Cronaca

Dipendenti regionali in taxi collettivo per raggiungere la nuova sede di Japigia

Approvato il megapiano dei trasporti alla Regione Puglia, a poco meno di un mese dal termine del secondo mandato di Nichi Vendola, solo ora qualcuno si accorge che di trasporti e mobilità d’ufficio e umana, cioè quelle inerenti i sempre più bistrattati dipendenti regionali, nessuno se n’è ancora occupato. Nessuno o quasi, visto che se l’assessore pugliese ai Trasporti Giannini si occupa di massimi sistemi, delle esigenze dei lavoratori regionali pugliesi –specialmente di quelli trasferiti da un anno e mezzo nella sede unica di via Giovanni Gentile – torna ad occuparsi il Comitato Unico di Garanzia, presieduto da Magda Terrevoli. Che sul sito dell’Ente ha pubblicato un avviso di poche righe che, invece, potrebbe risolvere problemi di molti. Il Cug regionale è tornato ad occuparsi della mobilità del personale con un servizio taxi messo su per raggiungere la sede di via Gentile. Un servizio sperimentale, per spiegarsi meglio, che servirebbe a collegare la stazione centrale di piazza Aldo Moro, appunto, a via Gentile e viceversa. Un servizio, in altri termini, per concorrere “…alla soluzione delle problematiche afferenti il trasporto urbano da/per la sede degli uffici di via Gentile segnalate da numerosi dipendenti regionali”, come si legge nel comunicato diffuso dal comitato regionale. Dunque, al posto di presidente e assessori evidentemente troppo presi dai fondi europei da acciuffare prima che sia troppo tardi e campagne elettorali da vincere per non perdere la poltrona, ci ha pensato il comitato rappresentativo degli stessi dipendenti a incontrare il titolare di una ditta da taxi che si è messo a disposizione dichiarandosi disposto a  sperimentare, per una trentina di giorni, il trasporto di impiegati e funzionari dal centro cittadino fino alla sede di Japigia. IL prezzo concordato, almeno finora, è di 1,50 euro per persona a corsa, tenendo presente che il taxi a disposizione è di otto posti e dunque la sperimentazione partirà quando ci saranno almeno otto dipendenti interessati. Gli orari delle corse? “Potranno essere concordati tra i passeggeri e gli autisti in ragione dell’arrivo e partenza sempre per gruppi di otto”, si legge sul sito dell’Ente, mentre non manca chi già prevede un’adesione poco entusiastica da parte dei lavoratori regionali. Lavoratori che, almeno quelli che ogni giorno si recano negli uffici Arif ed ex Ciapi di via Corigliano e via delle Magnolie (Zona Industriale) già ricevono in busta paga una specie di indennità-disagio ammontante a una cinquantina di euro al mese proprio per le difficoltà rivenienti dal raggiungere il posto di lavoro. Questa sperimentazione del taxi-bus azionato dal Comitato Unico di Garanzia, insomma, sta muovendo i primi passi a beneficio di quei dipendenti costretti a raggiungere la periferia sud magari muovendosi dall’altra parte della città. E potrebbe servire da apripista per altre iniziative, dopo che lo stesso Cug, l’anno scorso, aveva sollecitato ad occuparsi della stessa questione, ancora una volta, l’assessore ai Trasporti. Ma se Giannini se l’era cavata finanziando l’azienda cittadina ai trasporti (Amtab) con 160mila euro per potenziare un servizio bus per via Gentile servito a poco e niente, tanto che nessuno o quasi se n’è accorto, la vicepresidente Angela Barbanente, anche lei inutilmente sollecitata dai componenti del Cug a occuparsi della questione trasporto del personale, ha sempre opposto cortesi, ma fermi rifiuti. Problemi di mobilità sui quali s’è defilato perfino quel city-manager che, invece di prenderli di petto come avrebbe dovuto fare – per competenza – s’è sempre limitato a descriverli inutilmente sulle pagine dei giornali (ma soltanto ogni tanto, però….) dimenticando che, prima che si terminasse di costruire la megasede di Japigia, in fondo non era poi così difficile per i dipendenti baresi o della provincia raggiungere uffici che si trovavano tra i quartieri San Pasquale, Murat e Madonnella. E quindi non lontano dal centro. Ora per raggiungere il posto di lavoro senza imbarcarsi nelle solite, maledette ‘gimkane’ mattutine del traffico barese, forse, ci vorrà un bel taxi – collettivo per trasportare almeno sette/otto dipendenti…se riusciranno a mettersi d’accordo.

 

Francesco De Martino        


Pubblicato il 9 Aprile 2015

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