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Dopo l’eccezionale ondata di maltempo occorre fare la conta dei danni, non solo agricoli

 

Dopo il maltempo si fa la conta dei danni. Infatti, è bastato un pomeriggio di pioggia intensa, accompagnata in alcuni casi da grandine e vento forte, per provocare in questo periodo ingenti danni economici soprattutto in agricoltura, dove i danni prodotti sono sicuramente più consistenti e vistosi. Però, ad essere danneggiati in Puglia dalla grandine di mercoledì pomeriggio non sono stati solo i produttori agricoli, ma anche una lunga schiera di esercenti o operatori economici e perfino privati cittadini che hanno beni all’aperto, come può essere – per esempio – un’autovettura che ha subito ammaccature e, in alcuni casi, anche rotture di cristalli a causa dei chicchi di grandine grossi come agrumi o palle da golf. Il fenomeno meteorologico che nel primo pomeriggio di mercoledì ha interessato quasi tutta la costa pugliese da Rodi Garganico ad Otranto, con punte soprattutto in provincia di Bari, non è stato di cero un evento naturale ordinario, bensì eccezionale. Infatti, a lanciare i primi allarmi per i danni patiti sono state da subito quasi tutte le principali associazioni agricole pugliesi, parlando già di coltivazioni prossime alla raccolta – come ad esempio angurie, meloni, pomodori e mandorle – che sono state compromesse quasi irrimediabilmente dalla violenta grandinata. E “parliamo di colture – ha dichiarato il presidente pugliese di Copagri, Tommaso Battista – che erano state tra le poche a salvarsi dai gravi danni già causati dalle perturbazioni che hanno imperversato tra maggio e giugno sulla Puglia”, ma che ora invece si vanno ad aggiungere a quelle già colpite in precedenza, come ad esempio le ciliegie precoci e medio precoci ed altre varietà ortofrutticole di fine primavera che lo scorso mese stavano per arrivare sui mercati. Infatti, con una recente nota di “Copagri Puglia” Battisti ha comunicato: “Ci siamo immediatamente attivati per raccogliere le segnalazioni dei nostri associati, così da poter avanzare una prima stima delle perdite, che già sembrano essere ingenti, e poterle di conseguenza comunicarle alle Istituzioni preposte, in modo da procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”. E ciò al fine di esortare i Comuni colpiti dal maltempo di mercoledì 10 Luglio ed i competenti uffici della Regione Puglia ad avviare con la massima urgenza una serie di sopralluoghi per verificare i danni ed eventualmente procedere per la dichiarazione dello “stato di calamità” naturale. Secondo “Coldiretti Puglia” sono state 7 le grandinate, con chicchi grandi come palle da biliardo, che nelle ultime ore in Puglia, unitamente a trombe d’aria e nubifragi, hanno lasciato al loro passaggio uno scenario desolante. Anche il bilancio di Coldiretti Puglia, all’indomani dell’ennesima straordinaria ondata di maltempo che in pochi attimi ha sradicato ulivi e alberi a Brindisi, Mesagne, Carovigno, Francavilla, San Michele Salentino, Latiano, Oria, Lizzano, e distrutto tendoni di uva da tavola e serre di ortaggi e canapa in provincia di Bari, da Bitonto a Casamassima,  e di Taranto,  a Castellaneta e Ginosa, non lascia alcun dubbio sulla necessità di una rapida conta dei danni subiti dal sistema agricolo pugliese e, soprattutto, sulla necessità di predisporre alla categoria interventi risarcitori e ristorativi che pongano, almeno in parte, rimedio agli imprevisti della natura. Infatti, per Coldiretti Puglia, “è evidente la tendenza alla tropicalizzazione con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 2 miliardi di Euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola regionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”. Uno dei primi esponenti locali pugliese a chiedere di “ fare la conta dei danni e chiedere l’attivazione di un fondo di emergenza sociale ed economica” è stato il Primo cittadino di Bitonto, Michele Abbaticchio (che è anche vice-coordinatore nazionale del movimento politico “Italia in Comune”), che per le conseguenze dannose dei fenomeni metereologici verificatisi  ultimamente nel barese, oltre a parlare della necessità della dichiarazione dello stato di calamità, che prevede interventi complessi e riguarda in toto  il piano della protezione civile, e non del semplice stato ‘di emergenza’ che avrebbe a che fare, appunto, con i rimborsi e le problematiche del solo settore agricolo, chiede agli organi di Governo un segnale inclusivoanche per altre categorie produttive che hanno beni depositati all’aperto. “Uno fra tutti? – si chiede Abbaticchi, segnalando “i concessionari auto”, perché  dopo la recente e violenta grandinata “occorrerebbe pensare anche loro”. Anche se, in verità, per le categorie produttive e commerciali diverse da quella agricola una primo e sia pur parziale beneficio, in caso di eventi dannosi, è previsto dal Fisco con sgravi di tassazione ed ammortamenti. Benefici, questi, che nel caso del settore produttivo Primario invece sarebbero ben poca cosa rispetto ai costi sopportati e ad un eventuale mancato raccolto o perdita parziale o totale delle produzioni agricole danneggiate dalla calamità subita. Per cui, ancora una volta, in Puglia l’emergenza è e resta l’Agricoltura che, oltre a Xylella, gelate e nubifragi vari, ora deve fare la conta dei danni anche per un’eccezionale grandinata di non trascurabile portata.

 

Giuseppe Palella

 

 

 

 

 

 

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