Donne al braccio di ferro
A Triggiano ‘Inaudita’, rassegna di teatro al femminile per la direzione artistica di E. Aloia

Cos’è un ‘brutto male’ ? Per chi vi incappa può essere tutto. In alcuni casi rappresenta soltanto la punta di un iceberg, cioè l’unica (piccola) parte in vista di un più vasto malessere. E siccome piove sempre sul bagnato, può essere che, a parità di disgrazie talune persone debbano vedersi moltiplicato l’obolo alla Malasorte (la quale, a differenza della dea Bendata, vede pure al buio). Si prenda il caso di una giovane madre, con tre figli da sfamare e che sia consacrata all’arte scenica, la quale d’emblée, quasi per caso, si trovi a scoprire che… In questi casi i parametri del pensiero vacillano, ci si riscopre fragili, soli, inermi, coinvolti un braccio di ferro di cui si farebbe volentieri a meno e contrapposti a un avversario di quelli che non scherzano. Non bastasse, il sistema sanitario certe volte scricchiola, la scienza oncologica è algida… Dice il popolo, povero chi capita. In compenso coraggio e dignità possono il miracolo della rinascita anche meglio di sale operatorie e chemioterapie. E’ questo l’oggetto di ‘Corpi leggeri’, uno spettacolo prodotto da Animalenta, scritto e diretto da Ilaria Cangialosi e dalla stessa interpretato insieme a Rossana Cannone. Uno spettacolo così non poteva non trovare posto all’interno di ‘Inaudita’, la rassegna di teatro al femminile a cura di Elisabetta Aloia col sostegno della Fondazione Pasquale Battista e in corso a Triggiano. ‘Corpi leggeri’ è stato in cartellone venerdì scorso negli spazi della Casa Della Cultura Rocco Dicillo. Uno spettacolo elegante e sobrio, a suo modo anche ‘leggero’ nonostante il greve tema. La Cangialosi opta per una messinscena minimale, dove il bianco è padrone incontrastato. In tanto candore, che non evoca solo quello di lenzuola e camici poiché sembra ammiccare all’innocenza dell’animo, si muove – parecchio ed anche bene – una donna sola (la Cannone, nell’immagine), impegnata in un fitto dialogo con la propria coscienza. Coscienza che di volta in volta assume la voce del medico di base, dello specialista e più in generale del prossimo. E la coscienza, figura neutra, potente e scomoda, può sedere dietro un tavolino come stare in piedi davanti ad un microfono, ora a togliere coraggio, ora a restituirlo. Le due figure – la paziente e la propria coscienza – in apparenza distanti, in realtà facce della stessa medaglia, sono impegnate in un duello/dialogo che per un’ora densissima, senza cedimenti, con ritmo costante si impossessa della platea e la ammalia, la coinvolge, le infligge il male, le dona il bene… Un lavoro vibrante. Commosso e lunghissimo al termine l’applauso di una platea gremita. Bene la Cangialosi e la Cannone, costantemente affiatate e sintoniche. – Prossimo appuntamento di rassegna, dopodomani 28 novembre con ‘Sfiorata la tragedia, Ma ci è scappato il morto !’, di e con Elisabetta Aloia. Ingresso libero. Porte : 20:30. Info e prenotazioni : 3495148575.
Italo Interesse
Pubblicato il 26 Novembre 2025



