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Don Lollò, come l’Addolorata

Il principale ostacolo tecnico alla messinscena de ‘La giara’, l’atto unico di Pirandello tratto dall’omonima novella, consiste nella riproduzione del momento in cui, misteriosamente, il ‘capasone’ si spacca in due. Se al cinema l’ostacolo si aggira facilmente ricorrendo alle malizie del montaggio, in teatro la giara tocca esporla, e per la prima volta, già rotta. All’unica soluzione si adegua pure un allestimento dell’Associazione Culturale Vincenzo Tisci andato in scena al Nuovo Teatro Abeliano domenica scorsa e che ha visto Nico Salatino protagonista. Al levarsi del sipario all’inizio del secondo atto, però, Salatino e compagni fanno di più che esporre una giara danneggiata : Dalle quinte, al ritmo di una di una marcia funebre, si snoda un buffissimo corteo di popolani i quali, lentissimi, recano la giara fratta in due con lo stesso ritmo oscillante adottato dai nostri ‘portatori’ durante le processioni di Cristo Morto. La mesta sfilata si arresta al centro della scena al cospetto di un Don Lollò (Salatino) impietrito e mortificato che, quasi l’Addolorata, accoglie i due frammenti in un clima da Pietà. E’ il momento più bello di una applaudita messinscena che ha visto Salatino abbastanza ben calato nei panni del protagonista dare fondo a tutta la sua storica simpatia. Efficace sul piano linguistico l’ambientazione pugliese della storia, a dimostrazione del fatto che il clima de La Giara perde nulla oltre i confini dell’agrigentino, almeno finché si resta in quelli nel nostro  Mezzogiorno. Intorno a Salatino si sono prodigati Anna Maria Tisci, Anna Maria Damato, Aldo Fornarelli, Pinuccio Lobuono, Michele Mongelli, Roberto Ripoli e Lucia Scarli ; hanno collaborato a vario titolo : Monica Angiuli, Damiano Pentassuglia, Gianni Pantaleo e Anna Landolfi. – Prossimo appuntamento al teatro di via Padre Kolbe, venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 ottobre con ‘Mai stata sul cammello’, un testo di Aldo Nicolai interpretato da Tina Tempesta, Antonella Genga e Stefania Bove ; regia di Vito Signorile. ‘Mai stata sul cammello?’ è la storia di Olga, una novantenne arzilla e intraprendente, per nulla rassegnata al ruolo dimesso che si vuole assegnare ad ogni grande anziano. Esuberante, persino cattivella, non perdona alla figlia Elsa di non aver saputo costruirsi una vita decente, d’essere invecchiata anzitempo senza sfruttare nessuna occasione. Il conflitto esplode quando Elsa, ormai cinquantenne, minaccia di abbandonare la madre per un extracomunitario del quale si è innamorata. Per fortuna, a mediare, s’interpone e con buoni risultati, Ines, giovane domestica tuttofare.

 

Italo Interesse

 

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