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“Domani”, una mostra sul valore dell’incontro attraverso il cibo

“La scoperta di un piatto nuovo è più preziosa per il genere umano che la scoperta di una nuova stella.” Sosteneva il gastronomo francese Anthelme Brillat-Savarin, ponendo l’accento sull’importanza fondamentale che riveste il cibo per l’uomo e per il suo relazionarsi con gli altri. Concetto ben espresso e sviscerato attraverso la mostra ‘ Domani ‘ presso l’ex Palazzo delle Poste a Bari, con le opere fotografiche di Antonio Nitti e Pino Di Cillo realizzate prima del periodo pandemico, a cura di Pio Meledandri, promossa dall’Associazione Culturale Artiemiele con il patrocinio della Città Metropolitana e dell’Università degli Studi di Bari. Centrale nella poetica dei due autori lo spazio in cui si ricerca e consuma il cibo, inteso come luogo di incontro di anime e di riflessione, più che di degustazione vera e propria. Così, nelle foto di Antonio Nitti, si coglie quel senso di incontro voluto/ non voluto tra la gente, spesso nel buio della notte, realizzate quasi tutte a Bari, alla ricerca forse di quel primitivo richiamo al fuoco e alla luce nascosto, mutuato nella vita frenetica di oggi. “Il cibo che scegliamo racconta chi siamo e degli aspetti della società in cui viviamo– spiega l’autore – oggi siamo tutti portati al fast food, al cibo consumato velocemente per strada, nei caffè, davanti a un furgoncino di hot dog, o nell’atto sociale di incontrare qualcuno, che sia per lavoro o per svago. Tutto è divenuto rapido e con poca attenzione alla qualità. Anche se c’è ancora qualcuno che non vi rinuncia. Mi piace fotografare le persone senza che se ne accorgano, con obiettivi a distanza o semplice cellulare. Cogliere le loro emozioni recondite e spontanee che emergono mentre stanno cercando cibo. Credo che l’aspetto voyeuristico, in senso buono,  sia indispensabile in un fotografo.”  Nelle foto di Pino Di Cillo invece, scattate in diversi posti del mondo, l’attenzione si sposta sull’ambientazione in cui questo incontro si svolge. Sulla vita immaginata dietro agli sguardi di persone sconosciute, nell’atto di consumare cibo. Un incontro/riflessione che forse il soggetto sembra intraprendere con se stesso prima che con l’osservatore “ L’atto del nutrirsi è primario e fondamentale per l’essere umano, è anche un importante momento di pausa utile per riflettere su se stessi e la  propria esistenza. Mi piace immaginare la vita che si nasconde dietro le persone che fotografo, un prima, un durante e un dopo che si svilupperanno attorno a quell’evento, quell’attimo immortalato in un luogo di ristorazione o in un caffè, come quello per esempio di un uomo la cui sagoma intravediamo attraverso il vetro di un locale, che si allontana per strada da una pagina di giornale e da un caffè lasciato a metà e abbandonando il suo cellulare sul banco. Noi spettatori restiamo a chiederci per cosa o per quale motivo ciò sia successo. Filosoficamente potremmo dire: da cosa stia venendo, chi sia e verso cosa egli stia andando…”

Rossella Cea

 

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