004, quando venne introdotto l’ufficio di difesa civica nello Statuto della Regione Puglia, composto da cinque membri eletti dal Consiglio Regionale, mai entrato in vigore per le spese connesse al funzionamento, sono trascorsi un bel po’ di anni. Tempus fugit, defensor civitatis…

 

Antonio De Luigi

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