Dopo la delega “alla Legalità”, Leccese ha istituito anche una farlocca “alla Giustizia”
Molti cittadini si chiedono in cosa consista l'attività dell'assessore Cavone, affidatario anche di questa nomina

Al Comune di Bari ultimamente è stata istituita una delega “alla Giustizia”, che si va ad aggiungere ad altra delega “alla Legalità”, già presente dall’inizio dell’amministrazione Leccese. Però, ci risulta che molti cittadini baresi (e non) si chiedono in cosa consistono effettivamente tali deleghe assessorili e, in particolare, quella ultima “alla Giustizia”? Infatti, gli stessi incuriositi si domandano: “Quali contenuti ha una siffatta delega e quali atti concreti dovrà espletare al riguardo il neo assessore dem Michelangelo Cavone?”.
Il tutto non si conosce, perché sia il sindaco Vito Leccese che il neo-affidatario della delega “alla Giustizia” non si sono minimamente preoccupati neppure di illustrare, in sede di presentazione al Consiglio comunale, tale novità assessorile. Né tra i componenti l’Assemblea cittadina, sia di maggioranza che di opposizione, pare che ci siano stati consiglieri che abbiano eccepito alcun che o chiesto delucidazioni in merito a tale “stranezza”. Difatti, è bene precisare che la funzione giurisdizionale, più comunemente nota come quella atta a “rendere giustizia”, compete esclusivamente ai magistrati.
A questi ultimi compete altresì il compito a sovraintendere al generale controllo di legalità, in ordine alle azioni e comportamenti dei cittadini e, quindi, anche della Pubblica Amministrazione. Infatti, l’amministrazione della Giustizia ed il rendere Giustizia sono valori di rango costituzionale, che – come è noto – sono tra i principi fondamentali del nostro sistema democratico. Quindi, se tutto ciò è vero, come è vero, allora “chi” (ndr – come un sindaco o assessore) è preposto ad occuparsi invece di questioni di ben altra natura vuole spiegare ai baresi (dai quali è anche super-pagato per amministrare la città!) quale è il senso e la ragione di questa delega tanto bizzarra, quanto inutile, essendo altre istituzioni della nostra Repubblica deputate a tale esercizio?
La “Giustizia” – come è noto anche a tanti di coloro che non sono addentrati nel settore giurisprudenziale – è materia di rango costituzionale, assistita dal “Ministero di Grazia e Giustizia” ed esercitata dalla Magistratura nei vari ordini e gradi previsti dalla “Carta fondamentale” della nostra Repubblica. Pertanto, la responsabilità politica dell’organizzazione e funzionamento della “macchina Giustizia” è affidata all’unica Autorità politica che sovraintende a tal genere di problematica, che è il Governo centrale, attraverso il Ministero competente (ndr – l’unico espressamente menzionato nella Costituzione del 1948!). Allora, la singolare e paradossale iniziativa di nominare al Comune di Bari un assessore “alla Giustizia” è verosimilmente una chiara e miserevole “operazione d’immagine”, suggerita probabilmente da qualche società di comunicazione e marketing politico al servizio del Comune, o personale del sindaco Leccese.
E ciò al fine forse di suggestionare i comuni ed ingenui cittadini, oltre alla realizzazione di meri slogan propagandistici per l’Amministrazione barese. A Bari, quindi, si continua ancora sulla scia della precedente amministrazione Decaro che, più che agli effettivi contenuti ed utilità delle iniziative messe in campo, ha pensato ha suggestionare i baresi, con il più che evidente fine diretto della promozione politica personale del sindaco ed indiretto della propria parte politica. Infatti, con riguardo alla novità della delega “alla Giustizia”, non sono pochi i cittadini baresi che esclamano: “sindaco Leccese, la ‘Giustizia’ è cosa seria, non immiseriamo anche questa materia con slogan e propaganda politica!”.
Infatti, la “Giustizia” è – come innanzi ricordato – materia affidata alle Autorità istituzionalmente competenti ed istituzionalmente preposte all’amministrazione e gestione di questo “bene” così importante per la nostra collettività. Non a caso molti di quegli stessi baresi auspicano anche che il sindaco Leccese pensi a cose ben più serie della banale propaganda e marketing politico “alla Decaro maniera”. E, soprattutto, che il successore di quest’ultimo al Comune pensi di più e meglio del predecessore ai tanti veri, quotidiani e concreti problemi dei baresi. Perché non vorremmo immaginare che il nostro attuale Primo cittadino stia forse pensando irrealisticamente ed eufemisticamente alla creazione fittizia di un “quarto grado” di giurisdizione, oltre i tre canonici già esistenti nel nostro Ordinamento! Un quarto grado di Giustizia sicuramente utile ad “illudere” i baresi ingenui o poco informati di organi effettivamente competenti “alla Giustizia”.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 20 Maggio 2026



