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Dipendenti alterati: “Non attacchiamo ingiustamente il ‘Di Venere’”

Sembrava esserci la intenzione di colpire direttamente l’Ospedale ‘Di Venere’, quando è cominciata a circolare la voce di operatori ‘ubriachi’ al lavoro nel nosocomio di Bari-Carbonara. E invece già ieri il Direttore Medico dello stesso  Di Venere con la sua circolare ha inteso soprattutto ribadire ai dipendenti ciò che la normativa prevede. Rimarcando, in sostanza, i corretti comportamenti di condotta che in tutta l’Azienda vengono fatti rispettare – ha spiegato ieri il Direttore del Dipartimento Politiche della Salute Vito Montanaro – tramite il monitoraggio sul rispetto delle leggi negli Enti Pubblici del Servizio Sanitario Regionale è continuo e costante, come dimostrano i procedimenti disciplinari che di volta in volta vengono adottati dopo i dovuti accertamenti”. Insomma, sulla scorta dei fatti evidenziati nella circolare è stata subito avviata una verifica interna – ha spiegato a sua volta il Direttore Generale della ASL Bari Antonio Sanguedolce – e all’esito della stessa saranno attivati gli eventuali procedimenti disciplinari verso i dipendenti che hanno violato le norme. L’Azienda ottempera a tutti i protocolli di legge previsti, il cui monitoraggio è demandato al Servizio di Sorveglianza Sanitaria e Radioprotezione Medica – Medicina Del Lavoro. L’Ospedale di Venere è una struttura di assoluta affidabilità e sicurezza grazie al lavoro di circa 1.100 operatori sanitari che quotidianamente si impegnano per garantire i livelli essenziali di assistenza. L’eventuale condotta scorretta di singoli, tempestivamente individuata, non deve compromettere l’immagine di tutti gli altri lavoratori che con professionalità svolgono ogni giorno il loro compito di assistenza e cura”. In realtà all’ospedale «Di Venere» di Carbonara semmai soffrono a causa dei posti letto che non ci sono, delle barelle dappertutto coi malati cronici o con le gestanti in attesa di essere ‘stimolate’, dei reparti chiusi e dei lavori infiniti. Senza parlare dei turni massacranti e della mensa che non funziona nel silenzio complce dei sindacati inesistenti. Eppure la circolare del dottor Sansonetti sugli operatori ‘barcollanti’ o ‘alterati’, come hanno scritto i giornali, ha fatto scattare un putiferio, anche tra i medici che giustamente si sono sentiti offesi da tanta leggerezza nel diffondere le notizie. Specie quando ci sarebbe una circolare interna che fa esplicito divieto a tutti i dipendenti di diffondere notizie negative nei confronti dell’azienda o dello stesso ospedale. Tuttavia qualcosa era accaduta, in passato, quando alcuni pazienti hanno segnalato alla direzione aziendale lo stato di ebbrezza di alcuni infermieri e ausiliari, pensando alla tutela dei lavoratori, non certo ad azioni persecutorie nei loro confronti, anche se adesso si torna a parlare di azioni disciplinari, al ‘Di Venere’.

Antonio De Luigi

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