Cultura e Spettacoli

Doline grandi, doline piccole

Una dolina è una conca chiusa, tipica dei pianori costituiti da rocce calcaree. Idrologicamente è un piccolo bacino idrografico, il cui centro si riempirebbe d’acqua originando un laghetto se pareti e fondo fossero impermeabili. Invece l’acqua meteorica o quella di rigagnoli di superficie non ha modo di raccogliersi in quanto sul fondo delle doline è quasi sempre presente un inghiottitoio, un imbuto naturale che dà accesso a cavità sotterranee. Le doline sono di casa in Puglia, terra carsica per eccellenza. Ben noti sono i ‘puli’ di Molfetta, di Altamura e di Gurgo, nell’andriese. Queste doline sono chiamate ‘puli’ – che viene dallo sloveno polije – per distinguerle dalle altre che non furono abitate dai primitivi, come nel caso della  dolina Pezzatina, sita nel territorio di San Nicandro Garganico. A queste cavità va aggiunta quella che si apre a una dozzina di chilometri da Toritto. Si tratta di un infossamento del terreno di meno di dieci metri e a forma vagamente circolare (il diametro esterno è di una cinquantina di metri). A ragione delle dimensioni ridotte, anziché di pulo, a Toritto si parla di Pulicchio. All’interno del Pulicchio si è formato un habitat particolarmente ricco che offre rifugio a parecchia fauna (ricci, volpi, rapaci) e ospita una non meno ricca flora: fico comune, felce, orchidea, asparago selvatico, roverella, drimia maritima, ferula, asfodelo. Spiace che tanta ricchezza sia sconosciuta ai più. Il Pulicchio non è indicato su alcuna carta regionale, neppure sulle mappe catastali. Per raggiungerlo bisogna allontanarsi da Toritto per una dozzina di chilometri lungo la strada campestre che porta a Gravina. La dolina si apre a poche centinaia di metri dall’omonima masseria. E’ meta di escursionisti e anche di scolaresche. Sul fondo della dolina è presente un inghiottitoio, avvolto da numerosissimi ‘meati’, altre fessure attraverso cui la pioggia fluisce nel sottosuolo. Sul fondo del Pulicchio è riscontrabile un fenomeno tipico delle doline, quello dell’inversione termica, per cui la temperatura è più bassa che in superficie. Mediamente la differenza è di 1°, ma può essere maggiore in presenza di ‘calma metereologica’, ovvero cielo sereno, bassa umidità e assenza di vento. Tecnicamente, quella di Toritto è classificata come una dolina ‘da crollo’. Quanto alla genesi di queste altre meraviglie della natura, le doline da crollo sono prodotte dal cedimento del soffitto di grotte (oggi lo stesso fenomeno è noto sotto il nome di ‘sinkhole’). A scavare queste grotte in tempi remotissimi è stata la congiunta azione abrasiva dell’acqua di fiumi sottostanti e della pioggia che attraverso l’inghiottitoio si riversa nel sottosuolo.

Italo Interesse

 

 


Pubblicato il 6 Febbraio 2018

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