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Dolcetto o… andate a quel paese?

Di origine celtica, l’appuntamento di Halloween ha trovato negli States il terreno più fertile per involvere in evento commercial-festaiolo. Da bravi provinciali noi italiani non potevamo che riprodurre in fotocopia quest’altro becero emblema del divertimento usa e getta. Così, in luogo di rispolverare antichi rituali e credenze di casa nostra seppure di ascendenza pagana, ecco le strade di una città come Bari riempirsi di frotte di ragazzini che sembrano vomitati da un B-movie o da una fiction di bassa lega che occhieggia all’altra sponda dell’Atlantico. Fin che si tratta di bambini che in ‘divisa’alla Halloween bussano per scroccare un po’ di dolciumi altrimenti s’arrabbiano e tempestano di coriandoli il malcapitato di turno, passi. Ma già se gli stessi piccoli tirano calci ad una porta che non si vuol aprire, ecco che non ci siamo. E meno che mai ci siamo se quei bambini sono accompagnati da adolescenti, ufficialmente di ‘scorta’ (si può mai sapere, è giusto), i quali, essendo lì, provano a scroccare qualche euro. Il concetto di ‘impunità, qui si va allargando pericolosamente. Halloween non è preludio carnevalesco, per cui non è detto che nel suo giorno ogni scherzo valga. Specie se lo scherzo è di cattivo gusto o, peggio, si fa alibi per mascherare la dilagante inclinazione al teppismo da branco. Che significa prendere a colpi di uova le auto in transito? A Fesca San Girolamo è successo, lo abbiamo visto coi nostri occhi e – ci dicono – la nuova tendenza ha attecchito anche in altri quartieri della città. Un gesto, poi, particolarmente odioso quando ha avuto per bersaglio passanti, motociclistii, ‘categorie non protette’ da un abitacolo. Goliardate, cose da bambini, pontificano con sufficienza gli estremisti della tolleranza pedagogica. Ma un uovo in testa è umiliazione gratuita, un uovo sull’abito può voler dire gettare quest’ultimo, un motociclista centrato sulla celata del casco può perder il controllo del mezzo…. E poi – se permettete – un uovo è un uovo. Diversamente non sarebbe il caso di massacrarsi le coscienze con la storia che ogni giorno muoiono di fame otto milioni di bambini. E non è lontanissimo carnevale, quando tonnellate di farina verranno puntualmente sprecate in zuffe incruente quanto immorali. A proposito, rientrerà quest’altro prossimo esecrabile costume nella lista dei cattivi (con omosessualità, fecondazione assistita, divorzio, aborto e eutanasia) stilata dalla Chiesa? E’ noto che alcuni giorni fa la Cei ha tuonato contro il “culto laico delle zucche vuote” e che il Vescovo di Genova, Bertone, ha definito “inaccettabile” la scelta della circoscrizione Centro Est di destinare fondi per organizzare una manifestazione in occasione di Halloween. L’alto prelato ha definito Halloween “sgarro all’identità cristiana”. Ma l’industria del Natale, apoteosi dello spreco e dell’effimero, non è anche peggio?

italointeresse@alice.it
 
 

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