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Domanda all’acquaiolo se l’acqua è fresca…

Qualche giorno fa a Japigia è stata inaugurata la ‘Casa dell’Acqua’, che distribuisce gratuitamente acqua naturale (quella gassata costa 5 centesimi al litro). Quella di Japigia dovrebbe essere la prima di una serie di ‘case’ pensate per limitare a Bari lo spreco di plastica e far risparmiare alla famiglia qualche centinaio d’euro l’anno. I residenti più giovani si esaltano, quelli che hanno passato la sessantina scuotono (giustamente) il capo e mugugnano : Era il caso di far morire nel corso degli anni tutte quelle bellissime e preziose fontanine nere che, opportunamente distribuite in città, erano un omaggio al buon senso ?… Quanto a quei cimeli, tutti risalenti al primo Novecento, nessuno s’illuda di vederli ammonticchiati in qualche deposito comunale. Rivendute a caro prezzo e non si sa da chi (qualche pezzo è ancora reperibile online),  le gloriose fontanine dell’Acquedotto Pugliese oggi ornano ville sontuose. Chi cento anni fa avesse prospettato ai baresi una qualche casa dell’Acqua o anche cento ben dislocate fontanine sarebbe stato preso per visionario. All’epoca l’acqua a Bari voleva dire una cosa sola : cisterne. Ma a disporne erano pochissimi fra città nuova e borgo antico. Gli altri, in pratica quasi tutti, dovevano ricorrere all’acquaiolo. Gli acquaioli si rifornivano d’acqua dai pozzi artesiani presenti nei dintorni della città. Ne riempivano  barili o damigiane adagiate in ceste di vimini che trasportavano su carri oppure su carretti trainati a mano. Arrivati in città, diffondevano il loro caratteristico richiamo. Le donne uscivano dai bassi, si affacciavano da balconi e finestre. Concordato il prezzo, porgevano brocche e damigiane da riempire ; quell’acqua, poi, andava ad alimentare riserve personali conservati dentro capaci orci. Ma prima di mettere mano alla tasca le donne più diffidenti domandavano se l’acqua fosse ‘fresca’, ovvero sorgiva e non di cisterna (dove, se lasciata immota, poteva dare vita a dannosi microrganismi).  Invariabilmente l’acquaiolo assicurava essere l’acqua ‘freschissima’; di qui il detto : ‘Domanda all’acquaiolo se l’acqua è fresca’, usato per bollare come oziosi quesiti dalla risposta scontata. L’acquaiolo era mestiere faticoso ma redditizio, perciò a praticarlo erano in molti, il che abbassando il prezzo dell’acqua rendeva accessibile questo bene di prima necessità. Incredibilmente l’avvento dell’Acquedotto Pugliese non ha estinto la figura dell’acquaiolo. Ancora oggi questi uomini svolgono il loro lavoro, questa volta per mezzo di piccole autobotti con cui girano le campagne per rifornire d’acqua di falda cisterne rimaste a secco.

Italo Interesse

 

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