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Divisi tra Emiliano e Fitto, ma quanto vale ancora l’Udc pugliese?

Ma quanti sono realmente in Puglia gli elettori ancora affezionati allo storico simbolo dello scudo crociato, visto che per le prossime regionali ciò che è rimasto del tradizionale patrimonio elettorale della formazione centrista erede della vecchia Dc si suddividerà ulteriormente, schierandosi in parte con lo schieramento di centrodestra che sostiene Raffaele Fitto ed altra parte con quello del centrosinistra che appoggia il governatore uscente Michele Emiliano? Un interrogativo, questo, a cui è difficile dare con esattezza una risposta, sta di fatto però che il tentativo di accaparrarsi i voti dei centristi tradizionali del vecchio scudocrociato, per quanto ormai esigui possano essere, è un’idea che fa sempre gola sia al centrodestra che al centrosinistra anche nel maggioritario. Soprattutto se si considera che talvolta a fare la differenza, e quindi a determinare la vittoria di uno e dell’altro schieramento, potrebbe essere proprio la manciata di voti di una forza politica chiaramente in via di estinzione, come l’Udc, a causa dei tanti errori di frammentazione politica in cui è incorso detto partito, in particolar modo, nell’ultimo quindicennio. Errore a cui i centristi pugliesi dell’Udc pare non si sottrarranno neppure per le prossime regionali, considerato che la frangia interna che fa capo
a Salvatore Ruggeri, sulla carta ancora tesoriere nazionale dell’Udc ed attuale assessore regionale al Welfare, ha già annunciato il suo sostegno al governatore uscente, dando vita alla lista civica “Popolari con Emiliano”, nata da un patto federativo tra la civica “Puglia Popolare” del commissario Arpal, Massimo Cassano, e dell’assessore all’Ambiente, Gianni Stea, e il Centro democratico di Bruno Tabacci e Angelo Sanza. Infatti, stante ad un recente annuncio del segretario politico nazionale dell’Udc, Lorenzo Cesa, tale partito in Puglia sosterrà ufficialmente, con il proprio simbolo e  anche una propria lista, il candidato presidente del centrodestra, Fitto. Infatti, lo stesso Cesa con una nota di partito ha dichiarato: “Coerentemente con la decisione già presa in tutte le Regioni chiamate al voto a settembre l’Udc è pronta a sostenere in Puglia il candidato presidente del centrodestra, Raffaele Fitto”, precisando: “Consideriamo la sua una candidatura autorevole e competente, per questo e a suo sostegno presenteremo una nostra lista”. Quindi, tale notizia di fatto  mette fuori dello scudocrociato ogni altro esponente locale che, come l’assessore Ruggieri, hanno fatto o faranno scelte politiche diverse da quelle decise dai vertici nazionali dello scudocrociato. Un annuncio, quello del segretario Cesa, che spiazza (anche se non a sorpresa) l’assessore regionale Ruggieri che, avendo già dichiarato il proprio appoggio ad Emiliano, rischia di essere considerato sempre di più una “sceggia” pugliese in controtendenza con la linea nazionale dello scudocrociato e, quindi, fuori da esso a tutti gli effetti. Un’ambiguità, quella di Ruggieri, che stavolta probabilmente sarà difficile da essere compresa finanche dagli stessi ormai sparuti elettori pugliesi nostalgici dello scudocrociato. Ma nonostante questa ulteriore diaspora centrista all’interno dell’Udc pugliese i voti ormai scarni dello scudocrociato potrebbero essere indispensabili per vincere, qualora lo scontro si giocasse sul fil di lana. Situazione, quest’ultima, che il candidato presidente del centrodestra, Fitto, sperimentò – come si ricorderà – sulla propria pelle alle regionali del 2005 quando, per non scontentare Pierferdinando Casini, lasciò fuori dalla sua coalizione la frangia centrista che faceva capo al deputato centrista foggiano Gianni Mongelli. Una frangia di transfughi dello scudocrociato di Casini che, con i loro circa novemila voti raccolti all’epoca, furono però determinanti per la vittoria di Nichi Vendola. E per questo, forse, che i voti dei centristi dell’Udc in Puglia, pur essendo ormai in numero assai più ridotto rispetto al passato, potrebbero tuttavia essere ancora essenziali (ma forse non più fondamentali) anche nella prossima sfida di settembre, tra l’uscente Emiliano e l’aspirante governatore di centrodestra, Fitto, che per estrazione e tradizione è sempre stato considerato un uomo politico di area moderata. Perciò, stando così le cose, in Puglia alle prossime regionali, sarà interessante scoprire quanto effettivamente ancora vale il vecchio simbolo dello scudocrociato nelle urna e quanto invece valgono ancora, in termini di voti, coloro che provenendo da quella tradizione ne hanno però abbandonato il simbolo e la sua storia.

 

Giuseppe Palella

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